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Diverse visioni del tempo

Guido Caroselli

In principio fu il Colonnello Bernacca, per anni riferimento televisivo del bello e del cattivo tempo. Oggi le previsioni meteorologiche sono tra le trasmissioni più seguite dai telespettatori e l'argomento tempo viene trattato da differenti punti di vista, anche di intrattenimento. Per parlarne abbiamo incontrato Guido Caroselli, il miglior "meteo-man" in circolazione, e sicuramente il più conosciuto.

La rubrica "Diverse visioni del tempo" non poteva ospitare personaggio più calzante di chi del tempo ha fatto il proprio mestiere. Stiamo parlando di Guido Caroselli, il noto meteorologo, consigliere nazionale di Legambiente, che dal 1980 conduce su Rai Uno Che tempo fa, la più seguita rubrica meteorologica televisiva italiana, nonché autore dei libri Il tempo per tutti (Mursia) e Tempo, vita e salute (Garzanti). Pioggia, neve, sereno o nuvoloso. Potremo partire per il weekend? Riusciremo a sciare o a fare il bagno? Il tempo atmosferico si lega e va ad interagire con il nostro tempo "cronologico" e le previsioni meteorologiche, l'alternarsi delle stagioni e i capricci degli elementi sono divenuti spunto di grande interesse per dibattiti di attualità e di costume.

di Simonetta Suzzi

 

 

La tecnologia al servizio della meteorologia. A che punto siamo arrivati oggi?

 

Come tutte le scienze, anche la meteorologia è sempre in movimento. Negli ultimi decenni ci sono stati dei progressi sensibili rispetto al passato e ce ne aspettiamo altrettanti nel corso del futuro prossimo. Adesso ci sono strumenti sempre più sofisticati, ci sono i satelliti meteorologici e computer sempre più potenti e veloci. Comunque, tocca poi al meteorologo fare la "diagnosi", in base alla propria esperienza e capacità. In passato, invece, la figura del meteorologo era diversa. Era un po' come un capitano di lungo corso e solamente quelli più esperti e sensibili riuscivano a dare delle previsioni realistiche, e neanche a lunghissima scadenza, al massimo qualche giorno. Ma da questo punto di vista la situazione non è cambiata molto: le previsioni a distanza di una settimana o addirittura di un mese sono pure fantasie.

 

Quindi le unità di tempo su cui ci si basa per la veridicità delle previsioni sono molto limitate…

 

Sì, direi due giorni al massimo per delle indicazioni precise e dettagliate (temperature, pioggia, neve); dai due ai cinque giorni, poi, per avere delle buone indicazioni di massima (se farà più freddo o più caldo, se migliora o peggiora). Queste previsioni qualitative sono comunque sempre utili. Oltre quel periodo siamo ancora nel campo dell'avventura. Certamente si possono calcolare previsioni a lungo termine, che però non hanno un valore pratico spendibile, nel senso che possono essere utilizzate solo per la ricerca o a fini statistici.


Prevedere il tempo non significa soltanto sapere se domani piove o meno. Quanto venire a conoscenza dell'arrivo di possibili alluvioni, mare molto mosso, grandi nevicate (come è successo ultimamente ad esempio sull'autostrada Salerno/Reggio Calabria)… Quando fa il suo lavoro sente su di lei anche una sorta di "peso sociale"?

 

Certamente. A me interessa della meteorologia solamente l'aspetto sociale ed economico. Tutto il resto è un po' un gioco che, se limitato solo alla previsione della pioggia, del caldo, del freddo, sarebbe un po' noioso. Perciò ho imparato a interessarmi sempre di più a tutti quei canali ai quali la meteorologia è correlata, come la salute, l'economia, i trasporti, l'energia e l'inquinamento, la difesa del territorio e via dicendo.

