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Esempi di tecnica

Il cronografo secondo Patek Philippe e Rolex

Sono stati due orologi molto attesi dal mercato: il Daytona con movimento originale Rolex e il primo cronografo automatico Patek Philippe con movimento di manifattura (nello specifico, la referenza 5960P, con calendario annuale). Affrontiamo su questo numero un primo confronto tra i due movimenti, che per quanto riguarda la parte cronografica hanno importanti caratteristiche in comune: ruota a colonne, innesto verticale e meccanismo di carica automatica a rotore centrale.

 

Il Daytona in oro bianco con movimento di manifattura Rolex. Si tratta di un cronografo a tre contatori di impostazione classica, con secondi cronografici al centro, contatore dei minuti fino a 30 al tre, contatore delle ore fino al 12 al nove e secondi continui (quelli che non sono arrestati o azzerati dai pulsanti cronografici) al sei.




Il modello Ref. 5060P di Patek Philippe, con cassa unicamente in platino, non è un “semplice” cronografo automatico, ma presenta una complicazione rilevante: il calendario annuale con riserva di carica. Caratteristica fondamentale del cronografo Patek Philippe è che le indicazioni relative proprio alla rilevazione cronografica trovano tutte posto sullo stesso quadrante, posizionato al sei.




Il calibro Rolex 4130 quando si apre il fondello del Daytona. Inconfondibile il bilanciere microstella a regolazione inerziale: due coppie di viti, poste all’interno della corona del bilanciere, possono essere spostate radialmente verso l’interno o verso l’esterno, variando il momento di inerzia del bilanciere, e quindi la sua frequenza di funzionamento che va regolata in base al comportamento del movimento in modo da ottenere la massima precisione.

di Dody Giussani