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La crescita continua Il mondo del collezionismo sta vivendo un momento particolarmente felice, che vede finalmente un aumento dei nomi in vendita. E così, mentre ancora non si sono spenti gli echi dell’asta monotematica Rolex, già troviamo un’asta Panerai da Sotheby’s e aspettiamo la vendita Omega nel prossimo aprile da Antiquorum. Mentre
scriviamo queste note, il 2006 collezionistico è ben lungi dall’essere
finito, mancano infatti ancora due appuntamenti decisamente importanti
(l’asta Antiquorum dell’11 e 12 novembre a Ginevra, con ben
380 pezzi all’incanto, e quella del 14 novembre sempre nella stessa
città, ma organizzata dalla Sotheby’s e con 331 modelli in
vendita), tuttavia è più che lecito iniziare a trarre le
prime “somme” riguardanti l’andamento di questo mercato. Il trend attuale Quali
sono gli orologi più collezionati in questo 2006? Se dovessimo
guardare esclusivamente le aggiudicazioni, diremmo che il duopolio Rolex
e Patek Philippe non ha subito grossi scossoni. In realtà molto
è successo. Per prima cosa la produzione Rolex si sta finalmente
sdoganando dal sempiterno Daytona, che pure ha raggiunto quotazioni stratosferiche.
Stanno infatti crescendo finalmente anche i bellissimi cronografi monoblocco,
i primi Oyster sia crono che non, e naturalmente i Dato-Compax. Non si
muovono più di tanto i Prince, ma in questo caso l’unica
vera limitazione è nell’esiguo numero di pezzi disponibili,
quasi tutti felicemente e stabilmente inseriti nelle collezioni più
importanti. Il futuro: Omegamania Come
oramai accade da diverso tempo, la Antiquorum organizza ancora una volta
una vendita all’asta tematica, dedicata cioè a una marca,
a un orologiaio, alla produzione di una città o di una nazione.
Lo scopo è quello di fare apprezzare le opere di alcuni fra i più
importanti personaggi che hanno reso famosa e popolare nel tempo quest’autentica
arte. La scelta per il 2007 è caduta sulla Omega. “Non è
evidentemente una coincidenza - a parlare è il già citato
Osvaldo Patrizzi, ceo della Antiquorum - da tempo ne discutevamo tra noi:
questa manifattura, sia da un punto di vista storico che tecnologico,
nulla ha da invidiare a marche più quotate a livello collezionistico
e questa disattenzione ci sembrava una mancanza cui dovevamo rapidamente
rimediare. I cinquant’anni anni dello Speedmaster ci sono sembrati
l’appuntamento da non mancare: l’anniversario di uno degli
orologi più famosi al mondo era l’avvenimento che aspettavamo.
Inoltrandoci sempre più nella storia di questa manifattura e nella
varietà dei suoi modelli, piano piano ci siamo resi conto di alcuni
fatti estremamente interessanti che hanno segnato la sua storia e che
a nostro avviso sono passati inosservati. Queste deduzioni hanno poi trovato
conferma quando abbiamo cercato una marca che fosse intellettualmente
paragonabile a Omega, sia per la qualità del prodotto che per la
varietà dei modelli. Quello che più ci ha colpito, e che
definitivamente ci ha convinti di quanto ben fondate fossero le nostre
riflessioni, è stato il parallelismo che abbiamo riscontrato tra
le creazioni Omega e le creazioni Rolex. La recente vendita della collezione
Mondani ha dimostrato con vigore quanto i modelli professional siano stati
il cardine del successo commerciale della Rolex e quanto siano oggi apprezzati
dai collezionisti. Ebbene, Omega, con i modelli Master, sovente ha anticipato
i prodotti Rolex, qualche altra volta li ha seguiti, sempre ha soddisfatto
lo stesso tipo di clientela: Omega ha prodotto la stessa tipologia di
orologi interpretandola a suo modo, con la sua tecnologia e il suo savoir
-faire”. di Patrizio Vilone |
