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EDITORIALE

Prezzo

Il mio editoriale di due numeri fa era intitolato "Qualità". Il titolo di questo mese potrebbe essergli facilmente collegato a costituire l'importantissimo "rapporto Qualità/Prezzo" ...



Per poter meglio introdurre e chiarire il concetto
che vorrei trasferirvi e che coinvolge ampiamente anche la mia personalissima visione del mondo dell'alta orologeria, dovete consentirmi di fare appello ad un piccolo aneddoto riguardante un fatto che con gli orologi ha poca attinenza.
Ricordo benissimo quando, dodici anni fa, avendo ceduto per una somma abbastanza consistente le mie quote di una azienda editoriale che avevo contribuito a fondare e a far crescere felicemente per oltre dieci anni, nel 1992 decisi di farmi un regalo importante. Acquistai così una Mercedes SL. Da appassionato di belle automobili e di motori quale sono sempre stato, quell'auto era una specie di coronamento di un sogno, durato molto a lungo. Dopo alcuni mesi, mentre mi trovavo a passeggiare per i corridoi del MACEF (una manifestazione fieristica molto importante cui partecipavamo fin da allora con la nostra rivista Argento!, ed alla quale abbiamo presenziato quest'anno anche per incontrare diversi espositori inserzionisti di Chrono World e l'Orologio), mi trovai ad affrontare l'argomento SL con un imprenditore che conoscevo.
Ed ecco il punto: mentre io ero contento di avere consegnato, alla Concessionaria Mercedes di Roma cui mi ero rivolto, un assegno circolare tratto sul mio conto corrente bancario personale (cosa che dimostrava anche a me stesso che quello era veramente un importante regalo che mi stavo facendo, grazie anche ai risultati economici che avevo saputo raggiungere con il mio appassionato lavoro), il mio interlocutore iniziò a dileggiarmi perché lui la stessa auto la aveva acquistata a nome dell'azienda come "bene strumentale" e, come tale, aveva potuto risparmiare sia l'IVA che le tasse sugli utili societari, convenientemente decurtati dell'intero importo... Non so quanto una simile operazione potesse essere considerata lecita allora, come oggi, ma non è questo che mi interessa mettere in risalto, quanto il fatto che tale persona avesse deciso di fare il suo acquisto utilizzando modalità a lui congeniali per ottimizzare il rapporto qualità/prezzo dell'oggetto acquistato agendo in modo eccessivo sulla riduzione del fattore "prezzo".
Io invece, quando faccio un regalo a me stesso, non cerco di fare in modo che il rapporto qualità/prezzo di quello che compero cresca grazie al fatto che sto spendendo di meno (ad esempio rivolgendomi all'importazione parallela). è` la qualità (anche dei servizi post-vendita), che deve essere la massima possibile (compatibilmente con i miei desideri e le mie possibilità economiche del momento) e deve essere rappresentata contemporaneamente dal valore reale di quello che sto comprando, dal suo valore commerciale, ma anche dalla cifra che io sono disposto "filosoficamente" a pagare per venirne in possesso (e magari anche dalla "fatica" che ho fatto per poterne disporre). Vi potrà sembrare una posizione un po' masochistica e sicuramente antieconomica, ma io non credo che il valore di un Patek Philippe, ad esempio, sia rappresentato dal denaro che ne potrei ricavare quando dovessi decidere (praticamente mai) di rivenderlo... Chiamatemi pure poco furbo (ne potrei essere fiero), ma il valore vero che io sarei portato ad attribuirgli deriverebbe invece direttamente dal privilegio di poter venire in possesso di un oggetto rappresentante una simile summa di valori ideali, quale che ne fosse il costo monetizzabile...
Mi accorgo solo ora di non aver nemmeno accennato al fatto che il prezzo di copertina de l'Orologio passa, da questo mese, a 6,00 euro. Non vorrei che tutti i bei principi appena esposti potessero essere interpretati come il tentativo di "indorarvi la pillola"... Spero invece che la costante "crescita" de l'Orologio, che costava 5,13 euro ad Aprile 2001, possa giustificare anche secondo il vostro personalissimo metro di giudizio questo piccolo adeguamento ai cresciuti costi di realizzazione (l'euro ha "colpito" anche noi...).


Renato Giussani