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EDITORIALE

Cosa c’è di nuovo?

La domanda che mi è stata posta più frequentemente in questi giorni è: “Cosa hai visto di bello?”. Ancora avevo in mente migliaia di lancette, quadranti, nuove casse, bracciali, funzioni, indicazioni, numeri, date, che la risposta non non mi è mai venuta alle labbra abbastanza in fretta da impedire al mio interlocutore di assumere un’espressione perplessa (“Ma come, non c’era niente di interessante?”). Così, se finora ho temporeggiato, ora tenterò di rispondere.

Basilea e Ginevra: dieci giorni di presentazioni, conferenze stampa, appuntamenti, workshop… Almeno un centinaio di diversi interlocutori e altrettanti colleghi con cui confrontarsi. Quali sono state le novità più interessanti dei Saloni? Torno a domandarmi. La risposta non è così semplice, perché non c’è stato un nuovo orologio che abbia eclissato gli altri. Non c’è stata la cosiddetta “vedette” dei Saloni. Quell’unico pezzo che catalizza l’attenzione di tutti. E non perché siano mancate le novità. Al contrario: tutte le Case quest’anno hanno fatto a gara nel lancio di inedite realizzazioni, riuscite da un punto di vista commerciale o ardite sul piano tecnico, tanto da orientare l’attenzione del pubblico di volta in volta su un obiettivo diverso.

rolex

Si va dal nuovo Sea-Dweller Deep Sea di Rolex, successo commerciale annunciato e gioia per i possessori del vecchio Sea-Dweller, che uscendo di produzione aumenta istantaneamente il suo valore commerciale (con buona pace degli innumerevoli confronti con il Submariner), al fantastico calendario perpetuo istantaneo a finestrelle di Patek Philippe Ref. 5207, quasi un pezzo unico (con aggiunta di tourbillon e ripetizione minuti, per gradire) in vendita solo presso la boutique di Ginevra. Ma la Casa con la croce di Calatrava non si è limitata a questo esercizio di stile e di tecnica. Ha catalizzato per un giorno l’attenzione della stampa internazionale in visita a BaselWorld con l’annuncio della creazione di un nuovo scappamento interamente in silicio, dove (finalmente, aggiungiamo noi) si sfruttano gli effettivi vantaggi dati dalla lavorazione di questo materiale per migliorare l’onorato scappamento ad ancora.

Spostandoci a Ginevra, quest’anno è stata la stella del SIHH, la maison Cartier, a riservare più sorprese del previsto. Bellissimo il Santos 100 con tre quadranti a rotazione: un giro di corona e il classico quadrante Cartier lascia il posto a un pavé di brillanti bianchi e neri; un altro giro e appare l’incisione di una maestosa tigre; un altro giro e si ricomincia, con le classiche cifre romane nere in campo bianco… Una meraviglia per gli occhi. E ancora da Cartier, ecco il primo movimento di manifattura, con Punzone di Ginevra per giunta. Si tratta di un tourbillon, inedito e assemblato interamente nei nuovi atelier ginevrini della Casa. Ancora da Ginevra, altre novità nel campo degli scappamenti. È Girard-Perregaux che ha fatto sobbalzare tutti sulle sedie con la rivelazione di un nuovo e inedito scappamento, anch’esso realizzato in silicio, ma con una geometria e una filosofia completamente nuove. Interessante e fondamentale l’inserimento di una sorta di molla supplementare, che lo rende indipendente dall’energia fornita dal bariletto nella fase di impulso. Il risultato? L’orologio non perde precisione con l’esaurirsi della carica: scarti minimi di marcia lungo tutta la durata della riserva di carica. Creatività a tutto campo, quindi, e siamo solo alle prime battute di quello che sarà un eccezionale reportage, in uscita sul prossimo numero de L’OROLOGIO, il nostro puntuale Speciale Saloni: in edicola a giugno.

Dody Giussani