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EDITORIALE

Uomini o numeri?

Un giorno come tanti, stanca del malfunzionamento della linea telefonica, chiamo il numero verde dell’assistenza Wind Infostrada e vengo, io come tanti, trattata con l’arroganza di chi sa che non può essere rintracciato. Allora mi domando: e se avessi chiamato il numero verde di una Casa orologiera

Chi non è stanco dei call center arroganti e inutili alzi la mano. Qui, dalla mia scrivania, non vedo nessun braccio alzato, ma credo che anche in una piazza affollata la reazione sarebbe la stessa. Perché stanchi lo siamo tutti. Tanto che Radio Due, il secondo canale della Rai, nonché tra le quattro stazioni radiofoniche più ascoltate in Italia (anche grazie al programma di Fiorello e Baldini, che rallegra ulteriormente i pomeriggi della nostra redazione), ha dedicato alle “situazioni rocambolesche e paradossali che sicuramente avrete già vissuto, almeno una volta nella vita, chiamando un numero verde” un programma satirico, intitolato, appunto, Numero Verde (con Gianfranco Monti, Gaetano Gennai ed Ernesto Goio, in onda nel weekend alle dieci di mattina).
A me, ad esempio, è capitato di chiamare il servizio assistenza della Wind Infostrada e sentirmi dire: “Lei deve rivolgersi all’uno cinque cinque perché il suo non è un problema tecnico”. Peccato che io, all’operatrice ansiosa di “scaricarmi” il mio problema (tecnico) non lo avessi ancora esposto. Né sono riuscita a farlo, vista la prepotenza dell’interlocutrice. E peccato che di questo episodio non possa lamentarmi direttamente con un responsabile della Wind, poiché non c’è modo di risalire ad uno, né di identificare la persona con cui ho parlato. La simpatica signorina, infatti, di me sa nome, cognome, telefono, indirizzo e numero di carta di credito, ma io non posso avere il suo nome e cognome perché, a quanto pare, sono dati sensibili, non comunicabili per motivi di privacy (né ha voluto fornirmi un numero identificativo, prima di sbattermi il telefono in faccia). Ma come siamo arrivati a tutto questo? Addirittura nome e cognome sono dati sensibili? Allora perché la stessa azienda mi fa telefonare a casa - senza il mio consenso, la mattina del sabato come la sera del lunedì - da sconosciuti che mi appellano perfettamente per nome e cognome ed hanno notizia anche dell’eventuale discendenza (una volta volevo dare a credere di avere un figlio di 18 anni che si “occupa di Internet”, ma non è mai in casa; sono stata sbugiardata, con mia immensa vergogna)…? Dunque, eufemisticamente “innervosita” dall’accaduto, ho pensato di sfruttare l’esperienza per condurre una piccola inchiesta. Anche nell’orologeria, infatti, iniziano a moltiplicarsi i numeri verdi per i clienti - reali e potenziali - ma chi si cela all’altro capo di queste linee telefoniche gratuite?
Dai contatti avuti abbiamo ricavato, con sollievo, che per lo più si tratta di numeri verdi ai quali rispondono piccoli call center interni alle aziende (ossia alle filiali italiane della Case), dove le tre o quattro persone impiegate sono quasi sempre identificabili e ricontattabili (solo nel caso della Eberhard, è un sistema automatizzato a interloquire, offrendo la possibilità di informarsi sulle nuove collezioni, i concessionari o i centri assistenza della propria zona, o di richiedere il catalogo della Casa). Tutti forniscono prezzi, informazioni tecniche e gli indirizzi dei concessionari, mentre per lamentele o problemi più specifici dei segnatempo rimandano al numero del centro assistenza, dove sarà un tecnico vero e proprio a venire incontro alle esigenze del cliente.
Le eccezioni sono: Panerai, che inoltra la chiamata all’area commerciale prima che al centro assistenza, e TAG Heuer, il cui numero verde fornisce l’indirizzo e-mail del centro assistenza anziché il telefono. Quest’ultima e Mühle Glashütte, inoltre, costituiscono gli unici due casi in cui il numero verde è gestito da una società esterna alla Casa, mediante call center (e infatti il numero verde TAG Heuer è l’unico che non fornisce l’identità della persona che risponde, la quale non è quindi ricontattabile).
Il caso più originale è quello del numero verde della Underwood, dove può capitarvi di parlare direttamente con la moglie del proprietario, Alessandro Rustioni, la quale sarà ben lieta di fornirvi nome e cognome per essere eventualmente ricontattata, in barba ai “maniaci” della privacy!

N.B. Questa nostra piccola “inchiesta” doveva essere corredata da informazioni sul funzionamento e la gestione di un grande call center. Non a caso, abbiamo contattato l’ufficio stampa della Wind Infostrada, dove una responsabile ci ha invitato a inviarle via email l’elenco delle informazioni richieste. Peccato che la nostra missiva elettronica non abbia mai avuto risposta…
Una coincidenza?

Dody Giussani