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Esempi di tecnica Rolex
Daytona Lo scorso mese abbiamo analizzato il nuovo movimento cronografico del Rolex Daytona, calibro 4130, interamente di produzione Rolex. Sulla scia dell'attenzione riscossa dall'argomento, per questo mese abbiamo deciso di optare per una scelta controcorrente, e invece di proporre l'analisi di un orologio di attuale produzione, ripubblichiamo, a uso dei nostri lettori più "giovani", l'Esempi di Tecnica apparso ormai oltre dieci anni fa sul numero 10 de l'Orologio e dedicato al calibro 4030, di derivazione Zenith, che equipaggiava la precedente versione del Daytona. Sarà così possibile fare i più attenti e precisi paragoni fra i due movimenti, che rispondono a filosofie costruttive totalmente diverse...
Il
cronografo Oyster Cosmograph Daytona in una versione acciaio e oro
con quadrante bianco, del 1993. La scala tachimetrica per la misurazione
della velocità (o delle unità per ora, come ad esempio i pezzi realizzati
per ogni ora di un ciclo produttivo, come indica la scritta "units
per hour'') arriva fino a quattrocento (in esemplari di produzione
meno recente si fermava a duecento).
Una, foto molto ingrandita della ruota a colonne, il centro di comando delle funzioni cronografiche. La parte cronografica del movimento El Primero non è stata modificata da Rolex. Tuttavia risulta variato il numero dei denti delle ruote, in conseguenza dell'abbassamento della frequenza di oscillazione del bilanciere. Sempre concernente i ruotismi vi è poi la sostituzione di tutti i perni con altri di diametro maggiore, coerentemente con gli standard di affidabilità Rolex. Tali standard consentono alla Rolex di consigliare per i propri orologi un semplice controllo, per verificare se sia necessaria una revisione, solo ogni quattro anni, un tempo addirittura doppio rispetto alla media.
Le tre ruote princpali del movimento cronografico. Sulla bascula di rinvio (D) è montata la ruota folle di rinvio che ingrana costantemente, anche quando il crono è arrestato (è il caso in figura), con la ruota conduttrice del cronografo, che è montata sullo stesso asse e solidale alla ruota dei secondi continui dell'orologio. In questa posizione l'estremità della bascula, indicata dalla freccia, appoggia su una delle colonne della relativa ruota (anche se questo particolare non è evidenziato nella figura). di Dody Giussani |
