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OMEGA

La storia al polso

In produzione dal 1957, sulla Luna dal 1969, lo Speemaster è un'icona inconfondibile dell'orologeria moderna, indissolubilmente legato alla conquista dello Spazio, della quale si può ripercorrere l'intera storia semplicemente guardando il fondello di questo storico orologio…

Nel 1969 il Presidente americano Richard M. Nixon, ricevette in dono uno Speedmaster in oro sul cui fondello era stata incisa la frase: "To mark man's conquest of Space - with time - through time - on time" ("Per marcare la conquista umana dello Spazio - con tempo - attraverso il tempo - in tempo"). Ironia della sorte, di lì a poco Nixon avrebbe dovuto "abdicare" dal suo potente trono, per le note vicende dello scandalo Watergate. Quella a lui dedicata è solo una delle innumerevoli personalizzazioni che possiamo trovare sul fondello dell'Omega Speedmaster. Icona dell'orologeria moderna, in produzione dal 1957 (ma la sua commercializzazione avverrà soltanto nel 1958), lo Speedmaster può vantare al suo attivo centinaia di varianti diverse, che attraverso una sostanziale continuità stilistica hanno coperto tutte le peculiarità tecniche e costruttive dell'ultimo mezzo secolo. Nessun altro modello poi ha mai adottato al suo interno una varietà di movimenti così onnicomprensiva: meccanico a carica manuale, meccanico a carica automatica, diapason, quarzo con affissione analogica, quarzo con affissione digitale. Eppure, è forse "dall'esterno" che lo Speed dà il suo meglio. Innumerevoli personalizzazioni, date, firme, punzoni, stemmi, loghi, ne hanno segnato la storia. Celebrando continuamente se stesso, è divenuto un pezzo da collezione in continua mutazione, sul quale le date e gli anniversari si rincorrono a tutto beneficio dei collezionisti e degli appassionati più attivi e "previdenti". E così, mentre il quadrante rimane fondamentalmente fedele al capostipite della famiglia, sul fondello si scrive la storia della conquista dello Spazio, dei suoi protagonisti, delle vicende belle e paurose che la accompagnarono… Il fondello diventa motivo di commemorazione, di augurio, di memoria, dove si susseguono semplici incisioni oppure complessi bassorilievi, nude descrizioni tecniche oppure raffigurazioni di momenti per mille motivi indimenticabili. Naturalmente, l'ultima versione dello Speed non poteva certo sottrarsi a questa lunga e felice tradizione. Di conseguenza lo Speedmaster Professional in edizione speciale per il trentacinquesimo anniversario della conquista della Luna presenta, come elemento di profonda caratterizzazione, proprio un fondello assolutamente unico ed originale. Nella sua parte circolare esterna troviamo incisa la scritta "Apollo 11 - 35th Anniversary Limited Edition" e il numero progressivo dell'edizione limitata (xxxx/3500). All'interno, invece, con la protezione di un robusto vetro zaffiro, è stato riprodotto lo stemma ufficiale della missione Apollo 11: un'aquila che atterra sulla Luna, con la Terra sullo sfondo. Ricordiamo che Eagle (Aquila) era il nome dato dagli astronauti al modulo utilizzato per l'allunaggio. Giriamo ora finalmente l'orologio e con non poca sorpresa notiamo che il caratteristico "Moonlook" è stato almeno parzialmente abbandonato. Infatti, pur rimanendo sostanzialmente immutata la grafica generale degli indici e delle scritte, è il colore del fondo che è cambiato. Al posto del tradizionale nero opaco troviamo ora un argenté estremamente luminoso, sul quale spiccano in contrasto i tre contatori neri. A beneficiarne, bisogna ammetterlo, è stata senza dubbio la leggibilità, amplificata dal colore chiaro (sono in molti a preferire proprio per questo motivo i quadranti non scuri); a questa si aggiunge un tocco di maggiore eleganza che non dispiacerà certo agli acquirenti meno "sportivi". Semplici ed efficaci le lancette, scelte