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STORIA E COLLEZIONISMO

Un anno da ricordare

Il collezionismo orologiero è in una fase di crescita, con quotazioni e appassionati in continuo aumento e con interesse sempre più vivo da parte di tutti gli attori di questo florido mercato.

Incredibile questo 2007 “collezionistico” che sta per finire. Iniziato sotto i migliori auspici, si sta rivelando uno dei più interessanti in assoluto per quanto riguarda l’orologeria d’epoca e da collezione. Grandi aste, vendite milionarie, appassionati in aumento, ma anche diatribe giudiziarie e miti in bilico, tutto ha contribuito a renderlo un anno memorabile. Inutile negare l’importanza della diatriba Patrizzi/Antiquorum, che sta vedendo un dei guru dell’orologeria vintage contrapporsi alla nuova proprietà della Casa d’aste da lui stesso fondata e diventata negli anni vero punto di riferimento per il collezionismo orologiero. Naturale, quindi, che lo scontro fra Patrizzi e Antiquorum abbia coinvolto anche nomi dell’industria orologiera che in questi ultimi anni hanno strettamente collaborato con la Casa d’aste. Del resto, da sempre le Case orologiere si interessano al mercato vintage, ritenendolo, a ragione, un ottimo veicolo di promozione anche per la modellistica contemporanea. Quando, l’acquirente si trova a spendere decine, se non centinaia, di migliaia di euro, il conforto di un mercato collezionistico florido può diventare la spinta ultima per effettuare l’acquisto. Non ci resta che attendere gli sviluppi della questione, rinfrancati dalla constatazione che nel frattempo il mercato collezionistico non rallenta, confermando il momento d’oro degli investimenti in orologeria.

