EDITORIALE
Gruppo
Ferrari-Maserati
"...In
un mondo dove sembrano essere rimasti pochi riferimenti, ci si attacca
sempre più alle tradizioni e alla storia (che vanno dal conservare vive
le memorie dei nostri paesini al fenomeno "Ferrari")". Questa considerazione,
inviatami da un amico che partecipa assiduamente alle discussioni di
un mio piccolo forum privato, mi hanno indotto a riflessioni che, oltre
alla citata Ferrari, possono essere estese anche a molti altri importanti
interessi dell'uomo del XXI secolo, fra i quali l'orologio (e in particolare
l'Alta Orologeria).

Recentemente ho letto che la Fiat S.p.A., a partire dal 2007, produrrà
le sue auto di maggior prestigio (le berline "di rappresentanza", ad
esempio) con i marchi Ferrari e Maserati (quest'ultima, di proprietà
di Ferrari S.p.A. dal 1997). Ben lungi dal ricordarmi le barzellette
circolate quando questa ipotesi la fece Silvio Berlusconi (che si incentravano
sull'immagine di una Panda insignita di cavallino...), questa mi sembra
davvero un'ottima notizia.
La Fiat, senza dubbio in grado di progettare ed assemblare auto di pari
qualità e dignità della sua migliore concorrenza mondiale, non ha mai
potuto fare seria concorrenza, ad esempio, alla Mercedes o alla BMW,
per il semplice motivo che pochissimi avrebbero comperato un'automobile
Fiat (famosa soprattutto per la sua produzione di ottime utilitarie)
che costasse molto più di 50 o, peggio, 100 milioni di lire (di fatto
la fascia di prezzo che caratterizza le auto più importanti delle due
concorrenti tedesche). E così la torinese "doveva" risparmiare sugli
investimenti in qualità per rientrare in prezzi consoni alla sua immagine.
Ora, invece, grazie al fatto che Ferrari e Maserati già vendono con
successo molte auto nella più alta categoria di prezzo, la Fiat (proprietaria
di tali Case) potrà provare a commercializzare auto da 50, 100, 200.000
euro esattamente come la sua "concorrenza". E potrà così usufruire contemporaneamente
della enorme notorietà di questi due marchi rappresentanti del migliore
Made in Italy e del fatto di poter investire molto (come ha già fatto
per ottenere lo strabiliante successo Ferrari in F1) per offrire un
rapporto qualità/prezzo perfettamente comparabile con quello della sua
concorrenza straniera, ottenendo così un successo ben più importante
per tutti noi (visto il rapporto strettissimo che lega, in tutto il
mondo, l'immagine del Made in Italy ai marchi del Gruppo Ferrari-Maserati).
Qui giunti, si potrebbe argomentare anche che, utilizzando accorgimenti
simili, sotto la tutela del marchio Made in Italy potrebbe essere arrivato
ormai il tempo di produrre e firmare anche ottimi prodotti di Alta Orologeria.
Non che la produzione svizzera non sia più che adeguata e sufficiente
a soddisfare le più recondite aspettative degli appassionati italiani.
Ma visto che dietro al successo di tanti importanti orologi Swiss Made
(anche fra i più "complicati") ci sono da molti anni (non è più un segreto
per nessuno) inventiva e capacità professionali ed imprenditoriali italiane,
perché non estendere le iniziative del Made in Italy già in atto ad
ulteriori nicchie di sempre maggior prestigio, producendo orologi di
massima categoria che includano, senza falsa modestia, alcuni raffinati
elementi tratti dalla importantissima tradizione tenica del nostro Bel Paese...?
Renato
Giussani