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EDITORIALE

Primizie

Scrivo questo editoriale al rientro dalla prima visita in manifattura organizzata da L’OROLOGIO Club per i suoi soci. Non posso quindi non dedicarlo ai nostri intraprendenti lettori, che si sono assicurati la partecipazione al viaggio che li ha portati alla scoperta degli orologi e dei movimenti Piaget.

Febbraio non è climaticamente il mese migliore per visitare la Svizzera, ma nulla ferma l’appassionato quando si tratta di poter mettere piede in una delle più complete e interessanti fucine dell’alta orologeria, parlare con i suoi creatori, con gli orologiai, con i manager e capire fino in fondo cosa compone un orologio meccanico di pregio. Sono stati due i fortunati soci de L’OROLOGIO Club che hanno preso parte al nostro primo viaggio in manifattura. Fortunati perché hanno avuto la possibilità di partire nonostante solo dieci giorni di preavviso (la visita era prevista per fine febbraio, ma un improvviso impegno del CEO di Piaget, Philippe Léopold-Metzger, che aveva espresso il desiderio di incontrare di persona i nostri soci, ci ha costretti ad anticipare la data al 10-11 febbraio), e fortunati perché l’inospitale clima svizzero non ha messo in pericolo il nostro viaggio, permettendoci di raggiungere, nonostante la neve, anche la manifattura montana di La Côte-aux-Fées, nel cuore del Jura, ed entrare nel vivo della produzione dei movimenti Piaget. Qui i partecipanti hanno perfino avuto modo di cimentarsi con delle “semplici” operazioni di assemblaggio: non c’era modo migliore di comprendere come la fabbricazione di un movimento di orologeria sia tutt’altro che una passeggiata. La finitura dei componenti, l’assemblaggio e la regolazione dei movimenti, spiegata con dovizia di particolari dal direttore dello stabilimento, Jean-Pierre Schaffer, hanno significato la presa di coscienza (come se non bastassero le volte che lo abbiamo ripetuto sulle nostre pagine... ma non c’è reportage cartaceo o web che possa sostituire l’esperienza diretta) della complessità di un movimento ultrapiatto, specialità della Piaget, e del motivo per cui questa tipologia sia da considerarsi una complicazione orologiera a tutti gli effetti.

 

 

La visita alla manifattura di movimenti Piaget ha seguito di un giorno quella alla sede centrale di Ginevra, dove sono disegnati i modelli della Maison e assemblati gli orologi completi. Qui si è svolto anche l’incontro con Philippe Léopold-Metzger, che ha illustrato la storia dell’azienda e la filosofia del marchio e, a fine giornata, ha consegnato loro gli attestati di partecipazione, come si può vedere nelle foto pubblicate su questa pagina. In attesa del reportage della visita (sul prossimo numero de L’OROLOGIO), completo delle impressioni personali dei soci de L’OROLOGIO Club, anticipiamo le parole di uno dei partecipanti, che ha voluto ringraziarci così: “Grazie mille per quanto avete fatto per noi e per aver realizzato il sogno della mia vita”. Forse suona un po’ esagerato, ma sia noi che il team Piaget abbiamo apprezzato! Tante altre iniziative sono in programma insieme ai marchi partner de L’OROLOGIO Club. Per accedervi, se ancora non lo avete fatto, vi invitiamo a iscrivervi al Club tramite il modulo pubblicato nella pagina precedete o sul sito www.orologioclub.it. La partecipazione agli eventi è assolutamente gratuita, compresi viaggio e alloggio all’estero nel caso delle visite in manifattura. Vi aspettiamo numerosi per condividere altre emozionanti esperienze orologiere.

Dody Giussani