 

Il tempo (a breve scadenza) e il clima (a lunga scadenza) hanno un notevole impatto sulle nostre vite. Il corpo umano reagisce alle minime variazioni di temperatura e umidità. La pioggia o il sereno influiscono sul nostro benessere e sul nostro umore…

 

Il tempo influisce su tanti aspetti della nostra vita. Può essere sicuramente una fonte di benessere (basti pensare alle vacanze) oppure può causare disturbi (quando fa troppo freddo o troppo caldo), o addirittura può essere una minaccia (nel caso di alluvioni, valanghe, siccità). Può causare problemi all'agricoltura, ad esempio, che è un settore molto importante, sul quale molti Paesi basano la propria economia. E poi, non è un luogo comune che il tempo influisca sull'umore: magari non vale per chiunque, ma ci sono molte persone effettivamente meteoropatiche, che hanno una sensibilità più sviluppata verso i cambiamenti climatici, i quali creano loro dei piccoli o grandi problemi o acuiscono determinate malattie. 

 

Quali sono le patologie più comuni legate al tempo?

 

Ci sono delle sintomatologie molto precise, come disturbi cardiaci, disturbi nervosi, depressione. Ci sono alcuni venti che sono terribili, come il mistral - il nostro maestrale - che portano delle cariche elettriche positive, che però producono effetti negativi, creando nervosisimi, irritazioni. Un altro vento famoso per i suoi effetti sulle persone è lo scirocco, o in Israele lo sharav (vento secco e caldo del deserto, n.d.r.). C'è persino un versetto della Bibbia che recita: "tu non giudicherai quando soffia lo sharav", intuendo, con questo, le possibili alterazioni bio-umorali che l'organismo può avere in presenza di brusche variazioni meteorologiche. Addirittura, nel secolo scorso, in Austria, se qualcuno commetteva un delitto quando soffiava il fön, sicuramente non veniva assolto, ma comunque se ne teneva conto. E questo è tutto vero. Effettivamente, da sempre c'è questa influenza del tempo sulle persone, tanto che ci sono dei medici specializzati in bio-meteorologia.

 

Esistono dei cicli climatici della Terra?

 

Il cambiamento del clima dipende da tante cause, sia naturali che umane, che possono ricorrere con cicli periodici oppure essere occasionali. Fra le cause naturali periodiche ci sono, ad esempio, quelle dovute alla modifica dell'assetto della Terra o della sua orbita intorno al Sole. L'asse terrestre dondola, è un po' come se il nostro Pianeta fosse una trottola. Questo movimento di dondolamento determina un'alternanza di cicli, di circa 100.000 anni freddi (le ere glaciali) e 10.000 anni di intervallo, che invece non sono freddi. Noi stiamo vivendo agli sgoccioli di questo intervallo caldo e ci stiamo avvicinando a una nuova era glaciale. Ma questo accadrà almeno fra cento o duecento anni. Una causa naturale, ma non periodica, sono invece i vulcani. Quando c'è un'eruzione, vengono sparate nell'alta atmosfera goccioline di sostanze acide, che agiscono come da schermo e quindi, nei mesi che seguono, il Sole non è in grado di mandare sulla Terra tutti i suoi raggi, causando un periodo freddo. Poi, fra le cause non naturali ci sono quelle antropiche, dovute all'uomo, e qui tocchiamo una questione che è su tutte le pagine dei giornali: l'effetto serra, il buco dell'ozono…


Quali sono i reali effetti del buco dell'ozono?


Innanzitutto contribuisce all'effetto serra, che porta al riscaldamento dell'aria del pianeta. Poi, ha un'influenza diretta sulla nostra salute: non venendo filtrati in modo adeguato, i raggi ultravioletti possono causare gravi malattie della pelle, tumori, cecità o disturbi agli occhi. Ora, però, almeno a questo abbiamo posto rimedio, poiché la causa è cessata: il buco dell'ozono derivava dalle sostanze CFC (Clorofluorocarburi), contenute nelle bombolette spray; da quando gli scienziati hanno dato l'allarme, per fortuna l'industria si è congegnata e ha trovato altre sostanze non dannose. Però, il danno che abbiamo causato per un po' ce lo teniamo. Ci si aspetta che negli anni '70 del 2000 ci sarà il livello massimo di malattie e mortalità dovute a tutto questo, ma poi tenderanno a diminuire. Fino a quell'anno sentiremo delle notizie un po' contraddittorie, ma poi potremo dire con certezza che il buco dell'ozono si è chiuso.

