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EDITORIALE

Un anno tutto nuovo

Il 2009 appena iniziato si preannuncia un anno ricco di novità. Alcune, tra le più belle, ve le sveliamo in anteprima su questo numero dedicato alla imminente edizione 2009 del Salone dell’Alta Orologeria di Ginevra...

È un anno particolare questo 2009 per l’orologeria. Iniziato sotto auspici non proprio rassicuranti, con una crisi economica mondiale che ha ridimensionato molti mercati trainanti del settore, dopo neanche venti giorni dai festeggiamenti di San Silvestro già ci riserva un importante appuntamento. Anticipando di tre mesi la tradizionale kermesse di BaselWorld, quest’anno la seconda manifestazione orologiera svizzera, in termini di importanza dei marchi partecipanti, si tiene dal 19 al 23 gennaio, nella consueta sede del Palexpo di Ginevra. Parliamo del SIHH, Salone Internazionale dell’Alta Orologeria. La manifestazione è giunta alla diciottesima edizione e conta quest’anno diciassette espositori: A. Lange & Söhne, Alfred Dunhill, Audemars Piguet, Baume & Mercier, Cartier, Girard-Perregaux, IWC, Jaeger-LeCoultre, JeanRichard, Montblanc, Officine Panerai, Parmigiani Fleurier, Piaget, Ralph Lauren Watch and Jewelry Co, Roger Dubuis, Vacheron Constantin e Van Cleef & Arpels. New entry del gruppo è la firma Ralph Lauren, la cui produzione orologiera nasce da una joint venture fra il Richemont Group (cui fanno capo ben dodici delle marche espositrici) e Polo Ralph Lauren. Al momento di andare in stampa, ancora non è trapelata alcuna immagine dei nuovi orologi della griffe americana, ma alcune indiscrezioni sì. È appurato, quindi, che i segnatempo Ralph Lauren avranno un posizionamento di prezzo elevato, abbinato a una qualità di realizzazione che non avrà niente da invidiare al segmento medio-alto dell’orologeria svizzera. In questo, il know-how orologiero del Richemont Group svolge un ruolo chiave e il marchio non poteva trovare un partner più adeguato all’obiettivo.

 

 

Il lancio dell’orologeria Ralph Lauren non sarà l’unico motivo di particolare interesse del SIHH 2009. Se da un punto di vista organizzativo, alcune scelte legate alla crisi economica la faranno passare alla storia come l’edizione meno scintillante sotto il lato mondano (quasi tutti i marchi hanno annullato feste, cocktail e serate), sul versante culturale si fa sentire l’intervento della Fondazione dell’Alta Orologeria nella definizione degli eventi collaterali. Oltre a un nuovo spazio culturale allestito al centro del Salone, dedicato proprio all’illustrazione delle attività della Fondazione (che in questi giorni ha visto l’adesione di numerosi nuovi membri tra le Case orologiere), grande importanza riveste la partecipazione della Federazione dell’Industria Orologiera Svizzera (FH), con la sua mostra itinerante “Think Time Think Swiss Excellence”. L’esposizione è allestita per la prima volta in Svizzera, dopo aver girato mezzo mondo, da Sanpietroburgo a Buenos Aires. Venendo all’argomento che più ci interessa, fra le novità presentate dal 19 al 23 gennaio al selezionato pubblico di professionisti dell’orologeria (al SIHH si ha accesso solo su invito dell’organizzazione), c’è di che essere impazienti. A cominciare dall’anteprima che vi regaliamo sulla copertina di questo numero: una nuova collezione e un nuovo concetto di orologeria firmato Jaeger-LeCoultre. La filosofia alla base della collezione Master Grande Tradition è ben illustrata nell’articolo a pagina 38, qui mi limiterò a sottolineare che la Casa presenta per la prima volta degli abbinamenti inediti di complicazioni che sono fra le sue specialità più raffinate e ha messo a punto per l’occasione un nuovo protocollo 1.000 ore (tanto durano i test di marcia sugli orologi Jaeger-LeCoultre) per il controllo della precisione e dell’affidabilità, che andrà a sfidare gli standard del COSC. Che il vento di cambiamento nei sistemi di valutazione di qualità svizzeri stia soffiando sempre più forte? Se è vero che sia in italiano che in giapponese la parola “crisi” contiene in sé un doppio significato (separo/decido, problema/opportunità), negativo e positivo insieme, il periodo storico che stiamo vivendo porta già in sé il germe di una rinascita. Un rinnovamento naturale, che premierà quelle Case che sapranno investire in qualità del prodotto e servizi, per soddisfare un pubblico giustamente più esigente e attento ai propri investimenti.

Dody Giussani