nel tradizionale disegno index. Questo garantisce una sicura continuità estetica nel tempo, lontana dal sensazionalismo degli indici Broad Arrow delle ultime collezioni. Piccolo tocco di distinzione del quadrante è infine la presenza al dodici, in rosso, della data dello sbarco sulla Luna: July 20, 1969. Una data importante da celebrare, un anniversario che ha trasformato un orologio in leggenda, in quanto il 20 Luglio 2004 ha segnato i trentacinque anni da quando l'uomo ha messo per la prima volta piede sulla Luna. Se possiamo stabilire con esattezza che il grande passo è avvenuto alle 02:56.20 GMT, è anche merito dello Speedmaster. Dall'anno della sua prima apparizione sul mercato, il 1957, lo Speedmaster ha subito poche modifiche al suo design (molte di più alla meccanica, come abbiamo già avuto modo di dire), in quanto già nei primissimi modelli l'estetica era apparsa personale e riuscita, con la cassa di elevata robustezza che si abbinava al quadrante perfettamente leggibile. Al primo movimento impiegato, meccanico a carica manuale con smistamento a ruota a colonne, caratterizzato da grande affidabilità, si deve invece il fatto che lo Speedmaster sia stato l'unico cronografo a superare tutti i controlli effettuati dalla NASA per scegliere l'orologio da indossare nello Spazio. Anche oggi, sul nuovo modello dello Speed, che presentiamo su queste pagine, il movimento è uno dei motivi di maggiore interesse (anche per gli appassionati più esigenti). All'interno dello Speedmaster Professional 35° Anniversario troviamo infatti un tradizionale calibro 1861 Omega, meccanico a carica manuale, derivato dai calibri 321 e 861 utilizzati dai primi Speedmaster a partire dalla fine degli anni '60. Condivide, quindi, le doti di resistenza che hanno consentito ai suoi predecessori di sopportare, durante i test NASA, sbalzi di temperatura di oltre 100 gradi centigradi, urti dell'ordine di 40 grammi (ossia con un'accelerazione di 392,40 m/s2, pari all'urto subito da un corpo di 40 chilogrammi lasciato cadere a terra nel vuoto assoluto), accelerazioni di 16 grammi (156,96 m/s2) e vibrazioni comprese fra 5 e 2.000 Hertz. Merita a questo proposito di essere ricordato come lo Speedmaster sia certificato dal 1965 come "qualificato al volo per tutte le missioni spaziali con uomini a bordo". Inoltre, il beniamino della Omega è stato sottoposto nel 1978 a ulteriori durissime prove a gravità zero, sotto l'azione di campi magnetici, in condizioni di urti, vibrazioni e temperature estreme (da -18 a +93 gradi centigradi). Il risultato è che questo modello fa ancora oggi parte dell'equipaggiamento standard EVA (attività extraveicolare) di tutti gli astronauti e cosmonauti per le loro passeggiate nello spazio. Rimangono infine due importanti considerazioni su questo modello in edizione speciale. La prima riguarda il numero dei pezzi prodotti, solamente 3.500, con numerazione progressiva sul fondello. Si tratta di un numero esiguo, specie se ne consideriamo una distribuzione su scala planetaria. Di conseguenza, non è difficile prevederne un serio futuro collezionistico. La seconda fondamentale considerazione riguarda senza dubbio il suo prezzo. Il listino di 2.560 euro è decisamente interessante, sia per l'elevato livello qualitativo della costruzione dell'orologio, sia in rapporto ai suoi avversari di pari categoria. Scende inoltre di ben 1.000 euro rispetto alla versione automatica (che perdipiù non è neanche troppo vista di buon occhio dai puristi dell'orologeria, che vedono nel carica manuale l'unico vero Moon Watch), dalla quale poco o nulla si discosta in termini di disegno estetico e qualità delle finiture. In definitiva, questa edizione speciale ha tutte le carte in regola per affrontare il mercato odierno, con in più una caratterizzazione collezionistica che certamente non dispiacerà ai più.

di Paolo Gobbi
foto di Alessandro Neri