 

Quali sono le altre cause dell'effetto serra?

 

Un certo effetto serra naturale esiste da sempre ed è quello che permette la vita sulla Terra, dovuto soprattutto al vapore acqueo. Però questo effetto non è più soltanto naturale a causa delle enormi emissioni di gas serra derivati dalla combustione di carburanti, utilizzati per le attività umane e principalmente per gli autoveicoli e la produzione di energia elettrica. Per questo motivo l'aria si sta scaldando oltre misura. L'aumento della temperatura innesca una serie di effetti a catena: lo scioglimento del ghiaccio delle calotte polari causa, ad esempio, un innalzamento del livello dei mari con la minaccia delle coste; oppure, l'aumento dell'evaporazione causa fenomeni più violenti come trombe d'aria, forti temporali e uragani, alluvioni, ma anche siccità. In sostanza, succederà che laddove piove poco pioverà sempre meno e viceversa. In una certa misura, ormai non possiamo fare più niente per evitare tutto questo: anche se da domani mattina fossimo tutti obbedienti al Protocollo di Kyoto (documento redatto e approvato nel corso della Convenzione Quadro sui Cambiamenti climatici tenutasi in Giappone nel 1997, n.d.r.), non basterebbe. Perciò bisogna mutare abitudini e mentalità, per migliorare la nostra vita e soprattutto quella dei nostri figli e nipoti, cercando anche, in una certa misura, di rimuovere o perlomeno limitare la causa dell'effetto serra. Ma per far questo dovremmo cambiare politica energetica, cosa molto difficile. è vero che il petrolio ci ha consentito il progresso e il benessere, ma in ogni caso dovremmo cercare di affiancargli anche nuove forme di energia.

 

Secondo lei è un'utopia?

 

Non è assolutamente un'utopia. Lo era fino a qualche decina di anni fa, perché se ne discuteva poco, ma ormai è diventato un problema di attualità. Le industrie non sarebbero lungimiranti se non cambiassero politica, andrebbero contro i loro stessi interessi. Molte industrie automobilistiche, per esempio, sono già pronte per le nuove auto a idrogeno. Quello che deve cambiare è il messaggio ai consumatori, che deve essere centrato verso l'argomento in questione. Se l'industria vedesse che il consumatore comincia a mutare tendenza, non credo che ci metterebbe molto tempo a cambiare tipo di automobili. Certo, ci vorrebbero degli incentivi del Governo, ma ne varrebbe comunque la pena, perché nel giro di qualche decennio ci sarebbe anche un notevole riscontro economico. Senza inquinamento, quanti soldi sarebbero risparmiati! Le alluvioni, gli uragani, le siccità, infatti, causano anche notevoli danni economici.

 

Tra i provvedimenti delle politiche urbane, siamo di nuovo ai blocchi delle circolazione e alle targhe alterne. I dati, dopo i primi stop, sono contraddittori: secondo lei i blocchi del traffico, le targhe alterne, servono a qualche cosa?

 

Sono solo palliativi. Sono dei provvedimenti che hanno un valore sicuramente educativo per la gente e focalizzano l'attenzione sull'esistenza di un problema da non trascurare. Ma ci vuole molto di più. Per avere efficacia forse dovrebbero essere deliberati più spesso, ma verrebbe messa in crisi l'economia delle città. Quindi non so fino a che punto convenga. Come dicevo, il Governo dovrebbe cambiare politica e incentivare le nuove forme di energia: non solo l'idrogeno per le automobili ma anche per le case e le industrie.

 

A proposito di previsioni del tempo: è argomento di questi giorni, e alcuni quotidiani se ne sono occupati anche di recente, il boom delle vendite delle stazioni meteorologiche ad uso personale, alcune delle quali decisamente sofisticate nelle prestazioni che sembrano offrire. Cosa ne pensa, sono attendibili?

