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EDITORIALE
Due riviste La Argò
Editore ha dato alle stampe il primo numero de l'Orologio
In dieci anni di pubblicazione di Chrono World (da Settembre 1994) sono
molti i lettori che ci hanno scritto chiedendoci di spiegare i motivi
che noi stessi abbiamo posto alla base della decisione di pubblicare
due mensili specializzati nello stesso campo. E probabilmente si sono
sentiti rispondere ogni volta in un modo diverso... Trattandosi di una
scelta abbastanza originale, non si tratta certamente di una situazione
semplice, né da decidere e programmare, né da gestire o spiegare. Ed
ecco che arrivati felicemente al 2004, abbiamo finalmente deciso di
fare alcune rivelazioni che spero potranno chiarire una
volta per tutte sia i dubbi dei lettori sia di alcuni (per fortuna ormai
molto pochi) addetti ai lavori. Prima di tutto, Galileo
insegna, si raccolgono i dati sperimentali. I dati cui mi sono ispirato
io nel 1994 risalivano ad alcuni anni prima: gli anni '70, per l'esattezza,
e si riferivano all'enorme successo di pubblico che avevano avuto in
quegli anni le riviste Suono Stereo Hi-Fi e Stereoplay, alle quali collaboravo
all'epoca in qualità di dirigente tecnico. Suono è stata fondata nel
1971 e il primo numero è stato distribuito nelle edicole di tutta Italia
a Giugno 1971 (al prezzo di 500 lire!). Lo stesso editore pubblicò il
primo numero del suo secondo mensile di alta fedeltà (Stereoplay) a
Dicembre del 1972. In quel caso i motivi principali all'origine della
decisione furono almeno due. Intanto i soci di riferimento della Casa
editrice erano due: uno di dotato di una preparazione ed un orientamento
editoriale particolarmente tecnico (Gianfranco Maria Binari) ed uno
invece più versato sul piano della comunicazione ludica, per immagini
forti, con una ottima preparazione musicale (Daniel Caimi). E proprio
quest'ultimo era convinto che sia fra i lettori di Suono (molto tecnica),
che fra i potenziali lettori di argomenti hi-fi ancora non
coinvolti, ve ne fossero molti che avrebbero preferito una pubblicazione
più agile sul fronte tecnico (ad esempio con resoconti delle prove
più auto-esplicativi e ridotti ad una pagina per apparecchio contro
le quattro e più di Suono; e il compito di condensare i
dati fu affidato poi al sottoscritto) ma viceversa più impegnata
su quello del software che le apparecchiature di cui si
dissertava sarebbero poi state chiamate a riprodurre. E veniamo alla
Argò degli anni '90. I dati storici affermavano che due
riviste impegnate sugli stessi argomenti e facenti capo allo stesso
staff redazionale (capace di garantire quindi automaticamente sia la
stessa credibilità tecnica che lo stesso know- how di base) erano state
in grado di offrire interessanti e piacevoli argomenti di lettura a
molti più appassionati di una rivista sola. E avevano ottenuto questo
importante risultato basandosi su un'unica filosofia editoriale vincente
nei confronti dei loro concorrenti (massima qualità dei contenuti) e
differenziandosi quasi esclusivamente sul fronte della scelta degli
oggetti dei loro articoli, della prospettiva adottata per
presentarli e degli argomenti di contorno atti ad arricchire
l'interscambio con i lettori e gli operatori (che mentre su Suono erano
prevalentemente a sfondo tecnico, su Stereoplay erano casomai a sfondo
musicale). Nel caso della coesistenza de l'Orologio e di
Chrono World (che tutto è, tranne che una rivista dedicata esclusivamente
ai cronografi...), si trattava di riuscire ad offrire ogni mese una
scelta di orologi in gran parte diversi, con una grafica differente
e scelte più esclusive per la prima e più ampie
per la seconda. E, in aggiunta: un ambiente a corredo che
l'Orologio avrebbe teso sempre più a far assomigliare a quello tipico
di una rivista d'opinione a base culturale forte, ponendo i suoi Orizzonti
ben al di là di quelli del settore orologiero, mentre Chrono avrebbe
allargato il suo, di orizzonte, in modo importante, rimanendo però sempre,
per quanto possibile, all'interno del Mondo dell'orologio
e dei suoi ambienti d'elezione. Renato Giussani |
