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EDITORIALE

Primizie d'autunno

Senza intaccare la centralità degli appuntamenti primaverili di Basilea e Ginevra, le Case orologiere ci hanno ormai abituati a importanti presentazioni anche nel corso del resto dell’anno e, in particolare, in autunno…

Non solo lanci sui mercati locali di collezioni già anticipate a BaselWorld o al SIHH, quindi, ma vere e proprie novità a livello mondiale vedono la luce in questa parte dell’anno, stimolando la curiosità e la bramosia degli appassionati nei mesi che precedono il Natale. Il più atteso dei lanci di fine anno, è proprio il caso di dirlo, è quello del nuovo Nautilus di Patek Philippe, che sarà presentato alla stampa mondiale l’11 ottobre prossimo a Ginevra, in concomitanza con il trentesimo anniversario della creazione della prima linea sportiva della Patek Philippe. Il Nautilus è infatti figlio di quegli anni Settanta che, sempre dalla matita di Gérald Genta, videro la nascita del Royal Oak di Audemars Piguet, primo modello sportivo di alta orologeria in acciaio, dal design tecnico e moderno. Nessuna indiscrezione trapela dagli uffici della Patek Philippe Italia, ma è facile immaginarsi una versione più grande e più performante dello sportivo di casa Patek, che non mancheremo di pubblicare sul prossimo numero de L’OROLOGIO.
Di questi giorni, poi, è un’altra importantissima novità nell’ambito dell’alta orologeria: la presentazione del primo cronografo integrato a carica automatica di Chopard, denominato “L.U.C Chrono One”. Il movimento, seguendo lo standard imposto dai maggiori costruttori orologieri negli ultimi anni, impiega il sistema di innesto verticale, già preferito da Jaeger-LeCoultre, Omega, Rolex e Patek Philippe per le loro ultime realizzazioni cronografiche.
Siamo quindi di fronte a un altro indicatore del nuovo rinascimento orologiero di cui si parla ormai da un paio di anni, con sempre nuove realizzazioni tecniche che non temono più il confronto con la tradizione, ma si fanno portabandiera della moderna industria orologiera. Una industria che ha definitivamente fatto propri strumenti e metodologie che sembravano appartenere soltanto ad altri rami della meccanica, per continuare a costruire oggetti da sogno, in cui tecnologia moderna e abilità manuale trovano un importante punto di congiunzione.

Allegata gratuitamente a questo numero de L’OROLOGIO avete trovato una copia arretrata della rivista Suono, testata storica del settore hi-fi che tra i suoi collaboratori, dal 1972 al 1979, ha annoverato la firma di Renato Giussani. Si tratta della prima di una serie di collaborazioni avviate con testate di primo piano in settori affini al nostro. Il legame tra L’OROLOGIO e Suono è poi ancora attuale: tra le firme della rivista potrete infatti riconoscere quella del nostro Maurizio Favot, grande esperto di jazz… Buona lettura!

Dody Giussani