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EDITORIALE

Made in Hong Kong?

Lo storico Swiss Made ha fatto il suo tempo e, magari insieme ai prestigiosi certificati del COSC, sta per soccombere al procedere inarrestabile della globalizzazione?

   
Durante alcune recenti interviste, a volte a microfoni spenti, ma sempre più spesso anche "On Air", più di un interlocutore degno di fede ha chiaramente messo in dubbio l'attuale valore dello Swiss Made, quantomeno per l'Alta Orologeria, nonché quello della certificazione COSC. Fra le importanti persone da noi intervistate posso senz'altro citare sia Luigi Macaluso - Presidente del Gruppo Sowind (che comprende i marchi Girard-Perregaux e JeanRichard), distributore italiano di Breitling attraverso la società Tradema Italia, nonché Presidente della Associazione Interprofessionale dell'Alta Orologeria (AIHH) - sia Karl-Friedrich Scheufele (co-Presidente di Chopard e Vicepresidente della Fondazione Qualità Fleurier insieme a Michel Parmigiani, che è anche Presidente della Parmigiani Fleurier). E così, mentre da un lato assistiamo alla nascita di una denominazione di origine Made in Hong Kong, alla quale i diretti interessati attribuiscono orgogliosamente (e giustamente, diremmo noi, vista la rapida diffusione di certe concorrenti produzioni cinesi di bassissimo profilo) una importante valenza qualitativa, il tradizionale campione europeo della produzione orologiera di alta qualità, la Svizzera, si accorge che il suo classico Swiss Made (con tutte le norme ad esso connesse, sempre più facilmente aggirabili) è invecchiato e svalutato non poco. Lo "Swiss Made", secondo Macaluso è semplicemente "…un concetto talmente desueto (…) che oggi non ha alcun tipo di valore…", mentre per Karl-Friedrich Scheufele "…non è sufficientemente qualificante per un marchio come Chopard…", tanto da decidere di partecipare alla creazione della Certificazione di Qualità Fleurier. Quanto alla certificazione del COSC (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres), invece, è proprio Macaluso a infliggergli una stoccata che potrebbe essere dolorosa: "…gli standard costruttivi permettono oggi di realizzare dei movimenti che soddisfano i requisiti cronometrici con relativa facilità (…) i nostri calibri riescono a superare esami di precisione ben più complessi di quelli oggi richiesti da COSC…". E a questo punto mi vengono alla mente alcune frasi di un altro protagonista dell'orologeria europea di qualità, il Sig. Gerd R. Lang. Durante un'intervista raccolta a Basilea nel 2001, Lang (fondatore della Chronoswiss di Monaco di Baviera) ha apertamente dichiarato che il Rinascimento dell'orologeria meccanica svizzera è iniziato in Italia, grazie alla nascita delle riviste specializzate: "…la Svizzera non credeva a una rinascita dell'orologeria meccanica. C'erano all'epoca due o tre riviste in Italia (e solo in Italia, n.d.r.) che questa cosa l'hanno capita, l'hanno riportata al pubblico italiano, l'hanno spiegata…". La mia conclusione è semplice: Swiss Made o no, COSC o no, se "noi" Italiani siamo stati capaci di orientare verso la rinascita l'intero comparto dell'orologeria meccanica svizzera, non vedo perché non dovremmo poter continuare ad aiutarvi a conseguire la competenza necessaria per separare con cura il grano dal loglio anche in futuro…

Renato Giussani