 

Ne possiedo una anche io, me l'ha regalata mio figlio. Bisogna prenderle per quello che sono, ossia degli oggetti, spesso anche molto gradevoli, senza però nessuna pretesa di esattezza. Io pensavo che facessero le previsioni basandosi almeno sul cambiamento di pressione e di umidità; invece l'umidità non la prendono neanche in considerazione. Se aumenta la pressione è bel tempo, se diminuisce è brutto tempo. Così facevano le previsioni i nostri nonni...

 

Dietro questo fenomeno, si cela da parte di molti l'evidente bisogno di sapere "in tempo reale" che tempo farà nel corso della giornata. Pensa che sia una sorta di "degenerazione scientifica", in un mondo dove con computer e telefonini pretendiamo di riuscire a tenere tutto sotto controllo, oppure di un bisogno ancestrale, una sorta di retaggio di un'epoca dove la pioggia faceva veramente la differenza?

 

Sì. è proprio uno di quegli esempi in cui la tecnologia si sposa con la cultura contadina. Sono comunque degli oggetti simpatici, il mio parla anche. Sono divertenti come lo erano certi aggeggi che avevano i nostri nonni, come quelli che cambiavano colore a seconda del tempo; che poi avevano anche un certo fondamento...

 

La meteorologia, o per meglio dire le previsioni del tempo, prima negli Stati Uniti e oggi anche in Italia, si sono trasformate da puro servizio informativo a momento di intrattenimento. Come risponde a questa spettacolarizzazione?

 

Fino a un certo punto è divertente. è sicuramente meglio una bella ragazza della mia barba… Quando però tutto questo diventa un gioco puramente riduttivo, ossia fare le previsioni, dire il santo del giorno e poi magari l'oroscopo, allora comincia a darmi fastidio. Nel TG 4 di Fede c'è la Miss Italia che legge le previsioni; poi c'è la trasmissione di Fabio Fazio (Che tempo che fa, n.d.r.), che però utilizza il tempo come un pretesto per fare un talk show interessante. A lui è sempre piaciuto questo tema, infatti mi ha invitato spesso quando faceva Quelli che il calcio. La figura del meteorologo che va in televisione è un'invenzione tipica della BBC, poi passata in Italia con il Colonnello Bernacca, che gli altri Paesi hanno copiato. Forse, una volta finito Caroselli, ci saranno tutte "veline". Non so se ci sarà la volontà editoriale di mettere altri meteorologi. Fare le previsioni in TV non è semplice, perché bisogna avere anche delle doti di comunicazione. Se si usa un linguaggio troppo tecnico, si ha un'autorevolezza che però si traduce in incomprensione. Non bisogna dire "avremo fenomeni di alta vorticità", perché forse non è sufficientemente esplicativo, ma allo stesso tempo non bisogna nemmeno semplificare dicendo "tutti al mare", perché si rischia di non dare la giusta considerazione a chi ascolta. Non solo Piero Angela, ma anche Margherita Hack e lo stesso Bernacca hanno dimostrato che anche le cose più complesse possono essere spiegate e capite. Io sono uno che difende la categoria, pur se non richiesto dai miei colleghi. Ho avuto anche una polemica con il famoso critico televisivo Aldo Grasso, che aveva affermato che le previsioni del tempo fossero basate sul tirare a indovinare. Io ho risposto che non capivo a cosa servisse un critico televisivo, che per me è come una persona che spiega cosa sia un panino con la mortadella. Aldo Grasso ha detto che non ero spiritoso…

 

Dal tempo meteorologico a quello "cronologico"...

 

Ne risento un po' e forse sono anche un po' fissato. Ogni sera, mi sorprendo a regolare scrupolosamente i calendari di tutta casa. Anche gli orologi di casa sono tutti precisi. Forse sono un po' maniaco. Magari tutto questo si traduce in paura del tempo che passa; uno psicologo mi darebbe sicuramente la giusta interpretazione. Per il resto, vivo il trascorrere del tempo senza particolari nevrosi, non sono schiavo delle scadenze, anzi mi dà fastido quando gli eventi o le persone mi spingono e mi richiedono fretta. Certamente il tempo è una fregatura, perché è una freccia che cammina in una sola direzione. Però, se si prende con sufficiente filosofia è anche piacevole il tempo che passa…