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EDITORIALE

Si riparte...

“Passata la festa, gabbato lu Santu”, recita un vecchio proverbio del Meridione d’Italia, e in effetti non sono poche le occasioni del passato nelle quali i grandi Saloni svizzeri di primavera hanno dato la sensazione di non essere in grado di ribaltare una situazione di mercato in fase negativa…

Ogni anno sia Basilea che Ginevra, l’una ospitando BaselWorld, il più grande Salone mondiale dell’orologeria e della gioielleria, l’altra con il suo SIHH, ormai stabilmente al vertice delle manifestazioni dedicate all’orologeria di alto livello, sono attese da tutti gli operatori del nostro settore di riferimento, non solo come un momento fondamentale di scambi commerciali, ma anche per la loro funzione di indicatore delle tendenze per il proseguimento della stagione orologiera mondiale. E quest’anno, dopo la gelata seguita ad un’ottima stagione fieristica dell’Aprile 2004, noi dell’Argò in Svizzera ci siamo andati particolarmente ben equipaggiati della massima attenzione ad ogni segnale utile, per poter tentare di prevedere cosa sarebbe successo dopo… Come il contenuto di questo Speciale dovrebbe dimostrare abbastanza facilmente, anche a coloro che in Svizzera non ci sono stati, quello che abbiamo trovato è stato uno scenario abbastanza inconsueto. Come gli avvenimenti precedenti i Saloni avevano già permesso di intuire (vedi il mio editoriale dello scorso mese), nei territori elvetici abbiamo trovato una gran voglia di rilancio, supportata da fatti concreti. A fianco della grande offerta di splendidi e costosissimi tourbillon, presenti ormai nel catalogo (si fa per dire) di numerosissime Case, la vera novità del 2005 è stata costituita dalla grande attenzione che tutti hanno posto al contenimento dei prezzi dei loro nuovi prodotti. Non che questo significhi offerte popolari… Ma, decisamente, la maggior parte dei responsabili delle Case più importanti sembra aver scelto di prendere atto, in modo convinto, del grido di dolore proveniente da quasi tutti i mercati (russo, medio-orientale e asiatico esclusi) e sviluppare nuovi modelli pensati e messi a punto ad hoc, per accontentare con una offerta di qualità anche gli appassionati dal portafogli meno somigliante a quello di Bill Gates.
Io, personalmente, ho potuto prendere atto che gli attentissimi dirigenti delle Case più in vista quest’anno sono stati in grado di presentare ai loro clienti delle realizzazioni perfettamente congruenti con quello che il mercato, soprattutto italiano (ottima sorpresa…), stava desiderando.
Il che dimostra che la presa di coscienza di quanto poteva essere più funzionale per i più importanti mercati in sofferenza era già avvenuta a tempo debito, visto che la messa in produzione di un buon orologio richiede di solito ben più di un anno solare… Dato a Cesare quel che è di Cesare, permettetemi di concludere questo mio intervento sottolineando che mi attendo ora da tutti gli appassionati una risposta, abbastanza convinta, alla mano tesa da chi gli oggetti del nostro desiderio li pensa e li costruisce sempre con grande attenzione.
E per proseguire sulla via ormai aperta dell’ottimismo a tutto campo, sono felice di fare un paio di annunci che avevo in serbo per voi da diverso tempo.
Il primo riguarda la nostra nuova rivista M!ND – STORIE DELLA CONOSCENZA, che è ormai giunta ai blocchi di partenza con un numero 1 ben allenato e pronto a spiccare il volo (sarà in edicola già alla fine di Maggio, fra pochissimi giorni quindi).
Il secondo annuncio ha carattere più familiare, ma non per questo non vi riguarda. Dody Giussani ha assunto l’incarico di Vicedirettore di M!ND, ruolo nel quale mi ha già dato un aiuto non da poco per la realizzazione e la messa a punto della nuova pubblicazione. Al contempo, avendo ormai superato da tempo i necessari esami sul campo con risultati di tutto rispetto, è stata promossa da Vicedirettore de L’OROLOGIO a Direttore, certificando un ruolo che di fatto è suo ormai da alcuni anni. L’accordo è che però io, nella mia veste di Direttore Responsabile, continui a scrivere le risposte alle vostre graditissime lettere, mantenendo quel dialogo con voi che in questi anni si è rivelato per me molto costruttivo e interessante. Dal prossimo mese, invece, sarà Dody a firmare questo Editoriale. Non mi resta quindi che darvi il mio arrivederci... Alla pagina dell’Editoriale di M!ND...

Renato Giussani