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EDITORIALE
Campioni del mondo! Non potevo resistere alla tentazione di dedicare questo editoriale a tutti coloro che hanno cantato l’inno a squarciagola, nonostante le parole desuete e le polemiche e la voglia di cambiarlo che periodicamente torna a farsi sentire, in questa Italia che sembra unirsi sotto la stessa bandiera solo quando si segna un gol. Ma se anche così fosse, benedetto quel gol!
Come si fa a scrivere l’editoriale de l’Orologio il giorno
dopo i festeggiamenti, le bandiere, una fratellanza ritrovata perfino
con il vicino di automobile… In un’occasione così
vorresti piuttosto scrivere per La Gazzetta o Il Corriere dello Sport.
Eppure questo è un numero che mi riempie di orgoglio, quasi quanto
riscoprire nel passante sconosciuto una gentilezza dimenticata, riportata
alla luce dall’entusiasmo per una vittoria sportiva. Mi riempie
di orgoglio perché è il nostro numero 150, simbolo di
quasi 15 anni di storia di una testata che ha esordito quale quinta
pubblicazione orologiera nelle edicole italiane, ma che è ormai
riconosciuta nel mondo quale primo riferimento per l’Alta Orologeria.
E mi riempie di orgoglio per la qualità dei tanti contenuti di
questo numero speciale, a cominciare dall’intervista a Giulio
Papi (a pagina 60), uno che ha fatto la storia dell’orologeria
complicata dei nostri anni, autore di alcuni tra i più bei segnatempo
del 1900 - sebbene la cosa sia sconosciuta ai più - e fondatore
della Renaud & Papi, manifattura cui si devono, tra le altre cose,
lo sviluppo delle complicazioni Audemars Piguet e dei movimenti Richard
Mille.
Questi giorni di festa e di attesa per le vacanze estive sono stati
purtroppo funestati da una triste perdita. Il 4 luglio scorso è
venuto a mancare improvvisamente un caro collega. Disma Sutti ha contribuito
con sua moglie Elena alla nascita e alla crescita della testata “Orologi
da Polso” e, negli ultimi anni, è stato il curatore ed
estensore del supplemento “Orologi” de Dody Giussani |
