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Esempi di tecnica Rolex
Daytona Abbiamo
aspettato quattro anni, da quell'Aprile 2000 che ha inaugurato una
nuova epoca della storia Rolex, ma finalmente abbiamo l'occasione
tanto attesa di analizzare ed illustrare il movimento cronografico
Rolex che equipaggia il Daytona di ultima generazione. Nel 2000
si è infatti chiusa l'epoca del Daytona con movimento di derivazione
Zenith El Primero, che la Casa coronata ha voluto abbandonare per
diversi motivi, alcuni intuibili ed altri effettivamente dichiarati
dalla Rolex stessa, per un movimento cronografico di manifattura,
con caratteristiche tecniche che si possono definire inconfondibilmente
Rolex, a cominciare, naturalmente, da scappamento e meccanismo di
carica automatica, che già sul modello precedente sostituivano le
corrispondenti componenti originali del movimento Zenith: la frequenza
era infatti abbassata dalle tipiche 36.000 alternanze/ora del Primero
alle 28.800 regolarmente impiegate sui calibri Rolex, con conseguente
sostituzione dell'intero scappamento (e non solo del bilanciere,
che sui Rolex è naturalmente l'inconfondibile microstella a regolazione
inerziale), e il meccanismo di carica automatica sostituito dallo
storico Perpetual, a carica bidirezionale.
Il nuovo cronografo Rolex Daytona. Le funzioni cronografiche sono comandate dai due pulsanti posti sul lato destro dell'orologio: al 2 quello di avvio/arresto, con cui si fa partire e successivamente si arresta il contasecondi al centro (e, a seguire, i totalizzatori di minuti e ore, al 3 e al 9), al 4 quello di azzeramento, con cui si riallineano sullo zero le tre lancette cronografiche. Al 6 trovano posto i secondi continui dell'orologio, ovvero quelli relativi all'indicazione dell'ora.
Ecco come appare il calibro Rolex 4130 quando si apre il fondello del Daytona. Inconfondibile il bilanciere microstella a regolazione inerziale: due coppie di viti, poste all'interno della corona del bilanciere, possono essere spostate radialmente verso l'interno o verso l'esterno, variando il momento di inerzia del bilanciere, e quindi la sua frequenza di funzionamento. La frequenza va regolata in base al comportamento del movimento (anticipi o ritardi della marcia), in modo da ottenere la massima precisione, che dipende da numerosi fattori (stato di conservazione degli oli di lubrificazione, temperatura, livello medio di carica dell'orologio...).
Il lato quadrante del calibro cronografico Rolex 4130. Come già illustrato, le componenti cronografiche del movimento si trovano interamente sul lato fondello, quindi questa faccia del calibro è totalmente spoglia. Possiamo osservare, come in un normale calibro solotempo, la ruota delle ore, sul cui asse è calettata la lancetta delle ore dell'orologio. di Dody Giussani |
