EDITORIALE
L’orologio,
con stile
Questo
mese L’OROLOGIO si offre in doppia versione: liscio o “deluxe”,
con il nostro allegato dedicato al LIFESTYLE dell’orologeria.
Ne abbiamo approfittato per dare spazio a molte delle novità
del settore che non avrebbero trovato posto sulle pagine de L’OROLOGIO,
dalle attesissime collezioni femminili Bulgari e Cartier all’America’s
Cup (e i segnatempo ad essa legati)…

LIFESTYLE cresce e acquista sempre maggiore importanza a fianco de L’OROLOGIO,
grazie al suo modo diverso di raccontare l’orologeria, sempre
specialistico ma molto più “stylish”. Su questo numero
diamo resoconto dei maggiori eventi legati all’orologeria, dalle
iniziative benefiche alle serate mondane, dalle passerelle delle celebrities
agli sport più esclusivi. Il tutto accompagnato dalla presentazione
delle novità dell’orologeria fashion e femminile, raccolte
a BaselWorld e SIHH.
L’insieme de L’OROLOGIO e LIFESTYLE è davvero “esplosivo”,
regalandovi un autentico sguardo d’insieme a 360° su quelle
che sono le ultime tendenze dell’orologeria, emerse dalle kermesse
primaverili. Per fornirvi un tale resoconto dettagliato e variegato,
il nostro staff si è letteralmente sdoppiato, passando da Basilea
a Ginevra e visitando sia le manifestazioni fieristiche sia le numerose
esposizioni fuori Salone, che soprattutto a Ginevra vanno moltiplicandosi
di anno in anno. Terminati BaselWorld e SIHH, quindi, ci siamo spostati
prima al WPHH del Gruppo Franck Muller e poi nei diversi alberghi ginevrini
per ammirare le realizzazioni di Custos, F.P. Journe, MB&F, Richard
Mille, Urwerk… Quali sono i modelli più belli tra quelli
che abbiamo potuto toccare con mano? Ce lo hanno domandato in tanti
e, sebbene il peso che il gusto personale ha in tali questioni mi suggerisca
di lasciare a voi il giudizio, qualche indicazione ve la voglio fornire.
Le mie preferenze vanno al Duomètre à Chronographe di
Jaeger-LeCoultre, al Tourbillon La Tradition di Breguet, alla nuova
versione dell’Assioma Multicomplication di Bulgari, al Centigraphe
di
F.P. Journe: orologi molto tecnici ma anche esteticamente affascinanti,
che veicolano
sapientemente i valori più raffinati dell’alta orologeria.
Ora sta a voi: fateci sapere quali sono i vostri preferiti, attraverso
il nostro consueto sondaggio dal quale ogni anno scaturiscono i vincitori
del PREMIO ARGÒ PER L’OROLOGERIA. La scheda per votare
è a pagina 24 di questo numero o sul sito argoeditore.net, dove
trovate anche il nostro Blog (www.argoeditore.net/blog/blog.asp), per
approfondire e commentare le notizie più interessanti dell’orologeria,
aggiornate quotidianamente dalla redazione. Proprio dal Blog mi viene
suggerito un argomento di attualità su cui richiamare la vostra
attenzione: il problema dei falsi e le questioni etiche ad esso connesse.
Se ne parla con sempre maggiore insistenza nelle sedi istituzionali
dell’industria orologiera e una convinta attività di lotta
alla contraffazione è portata avanti, tra gli altri, dalla Fondazione
per l’Alta Orologeria (www.hautehorlogerie.org). Il tema è
caldo, in quanto mi sembra ancora radicata in molte persone l’idea
che acquistare un falso non sia condannabile al pari di produrlo e commercializzarlo.
Tralasciando il fatto che la legge italiana punisca in ugual misura
sia il venditore che l’aquirente di merce falsificata, rimane
la questione che è il nostro modo di pensare che va cambiato.
Non dovrebbe essere necessaria la paura di una sanzione (che presto
o tardi sarà applicata nella realtà con maggiore frequenza
e fermezza) a fermarci, quando vogliamo fare un acquisto del genere,
ma dovrebbe crescere la consapevolezza che così facendo alimentiamo
un’attività criminale cui sono correlati tanti altri interessi
di natura illegale, i quali danneggiano gravemente la nostra società.
Mi riferisco, ad esempio, all’immigrazione clandestina, al commercio
di falsi ben più pericolosi degli orologi come i farmaci e i
giocattoli e, infine, al degrado di intere zone delle nostre città.
Pensiamoci bene, la prossima volta che ci “pizzica” il desiderio
di acquistare un Daytona “tarocco”.
Dody
Giussani