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Rolex

Daytona re delle collezioni

Incontrastato re del collezionismo orologiero, il Daytona coniuga in maniera assolutamente unica una tecnica irreprensibile, un'estetica perfettamente riuscita e un valore di mercato costantemente in rialzo da oltre un decennio ed è riuscito, in meno di vent'anni, ad appassionare una fetta sempre crescente di collezionisti.
La Rolex è arrivata alla cronografia solamente nel 1937. Nel 1961 nasce il Cosmograph Daytona che nel 1966 vede modificarsi ulteriormente la sua fisionomia in chiave strettamente sportiva con la referenza 6240, che rimarrà in produzione solo per tre anni. Novità estetica è la scritta Oyster che compare sul quadrante, a sancire definitivamente la sua innegabile vocazione sportiva. Nel 1971 assistiamo alla nascita delle versioni più recenti, i nuovi 6263 e 6265, realizzati sia in oro che in acciaio e che verranno costruiti fino al 1978. La loro effettiva commercializzazione terminerà solamente nel 1987. Sempre negli anni '80 è stata prodotta, in pochissimi esemplari, la referenza 6269, con cassa in oro giallo a 18 carati. Fenomeno inizialmente tutto italiano, infine, il "Paul Newman" è senza dubbio una delle più interessanti e per certi versi incomprensibili follie del collezionismo moderno che si differenzia dal resto degli altri Daytona per la grafica del quadrante.
Il Daytona è e rimarrà a lungo uno dei modelli più interessanti e vitali del collezionismo orologiero.

Un Paul Newman, con referenza 6264, e cinturino in pelle.


Di Paolo Gobbi