Il mondo delle aste

Sembra impossibile, eppure per quanto riguarda il mondo delle aste “importanti”, quando questo articolo andrà in stampa, ovvero all’inizio di novembre, il momento clou dell’anno sarà ancora lì lì per compiersi. Sebbene, , già nella scorsa primavera tutti e tre i principali attori del mondo delle aste, Christie’s, Sotheby’s e Antiquorum, abbiano svolto delle vendite importanti (memorabile per molti versi quella Omegamania), tuttavia gli appuntamenti decisivi, quelli che segneranno in maniera indelebile il 2007, saranno le aste ginevrine: dell’11 novembre da Antiquorum, del 12 da Christie’s e del 13 da Sotheby’s. In realtà, quindi, tutto sta per accadere, e quello che possiamo raccontare oggi è soltanto parte di una storia che sta per compiersi. Siamo in ogni caso andati dai diretti interessati, ovvero dalle Case d’asta, a chiedere cosa ne pensassero del momento odierno nelle vendite. Interessante a questo proposito quanto ci ha detto Daryn Schnipper, Responsabile mondiale del dipartimento orologeria della Sotheby’s: «Siamo molto soddisfatti delle aste che si sono svolte in questo 2007. Infatti, sia l’appuntamento di Hong Kong che quello di New York hanno fatto registrare delle vendite ben superiori a quanto stimato, con dei forti tassi di crescita. In ambedue le vendite abbiamo poi raggiunto dei record mondiali per quanto riguarda alcuni pezzi della Patek Philippe, che rimane il produttore più interessante per i collezionisti. Grande l’interesse, anche quest’anno, per gli sportivi della Rolex, mentre è in crescita la richiesta di pluricomplicati di produzione odierna provenienti dai più svariati produttori. Aspettiamo ora le aste di Ginevra e quindi di Londra. A questo riguardo, merita di essere ricordato che metteremo in vendita un modello da tavola straordinario, regalato nel 1943 da Pierre Cartier al presidente Roosevelt». L’asta Sotheby’s di Ginevra conterà in tutto 158 lotti, con 55 Patek Philippe, 18 Rolex e 16 Audemars Piguet. Dal canto suo, Aurel Bacs, l’impeccabile Responsabile del Dipartimento Orologeria di Christie’s, proprio in un’intervista a L’OROLOGIO della scorsa primavera, ci aveva detto: «Neanche nei nostri sogni più audaci avremmo mai pensato che nel giro di soli tre anni avremmo visto le nostre aste di orologeria realizzare costantemente vendite oltre i 10 milioni di euro. L’ultima ha raggiunto i venti milioni di franchi svizzeri. Devo ammettere che siamo molto contenti». Ebbene, interpellato in questi giorni su come si fosse concluso il primo semestre 2007, ha aggiunto: «Il Dipartimento Orologeria della Christie’s ha raggiunto in questo inizio 2007 la sua migliore performance di sempre. Le aste tenutesi a Dubai, New York, Ginevra e Hong Kong hanno raggiunto la cifra totale di oltre 37 milioni di dollari, rendendoci di fatto la scelta migliore per chi voglia alienare o acquistare orologi importanti. Da notare, poi, come l’attenta selezione dei pezzi messi in vendita abbia permesso alle nostre aste di superare sempre il 90% del venduto, mettendo in evidenza la perfetta sintonia tra il nostro dipartimento e i nostri acquirenti». Innegabile, quindi, che anche per Christie’s si tratti di un momento d’oro, come ben testimoniano i 430 pezzi (per un valore stimato di 12 milioni di dollari) che verranno messi in vendita il 12 novembre all’Hotel des Bergues. Semplicemente fantastico il catalogo cartaceo, forse il più bello degli ultimi anni, frutto evidente dell’innegabile gusto visivo di Aurel Ba-cs, Per quanto riguarda i lotti in vendita, è da mettere in evidenza un Breguet realizzato per Giuseppina Bonaparte, certamente il pezzo storico più importante venduto in questo 2007. Comprato da lei stessa nel 1800, e quindi regalato alla sorella Hortense de Beauhar- nais, è uno dei pezzi più ricchi realizzati dal maestro Abraham Louis Breguet (stimato fino a 400.000 franchi svizzeri). Un altro pezzo importantissimo e unico, che andrà all’asta da Christie’s, è un Patek Philippe della collezione di Seth G. Atwood, fondatore del Time Museum di Rockford, nell’Illinois. Si tratta di un complesso “doppio-quadrante”, con calendario perpetuo, realizzato nel 1972 dalla Casa ginevrina. La stima in questo caso tocca il milione di franchi svizzeri. Tra i protagonisti non mancherà, ancora una volta, la Antiquorum, che porterà all’incanto 307 pezzi l’11 novembre con la vendita “Importanti Orologi da Tasca, da Polso e Pendole da Collezione”. Tra i protagonisti dell’asta, senza dubbio un posto di onore lo merita il cronometro da tasca Patek Philippe, estremamente raffinato e raro, con tourbillon a un minuto. Questo movimento è stato prodotto nel 1929 ed è stato inserito nella cassa nel 1993. Con nove complicazioni, ha ottenuto un Certificato di Prima Classe dall’Osservatorio di Ginevra. Molto importante sarà anche un altro Patek Philippe, Ref. 130 in oro rosa, affidato alla Casa d’aste dal suo primo e unico proprietario: è stato stimato tra 100.000 e 150.000 franchi svizzeri. Ancora, andrà per la prima volta all’asta un Patek Philippe Ref. 1579 in oro rosa di grandi dimensioni, che è stimato tra 180.000 e 220.000 franchi svizzeri. Infine, saranno offerti alcuni raffinati orologi da polso, come per esempio il Patek Philippe Ref. 3448 in oro giallo, un Ref. 5004 in oro rosa, un A. Lange & Söhne Tourbillon in platino e un IWC Destrerio Scafusiae. Bisogna ricordare che l’asta dello scorso ottobre della stessa Antiquorum (tenutasi a Ginevra nel rinnovato Grand Hotel Kempinski), ha battuto niente meno che otto record mondiali per l’orologeria da collezione. Sono stati battuti segnatempo per 6,65 milioni di euro, con l’83% dei lotti venduti pari al 139% del loro valore. La maggior parte degli orologi è stata acquistata da collezionisti asiatici, americani, italiani, tedeschi e svizzeri, mentre il sito della Antiquorum durante la vendita è stato visitato, sembra, da più di 15.000 persone. Protagonisti dell’asta sono stati indubbiamente i numerosi Rolex che, uno dopo l’altro, hanno battuto vari record: un GMT-Master Ref. 6542 in oro giallo con lunetta Perspex è stato aggiudicato per circa 100.000 euro (pari a tre volte la stima iniziale); un Cosmograph Pulsometrico Ref. 6239, in oro giallo, ha raggiunto i 210.000 euro (ancora una volta il triplo della stima iniziale); un subacqueo militare Ref. 6154 realizzato nel 1954, ha infine portato a casa ben 132.000 euro, che sono veramente tanti per un semplice sportivo.

Conclusioni

Osservando il mercato collezionistico orologiero, l’impressione generale che se ne ricava è che il meglio debba ancora accadere. Si sono moltiplicati sia l’offerta che la domanda, mentre si fanno strada nuove realtà e nuovi opinion leader. Tutto lascia prevedere una chiusura di stagione più che positiva, in linea con il trend mostrato dall’intera industria orologiera.

di Patrizio Vilone