EDITORIALE
Opinioni
e (pre)giudizi
Dall’inizio
dell’anno gli articoli de L’OROLOGIO si sono arricchiti
di un nuovo strumento. Oltre ai dati tecnici, sulle schede di prodotto
hanno fatto la loro comparsa dei commenti alle dimensioni e al prezzo
dei segnatempo, anche con precisi riferimenti ai competitor dei modelli
presentati. Uno strumento in più per poter giudicare in libertà,
ma con cognizione di causa, gli orologi presentati.

Questo mese vorrei mettere l’accento su un fatto che a noi sembra
ovvio, ma evidentemente per alcuni non lo è: i prodotti che presentiamo
di mese in mese non sono tutti quelli offerti dal mercato. L’OROLOGIO
effettua una selezione sulle proposte delle Case, sulla base della propria
linea editoriale. Ci piace perciò farvi conoscere e illustrarvi
quei modelli che riteniamo più interessanti e maggiormente rappresentativi
della produzione meccanica odierna. Spesso da amici non addetti ai lavori
ricevo commenti del tipo: “Ma quanto costano questi orologi!”.
È forse la reazione più ovvia da parte di una persona
“normale”, completamente estranea a questo mondo, che sfogli
L’OROLOGIO. Ma le scelte editoriali della rivista sono studiate
in base alle preferenze e agli interessi dei suoi lettori che, anche
quando dovessero valutare il prezzo di un orologio eccessivo per le
proprie tasche, sono comunque interessati ad approfondirne la conoscenza,
in quanto elemento importante nella formazione della propria cultura
orologiera.
Quella che chiamo “cultura orologiera” è l’insieme
di fatti e conoscenze che ci permette di formulare dei giudizi che vadano
oltre il “mi piace” o “non mi piace”, cui sento
spesso limitarsi anche coloro che si professano “esperti”
di orologeria. Il vero esperto fornisce sempre le motivazioni di un
giudizio, positivo o negativo che sia, anche nel caso in cui si limiti
all’estetica dell’oggetto. È questo il valore aggiunto
di un’opinione espressa da un conoscitore. Nei nostri articoli
di motivazioni ne troverete sempre tante: da quelle storiche a quelle
tecniche, fino a quelle di mercato, che concorrono, con le altre, a
determinare il prezzo di un orologio. Non va mai dimenticato, inoltre,
che stiamo sempre parlando di prodotti di pregio destinati a un pubblico
elitario. E anche appartenere a questa sorta di “club” esclusivo
ha un costo. Del resto, se dovessimo comprare l’orologio solo
per leggere l’ora basterebbero meno di dieci euro (così
come per spostarsi non è necessario acquistare una spider).
Un fatto che ultimamente mi lascia perplessa è che a questo “club”
dicono di appartenere anche persone che poi fanno di tutto per dequalificarlo.
Sono tutti quelli che ammettono senza problemi di comprare e indossare
falsi, che acquistano i propri orologi attraverso canali se non proprio
“illegali” sicuramente “non controllati”, naturalmente
sorvolando sulle truffe che molto probabilmente hanno almeno una volta
subito (a questo proposito leggete l’intervista esclusiva a pagina
62 di questo stesso numero a un truffatore informatico), e che tendono
a screditare sempre e comunque le fonti ufficiali di informazione e
le Case stesse. Sono comportamenti che fanno male al settore, a chi
lo frequenta da appassionato e a chi ci lavora. Perché dietro
a tutti i prodotti autentici esistono delle persone che hanno collaborato
alla loro creazione e realizzazione, credendoci e impegnandosi (non
è quello che facciamo un po’ tutti nella vita?), non certo
con lo scopo di frodare quelli che apprezzeranno il risultato del loro
lavoro.
Sento spesso dire che è un’attitudine tutta italiana quella
di credere sempre e comunque che chi vuole venderci qualcosa ci stia
raggirando in qualche modo. Io penso invece che questo sia un luogo
comune da sfatare. E che i predicatori di questa malafede vadano sempre
più isolati nelle loro piccole “community”, che poi
sono spesso circoli chiusi, proprio perché più facili
da gestire e da controllare. La maggior parte di noi, invece, sia sempre
più capace di trarre il meglio dalle proprie passioni, fidandosi
soprattutto del proprio metro di giudizio, costruito sui fatti, nel
tempo.
Dody
Giussani