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EDITORIALE

Valori sicuri

Cosa possiamo dire, a un mese dalla chiusura di un Salone di Basilea che si è aperto con l’immagine che vedete su questa pagina? Che forse non tutto il “male” vien per nuocere...

La scherzosa immagine di George Washington con le mani nei capelli era proiettata sul maxi schermo durante il discorso di René Kamm, CEO di MCH Group, società che gestisce il Salone di Basilea. E con queste parole Kamm apriva BaselWorld 2009: “Per quanto possa sembrare dura la situazione attuale, una crisi ha in sé anche dei lati positivi. Vengono corrette le esagerazioni dei mercati. I consumatori prendono sempre più e sempre meglio coscienza dei valori sicuri. Da ciò traggono vantaggio i marchi e le aziende solide e ben dirette”. In questo senso, i prodotti e i progetti presentati dalle Case orologiere al Salone sembrerebbero aver confermato in tutto e per tutto le parole del CEO. Non abbiamo visto, quindi, concept watch di insensata complicazione, né modelli dal design futuristico ma dalle dimensioni non facilmente indossabili. Piuttosto, abbiamo potuto ammirare orologi di elegante portabilità e dai contenuti tecnici concreti e affidabili, che hanno evidenziato investimenti mirati soprattutto alla costruzione di una credibilità duratura dei marchi. Tutto ciò, sia da parte di nomi blasonati come Patek Philippe e Rolex, sia da parte di nomi emergenti, giovani e giovanissimi del settore, che a vari livelli stanno investendo in ricerca e sviluppo per la realizzazione in-house di movimenti meccanici caratterizzati soprattutto da una qualità di base. Uno tra questi, ad esempio, è il giovanissimo marchio Pequignet, che a Basilea ha mostrato il prototipo del proprio primo calibro di manifattura. Non voli pindarici, quindi, ma ad esempio solidi movimenti automatici su cui costruire la propria crescita futura. In questo campo, oltre all’investimento in prima persona di Case già affermate, da Bulgari a Chronoswiss, si è vista l’affermazione di quelli che sono i cosiddetti “motoristi”, ovvero sviluppatori e fornitori di movimenti semplici e complicati, cui si affidano con sempre maggiore trasparenza i marchi più giovani e meno strutturati dal punto di vista della produzione, per sviluppare idee originali, ma senza dimenticare la funzionalità. Fra questi citiamo BNB, cui abbiamo dedicato un servizio il mese scorso, La Joux-Perret, Christophe Claret. Nomi che sono sempre più familiari agli utenti finali, grazie alla trasparenza finalmente raggiunta nella comunicazione dalle Case, alla quale ha forse contribuito, e lo diciamo con malcelato orgoglio, il lavoro svolto in tanti anni dalla stampa di settore.

 

 

Veniamo quindi alle storie che troverete nelle pagine che seguono e che anticipano quello che sarà il reportage completo di BaselWorld, in uscita sul prossimo numero de L’OROLOGIO. Cominciamo con la nostra scelta di copertina, caduta su una delle più classiche tra le novità del SIHH 2009 che rappresenta al meglio quella che è la tendenza del mercato odierno: linee tradizionali, valori sicuri e qualità riconosciuta. Ecco, quindi, un nuovo movimento firmato Vacheron Constantin e una coppia di complicati, cronografo e crono-calendario perpetuo, che incarnano al meglio quanto detto sopra. A questi si aggiunga la notizia dell’arrivo sul mercato, finalmente, di uno degli orologi più sorprendenti degli ultimi anni, il Lange 31. La sua messa a punto, finalizzata due anni dopo la presentazione alla stampa, permette di ritrovare fiducia nell’orologeria degli ultimi anni. Un’orologeria fatta di concept watch mai entrati in produzione, e in alcuni casi non proprio pienamente funzionanti, e realizzazioni sopra le righe, ma anche di Case perseveranti e fondate su un vero savoir-faire, che permette di conseguire quelli che sono gli obiettivi individuati, anche se con tempi un po’ più lunghi del previsto. Ben venga, allora, la commercializzazione del Lange 31 (cui dedichiamo la nostra rubrica Esempi di Tecnica, a pagina 98), sperando che non rimanga il solo esempio di concretezza da parte delle Case orologiere, per arricchire sempre più il contenuto di un’industria che è assiduamente seguita e sostenuta da numerosissimi appassionati.

Dody Giussani