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Reportage

Affari spaziali
(prima parte)

Iniziamo con una premessa necessaria ed indispensabile. In questo articolo, pubblicato sul numero 95 de l'Orologio, si parla dello Speedmaster, della storia dei suoi movimenti, e si elencano alcuni dei modelli più importanti prodotti, con le relative quotazioni attuali. Ma attenzione, il fenomeno Speedmaster è ben lontano dal poter essere descritto in maniera definitiva. Questo orologio infatti promette "scintille" nel mondo collezionistico, ed ha tutte le carte in regola per proporsi come degno antagonista dei cronografi oggi più conosciuti e più quotati. E' una febbre che sta crescendo velocemente in tutto il mondo.Per qualcuno lo Speedmaster è soltanto il primo e unico cronografo ad essere andato sulla Luna.
In realtà si tratta anche di uno dei best-buy del mercato collezionistico odierno e, soprattutto, futuro.

Il capostipite della dinastia Speedmaster, il 2915 del 1957. Si noti la cassa ancora con le tradizionali anse dritte e la particolare foggia a freccia delle lancette. Si tratta di un orologio raro, quotato, se in perfetto stato di conservazione, anche più di 5 milioni. Questo crono montava il calibro 321, progettato da Jacques Raymond, con funzioni cronografiche comandate tramite ruota a colonne e con 18.000 alternanze/ora.

 

 

E' la seconda serie dello Speedmaster, datata 1959, con le nuove lancette Alpha e la vecchia cassa ad anse dritte. La sua stima supera i 3 milioni, ma sta aumentando con frequenza settimanale.

 

 

A sinistra una rara versione dello Speedmaster, caratterizzata dall'inedita scala medicale pulsometrica posta sulla lunetta. La sua stima si avvicina ai 4 milioni. A destra un classico Professional della fine degli anni '60, quotato circa 3 milioni di lire, che, con una cassa simile alla tonneau, si avvicina molto agli esemplari di oggi. Questo Speedmaster montava il calibro 861, che nel 1967 ha sostituito il 321, caratterizzato dallo smistamento delle funzioni cronografiche a camme (o navette).

di Paolo Gobbi