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EDITORIALE
Università dell’Orologio La stampa specializzata in orologeria nel 2007 ha compiuto venti anni. Due decenni di una storia che ha avuto inizio proprio in Italia, alimentando un fenomeno che si è diffuso in tutto il mondo
Nel 1987 nasceva in Italia la prima rivista specializzata in orologeria diretta al grande pubblico delle edicole. Era un momento di grande crescita per il settore, che finalmente usciva dalla crisi del decennio precedente e tornava a proporre realizzazioni di altissimo livello, indirizzate a un pubblico appassionato ed esigente, interessato sia ai contenuti funzionali che a quelli tecnico/estetici. In tale momento di rinascita dell’industria svizzera, l’idea di realizzare una rivista specializzata era nell’aria e nel breve giro di pochi mesi, tra la fine del 1987 e l’inizio del 1988, tre testate erano già nelle edicole italiane. Oggi le riviste di orologeria a tiratura nazionale in Italia sono almeno otto, affiancate da varie pubblicazioni annuali (due sono quelle edite da Argò) e da innumerevoli proposte editoriali, più o meno legate a investimenti pubblicitari, di quotidiani locali e nazionali. Nel contempo, a livello internazionale altri editori hanno seguito l’esempio italiano, determinando la nascita di una stampa specializzata a livello mondiale. A venti anni di distanza da quell’ottobre 1987 in cui tutto ha avuto inizio, la nostra redazione si è riunita ed è nato spontaneo una sorta di “amarcord” di quei tempi, che alcuni di noi hanno vissuto in prima linea. Alla guida della prima rivista di orologeria in Italia c’era infatti il nostro direttore responsabile, Renato Giussani, mentre Maurizio Favot passava proprio allora dall’ambiente musicale a quello dell’orologeria, dove ha compiuto quella carriera che lo ha portato all’attuale direzione della testata Chrono World (edita dalla nostra stessa Casa editrice), passando per la vicedirezione proprio de L’OROLOGIO. Altri all’epoca appartenevano alla cosiddetta “concorrenza”, come Paolo Gobbi, che ha poi intrapreso negli anni una proficua carriera da free-lance e, oggi, è una delle firme più assidue de L’OROLOGIO. In una riunione di redazione de L’OROLOGIO, si confrontano quindi due percezioni diverse del mercato orologiero. Da una parte c’è la visione globale di chi ha vissuto in prima persona la rinascita di un settore che, fino a poco più di venti anni fa, non esisteva così come lo conosciamo, con il suo ribollire di marchi e modelli, con le moderne strategie di marketing - che coinvolgono testimonial, sponsorizzazioni, eventi - e con il suo continuo rimescolarsi di società e di alleanze. Dall’altra c’è la prontezza e la sensibilità a cambiamenti e novità, propria di chi nel settore ha iniziato a lavorare molti anni più tardi, scontrandosi subito con un mercato florido e iperattivo. A questa seconda schiera appartengono firme come Enrico Reniero, Simonetta Suzzi, Fabrizio Giussani, Valentina Ronchi, Lia D’Angiolino, che nelle redazioni de L’OROLOGIO e Chrono World hanno potuto conseguire, nel corso del tempo, una conoscenza a tutto campo dell’orologeria. All’inizio della riunione di redazione da cui è scaturita l’idea di questo editoriale, la discussione verteva su come descrivere a voi lettori i meccanismi che sono dietro alla nascita di un numero de L’OROLOGIO. Tuttavia le considerazioni che sono emerse hanno portato il discorso su un piano più filosofico, spingendoci a dare una nuova definizione della nostra Redazione. Man mano che ragionavamo, abbiamo iniziato a non vederla più come un semplice luogo di lavoro, o una sorta di “fabbrica” che di mese in mese realizza un prodotto, ma come una ben più complessa e ricca “Università dell’Orologeria”. Con la sua biblioteca, il suo archivio storico, i suoi “professori” e i suoi “studenti”, che non sempre intraprendono la carriera accademica. Sono numerosissime le firme transitate per le pagine de L’OROLOGIO che poi hanno trovato la loro strada in altri settori o in altre strutture. Ma è un piacere per chi oggi si trova alla guida di questa testata, constatare come l’esperienza di lavoro nella nostra Università, e il prestigio che ne deriva, abbiano consentito a tutti di progredire. Quindi, tradendo l’obiettivo iniziale di questo editoriale, non vi ho raccontato come nasce un numero de L’OROLOGIO, ma come nascono tutti i numeri della vostra rivista, grazie alla quale condividiamo con voi una passione per l’orologeria che molti di noi comunicano e contribuiscono a divulgare da venti anni. Dody Giussani |
