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Esempi di tecnica A.
Lange & Söhne Questo mese abbiamo il
privilegio di analizzare in anteprima il primo calendario perpetuo Lange,
che è stato presentato in anteprima alla fiera dell'orologeria
di Basilea.
Il calendario
perpetuo Lange ingloba naturalmente il grande datario della Casa con
la sua doppia finestra incorniciata, che è da dieci anni il simbolo
della Manifattura. La geometria del quadrante è votata al massimo
equilibrio formale, privilegiando, come d'uso nelle ultime creazioni
Lange, la sovrapposizione di elementi circolari, seppur mantenendo un'ottima
leggibilità. Testimone di questa tendenza è la presenza
di sole indicazioni analogiche, all'infuori del datario, e l'indicatore
del ciclo quadriennale sovrapposto all'indicazione analogica del mese
senza tuttavia interrompere il succedersi dei nomi dei mesi, abbreviati
da tedesco.
Il lato
fondello del calibo Lange L 922.2 Sax-O-Mat, ovvero del calibro di base,
il calibro automatico L921. La soluzione del rotore a tre quarti (il
diametro del rotore è pari a tre quarti del diametro del movimento)
ha permesso di contenere, anche se in piccola parte, lo spessore del
movimento di base, ed al tempo stesso lascia costantemente visibili,
per il piacere dell'occhio, il bilanciere a viti con il relativo ponte
(le coq) interamente inciso a mano. Il rotore è realizzato in
oro a 21 carati e platino.
Sul lato quadrante del calibo Lange L922.1 Sax-O-Mat trova posto la platina specializzata del calendario perpetuo. Il movimento fotografato è destinato ad un modello in oro giallo, come si può dedurre dal colore aureo del disco lunare, al sei. Al nove si può osservare la stella a sette punte dei giorni della settimana, sul cui asse è calettata la corrispondente lancetta. Al centro della platina è invece posizionato il pignone delle ore, che compie un giro in dodici ore e dal quale prende il moto l'intero meccanismo del calendario perpetuo. Superfluo sottolineare l'accuratezza delle finiture e la piacevolezza del colore caldo della platina in alpacca, invece che in ottone rodiato. di Dody Giussani |
