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EDITORIALE

Facciamo i conti con l’orologio

Abbiamo migliorato i contenuti, incrementato le informazioni per conoscere l’alta orologeria, approfondito la tecnica e gli aspetti collezionistici e commerciali, allargato lo sguardo sulla produzione non soltanto svizzera, e non solo “di marca”. E abbiamo aumentato il prezzo. Sarà giusto?
A voi la risposta. La decisione è stata presa all’ultimo minuto, come spesso accade in un’attività imprenditoriale, a seguito di un ulteriore aumento dei costi di produzione de l’Orologio.
A qualcuno sarà sembrato esagerato, ad altri non avrà fatto né caldo né freddo. A noi dà agio di continuare a fare il nostro lavoro crescendo in qualità e senza risparmiare su carta o contenuti. E speriamo che continuerete a seguirci, anche se doveste rinunciare a un caffè una volta al mese…

Per i più “fiscali”, riassumo di seguito gli aumenti subiti da l’Orologio negli ultimi anni: nell’aprile 2001 la rivista costava 10.000 lire; con il passaggio all’euro per sei mesi abbiamo applicato il prezzo di 5,16 euro, per poi arrotondarlo a 5; quindi per oltre tre anni il prezzo è rimasto praticamente invariato, per poi aumentare a 6 euro ad ottobre 2004. Ora che il prezzo di copertina, a maggio 2006, è passato a 7 euro, speriamo di poterlo mantenere fisso per un bel po’.
Venendo a quello che per 7 euro avete acquistato questo mese, vi dirò che a realizzarlo ci siamo divertiti non poco. Quello che state sfogliando, infatti, è un numero speciale sotto molti punti di vista. Tutto nuovo per concezione e impostazione, vi rivelerà in tanti modi diversi le novità di questo 2006: gli argomenti di discussione e di confronto dei prossimi mesi, nonché gli oggetti del desiderio, i fenomeni di moda, le primizie tecniche…Tra gli oggetti del desiderio si inserisce naturalmente lo splendido Lange della copertina: il primo crono calendario perpetuo della Casa tedesca. Tra gli argomenti di discussione e “investigazione” è da annoverare, invece, il restyling della collezione DateJust di Rolex, che solo con una lunetta bombata riesce a far versare inchiostro. La Casa coronata sforna inoltre il GMT Master II, rinnovato lo scorso anno e ora anche in acciaio e oro, modello che prelude all’uscita della versione in acciaio il prossimo anno. Altra ghiottoneria di cui parlare fra veri conoscitori è la prossima uscita del tourbillon Jaeger-LeCoultre, di cui nulla possiamo dire, perché nulla si sa, tranne che sovvertirà ogni ordine costituito in termini di prezzo, finalmente accessibile, se non ai comuni mortali, almeno ai “semidei”…
Di questi giorni, invece, la notizia che Rolex sta aprendo le porte della nuova fabbrica ginevrina ai suoi concessionari. Noi come stampa ci siamo messi in fila, al nostro turno busseremo forte per entrare!
Infine, permettetemi di dare una breve risposta a una lettera aperta apparsa sulla Rete, indirizzata anche alla sottoscritta (seppure erroneamente identificata come uomo, sigh…), riguardo la questione dei falsi e la nostra posizione in merito. La risposta sarà breve perché io preferisco sempre passare direttamente all’azione e ogni suggerimento è un’occasione per riflettere se la direzione in cui ci stiamo muovendo sia quella più giusta, o più gradita a chi legge, quindi va colto al volo. Come già iniziato lo scorso mese con l’articolo sui sistemi anticontraffazione Rolex, l’Orologio continuerà a fornire ai suoi lettori gli strumenti necessari a essere sempre sicuri di ciò che acquistano. Su questa strada ci muoviamo da anni e nuovi progetti, mai realizzati prima dalla stampa specializzata - né da altri mezzi di comunicazione - sono attualmente in cantiere. Abbiate solo la costanza di seguirci…

Dody Giussani