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Esempi di tecnica CHOPARD Novità
del 2005, il Lunar One arricchisce la prestigiosa collezione L.U.C
di Chopard con una delle complicazioni più interessanti dell’orologeria,
quella del calendario perpetuo.
Il L.U.C Lunar One nella versione con cassa in platino 950 e quadrante bicolore, realizzato in tiratura limitata a 250 pezzi. Le fasi lunari trovano posto all’interno del quadrantino dei secondi al sei: la luna “orbitale” ruota attorno all’asse della lancetta dei secondi nel periodo di una lunazione, assumendo la stessa fisionomia visibile in cielo (crescente, piena, calante e nuova). Il ciclo lunare è riprodotto con una precisione tale che lo scarto fra la durata reale di una lunazione e quella indicata dal Lunar One è di 57,2 secondi, che porta ad uno scarto totale di un giorno in ritardo solo dopo 122 anni.
Il calibro L.U.C 1.96 QP è stato costruito sulla base del primo calibro di manifattura della Chopard, quel 1.96 con microrotore di carica e doppio bariletto collegato in serie che fornisce una riserva di carica di ben 70 ore. Il movimento è composto da 354 elementi, dei quali 32 rubini, per uno spessore di 6 millimetri. Il rotore della carica automatica è in oro a 21 carati e decorato a guilloché con un motivo che riprende la decorazione del quadrante. Il calibro 1.96 QP, infine, è insignito del Punzone di Ginevra e certificato cronometro dal COSC.
I due dischi che sovrapposti forniscono l’affissione “planetaria” delle fasi lunari. La ruota sottostante presenta una corona di ben 135 denti. Il sistema con doppio disco ha permesso alla Chopard di ottenere un’altissima precisione per l’indicazione delle fasi lunari, con uno scarto che diventa di 1 giorno soltanto dopo ben 122 anni. di Dody Giussani |
