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EDITORIALE
Novità in arrivo Sono naturalmente quelle del mondo orologiero, che vedremo fra circa un mese ai Saloni svizzeri di Basilea e Ginevra. Nel frattempo, la Case fanno a gara per presentare in anteprima alla stampa i modelli più importanti, che L’OROLOGIO pubblicherà sul prossimo numero, a cominciare da una bella sorpresa in copertina.
All’avvicinarsi della fatidica data del 3 aprile, apertura del Salone di Basilea, cui seguirà (dal 7 aprile) il SIHH di Ginevra, cresce l’attesa per le novità più eclatanti. Alcuni assaggi delle anticipazioni già divulgate dalle Case li avete potuti gustare sul nostro Blog (www.orologioblog.net), ma il piatto forte lo troverete sul prossimo numero, con interviste ai protagonisti e oltre cinquanta pagine dedicate solo ai nuovi modelli. Intanto, cosa aspettarsi? Fino ad ora i produttori che hanno rivelato in anteprima le loro creazioni si sono messi in evidenza per due tendenze distinte: da una parte la spinta a una continua innovazione tecnica, con soluzioni più o meno tradizionali, ma tutte contraddistinte da una rinnovata creatività; dall’altra, l’inclinazione a portare sempre più la progettazione e la realizzazione dei propri modelli “in casa”, con ingenti investimenti in nuove e versatili manifatture. Sicuramente su questa seconda tendenza dell’industria orologiera ha un forte peso l’avvicinarsi della fatidica data 2010, in cui la ETA cesserà la fornitura di movimenti in kit a terzi, e fa bene Hayek (patron dello Swatch Group, proprietario di ETA) a prendersi il merito di un nuovo rinascimento orologiero. Fatto sta che sempre più Case si stanno attrezzando per la produzione in proprio delle meccaniche dei loro orologi, che queste siano basate su movimenti già esistenti non più coperti da brevetto (come alcuni storici calibri ETA) o su nuovi progetti, portati avanti anche grazie a giovani partner tecnici. Sono in continuo aumento, infatti, le società che offrono attività di progettazione per l’orologeria, con realizzazioni originali e fuori dagli schemi, ma anche con grandi classici come i movimenti con regolatore a tourbillon. Un crescente fermento, insomma, è quello che si respira in questo momento in Svizzera. Non a caso, sono sempre più frequenti le visite a siti di nuove fabbriche in costruzione, dalle quali non ci si può esimere nel momento in cui ci si rechi presso una Casa orologiera. Tutto ciò fa ben sperare per il futuro dell’orologeria meccanica, soprattutto per quanto riguarda l’alta gamma. Proprio in questo segmento si combattono le sfide più agguerrite, a suon di innovazioni tecniche sul piano dei movimenti e, inaspettatamente, dei materiali. Quella che sembrava solo una moda passeggera, e soprattutto estranea ai vertici dell’orologeria, si va infatti sempre più consolidando. Un campo che molte Case hanno fatto proprio, andando a scovare metalli e composti innovativi con un occhio accorto anche alla funzione. Arriva quindi, anche in orologeria, il concetto di leggerezza e ultraresistenza. Dalla fibra di carbonio alle leghe di alluminio, l’orologio si fa prezioso all’interno ma estremamente indossabile e godibile all’esterno. Ai cultori della tradizione più rigorosa dico di non spaventarsi. L’orologio classico ed elegante, magari corredato di una sofisticata complicazione, non è tuttavia in pericolo di estinzione, come testimonia una delle più interessanti anteprime cui abbiamo potuto assistere finora: quella del nuovo calendario perpetuo di Piaget (in foto), nella sinuosa cassa Emperador, con un inedito movimento di manifattura. Se il buongiorno di vede dal mattino… Dody Giussani |
