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Esempi di tecnica IWC Torna l’Ingenieur. E lo fa con una collezione rinnovata nel design e nella sostanza, con un calibro di manifattura automatico equipaggiato dal famoso sistema di carica automatica Pellaton, ulteriormente migliorato. Il disegno attuale e moderno dell’orologio lo si deve ancora una volta alla felice penna di Monsieur Gérald Genta, lo stesso creatore del Royal Oak di Audemars Piguet e del Nautilus Patek Philippe, tra gli altri.
Vista la tendenza attuale a preferire orologi di buone dimensioni, la nuova famiglia Ingenieur si ispira nel design all’Ingenieur SL del 1976, e ripropone anche l’originale logo della collezione, scomparso dai quadranti delle ultime versioni dell’orologio, con la scritta Ingenieur che spezza in due il disegno di un fulmine.
L’esploso della cassa del nuovo Ingenieur Automatic permette di osservarne la struttura interna. Nella carrure esterna in acciaio, chiusa superiormente dalla lunetta e inferiormente dal fondello, anch’essi in acciaio, è alloggiato il movimento, che viene chiuso in una ulteriore cassa cilindrica, formata dal tondo del quadrante, da un anello e da un fondello interno tutti in ferro dolce. La cassa interna abbraccia totalmente il movimento, lasciando solo i fori per il passaggio degli assi delle lancette e della corona di carica.
Il lato fondello del calibro IWC 80110, che nel nuovo Ingenieur Automatic va a sostituire il vecchio calibro 8541, impiegato nell’Ingenieur del 1976. Come nel caso del calibro 5000, che ha nuovamente dotato il Portoghese di un movimento automatico di manifattura, anche per il calibro 80110 si è ripreso il sistema di carica Pellaton, progettato da quell’Albert Pellaton che fu direttore tecnico della Maison fino agli anni ’70. Il movimento ha un diametro di 30,4 millimetri per uno spessore di 7,2 e impiega 28 rubini. di Dody Giussani |
