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EDITORIALE
Continuità La domanda più ricorrente nelle vostre lettere alla rivista riguarda la tenuta nel tempo del prezzo pagato per il proprio orologio. A questo interrogativo se ne accompagna spesso un altro: l’orologio che ho acquistato, si rivaluterà in futuro? Non esistono risposte facili a questi dubbi, che spesso precedono l’acquisto di un orologio importante. Ma certamente qualche indicazione il mercato del vintage ce la può dare. È giusto presumere, ad esempio, che quei marchi che da oltre venti anni riscuotono successo nelle aste internazionali possano continuare a farlo in futuro. Per questo, però, è anche necessario che non vi siano sconvolgimenti nel management o nella proprietà di tali marchi. Ciò spiega perché la continuità della storia di una Casa orologiera è tanto importante e perché in questo settore si sente spesso parlare di “prestigio” del marchio come fattore determinante per la stima di un orologio. Si tratta di un valore aggiunto difficilmente quantificabile, che non interviene nella definizione del prezzo corrente del prodotto, ma che incide sulla sua valutazione futura. Continuità significa, per un’azienda, anche passare indenne attraverso periodi di crisi e difficoltà come quello che stiamo vivendo attualmente. Alla luce della situazione economica mondiale, alcuni recenti avvenimenti del mercato orologiero assumono quindi una nuova importanza. Uno di questi è la dichiarazione di Philippe Stern, attraverso il lancio del Sigillo Patek Philippe, di voler continuare a investire nella manifattura, lavorando per offrire prodotti di qualità superiore. Un segnale di continuità che la famiglia Stern ha voluto sottolineare con una campagna pubblicitaria in cui per la prima volta appaiono Philippe e Thierry Stern, Presidente e Vicepresidente ma, soprattutto, padre e figlio e quarta generazione della famiglia proprietaria della Patek Philippe. La storia di questa prestigiosa Casa orologiera potrà essere “toccata con mano” tra un mese, grazie a una mostra allestita per la prima volta in Italia, a Milano, dal 1 al 4 luglio prossimi.
Ancora nel segno della continuità, un’altra mostra, inaugurata a Roma il 20 maggio, celebrerà fino al 13 settembre il 125° anniversario della più grande firma italiana della gioielleria: Bulgari. È stata per noi l’occasione di dedicare la copertina a un orologio destinato a diventare uno dei simboli dell’orologeria Bulgari: il calendario annuale Sotirio, dedicato al fondatore della dinastia di gioiellieri. La mostra al Palazzo delle Esposizioni, Tra eternità e storia. 125 anni di gioielli italiani, presenta oltre cinquecento oggetti, creati dalla firma fra il 1884 e il 2009. Circa duecentocinquanta pezzi appartengono alla Bulgari Vintage Collection; gli altri provengono da collezioni private, compresa la superlativa collezione di Elizabeth Taylor, esposta in una sala a parte. Per noi appassionati di orologi, le vetrine più intriganti sono quelle dedicate agli anni ’70, in cui si possono ammirare orologi marcati Audemars Piguet e Vacheron Constantin trasformati da Bulgari con l’applicazione del famoso bracciale Tubogas, prima che il gioielliere intraprendesse la strada della fabbricazione di orologi con il proprio marchio. Da allora la Casa ha fatto molta strada in questo settore, soprattutto negli ultimi anni sotto la guida di Francesco Trapani (quarta generazione della famiglia Bulgari alla direzione dell’azienda), con la costituzione di una business unit in Svizzera cui fanno capo diverse manifatture, acquisite interamente o in parte, per la realizzazione di componenti, che vanno dalle casse ai movimenti. È lì che è nata anche la collezione Sotirio, la quale appare in mostra grazie a due edizioni speciali realizzate per l’asta benefica che Bulgari terrà in ottobre a New York, in favore di Save The Children. Un orologio ricco di significati, questo Sotirio, che resterà nella storia di una Casa che si conferma particolarmente attenta al valore della continuità. Dody Giussani |
