EDITORIALE
Aspettando
il 2005...
Ogni anno,
a Novembre, io sono solito aprire sul mio computer il database
contenente tutte le scadenze dell'anno in corso e decidere la timeline
dell'anno seguente. In questo processo è necessario verificare la caduta
di tutte le manifestazioni cui partecipiamo, dei sabati, delle domeniche,
di tutte le feste comandate, ferie e ponti. Quindi si stabiliscono
gli appuntamenti per la consegna degli articoli, le lavorazioni grafiche,
la stampa e la distribuzione delle nostre tre riviste, delle sei pubblicazioni
annuali, eventuali numeri speciali, opere multimediali...
Due giorni fa ho preso il coraggio a quattro mani e, con il calendario
perpetuo di Windows ben visibile sul mio schermo LCD, sono passato all'azione.
Quando inizierà e quando finirà il Macef di primavera? E Vicenza, Basilea,
Ginevra, Macef d'autunno, Argenti, Abitare il tempo... E, mentre lavoravo,
mi è venuta voglia di indagare una volta di più su questo benedetto
tempo che i nostri begli orologi si ostinano a voler misurare
con la massima precisione... E così mi sono imbattuto in una lettura,
che in realtà avevo già fatto anni addietro, dalla quale mi è piaciuto
estrarre alcune frasi molto illuminanti per proporle anche a voi:

da Dal
Big Bang ai buchi neri, di Stephen Hawking:
...Sino all'inizio di questo secolo si credette in un tempo
assoluto. In altri termini, ogni evento poteva essere etichettato da
un numero chiamato tempo ad esso associato in un modo unico,
e ogni buon orologio avrebbe concordato con ogni altro nel misurare
l'intervallo di tempo compreso fra due eventi. La scoperta che la velocità
della luce appare la stessa a ogni osservatore, in qualsiasi modo si
stia muovendo, condusse però alla teoria della relatività, nella quale
si dovette abbandonare l'idea che esista un tempo unico assoluto. Ogni
osservatore avrebbe invece la sua propria misura del tempo quale viene
misurato da un orologio che egli porta con sé: orologi portati da differenti
osservatori non concorderebbero necessariamente fra loro. Il tempo diventò
così un concetto più personale, relativo all'osservatore che lo misurava...
...La spiegazione che si dà di solito del perché non vediamo mai
i cocci di una tazza riunirsi assieme a ricostituire l'oggetto integro
è che questo fatto è proibito dal secondo principio della termodinamica.
Questo dice che in ogni sistema chiuso il disordine, o l'entropia, aumenta
sempre col tempo. In altri termini, questa è una forma della legge di
Murphy: le cose tendono sempre ad andare storte! Una tazza integra sul
tavolo è in uno stato di alto ordine, mentre una tazza rotta sul pavimento
è in uno stato di disordine. Si può passare facilmente dalla tazza sul
tavolo nel passato alla tazza rotta sul pavimento nel futuro, ma non
viceversa... ...La seconda legge della termodinamica risulta
dal fatto che gli stati disordinati sono sempre molti di più di quelli
ordinati. Per esempio, consideriamo i pezzi di un puzzle in una scatola.
Esiste uno, e un solo, ordinamento in cui tutti i pezzi formano una
figura completa. Di contro esiste un numero grandissimo di disposizioni
in cui i pezzi sono disordinati e non compongono un'immagine...
...L'aumento col tempo del disordine o dell'entropia è un esempio
della cosiddetta freccia del tempo, qualcosa che distingue il passato
dal futuro, dando al tempo una direzione ben precisa. Esistono almeno
tre frecce del tempo diverse. Innanzitutto c'è la freccia del tempo
termodinamica: la direzione del tempo in cui aumenta il disordine o
l'entropia. Poi c'è la freccia del tempo psicologica: la direzione in
cui noi sentiamo che passa il tempo, la direzione in cui ricordiamo
il passato ma non il futuro. Infine c'è la freccia del tempo cosmologica:
la direzione del tempo in cui l'universo si sta espandendo anziché contraendo...
...È piuttosto difficile parlare della memoria umana perché non
sappiamo nei particolari in che modo funzioni il cervello. Però sappiamo
tutto su come funzionano le memorie dei computer. Esaminerò perciò la
freccia del tempo psicologica per i computer. Io penso che sia ragionevole
supporre che la freccia del tempo psicologica per i computer sia la
stessa che per gli esseri umani. Se così non fosse, si potrebbe fare
una strage sul mercato azionario avendo un computer che ricordasse le
quotazioni di domani!... ...Il nostro senso soggettivo della
direzione del tempo, la freccia del tempo psicologica, è perciò determinato
nel nostro cervello dalla freccia del tempo termodinamica. Esattamente
come un computer, anche noi dobbiamo ricordare le cose nell'ordine in
cui aumenta l'entropia. Questo fatto rende la seconda legge della termodinamica
quasi banale. Il disordine aumenta col tempo perché noi misuriamo il
tempo nella direzione in cui il disordine aumenta. Non c'è una cosa
di cui possiamo essere più sicuri di questa!...
Renato
Giussani