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EDITORIALE

Qualità

Da un'iniziativa di Luca Cordero di Montezemolo che ha preso le mosse nel 2002, sta nascendo in Italia un importante e inedito “polo del lusso” ...

Il neo-eletto presidente di Confindustria, nonché di FIAT, ma anche di Ferrari, non si accontenta. Alla collana di notevoli successi personalmente già collezionati con una carriera professionale più che invidiabile, sta aggiungendo un'ulteriore perla di importanza che potrebbe rivelarsi epocale per l'Italia intera. Dato ormai per scontato che l'attuale condizione economica italiana (i segnali sono numerosi) sta finalmente uscendo dalla crisi che l'ha attanagliata per anni (in generale  almeno dalla fine del 2000, ma per molti settori anche da prima), una cosa sulla quale tutti gli esperti di qualunque orientamento politico non possono non concordare è che la chiave di un più forte e duraturo rilancio sia da ricercarsi nella capacità di riproporre sulla scena mondiale una nuova e ancora migliore immagine del Made in Italy. Un'immagine che noi vorremmo quantomeno allineata alle capacità che le nostre migliori imprese (di settori diversi) hanno saputo per tanti anni dimostrare, raccogliendo successi a piene mani sui mercati più importanti del mondo. E quando le premesse sono queste, normalmente si pensa alla moda, alla gioielleria o, guarda caso, alla Ferrari... Mentre l'elenco delle imprese che ci potrebbe consentire di compensare l'avanzata cinese sui nostri mercati non deve assolutamente essere pensato come limitato ai settori che per il Made in Italy sono giustamente da considerare tradizionali, bensì aperto a tutte quelle aziende impegnate sul fronte della qualità, che potrebbero consentire una “rinascita” italiana sullo scenario economico mondiale certamente non inferiore a quella già conseguita dalla Svizzera quando un certo Sig. Hayek decise che l'orologeria elvetica non doveva morire. E' infatti grazie al rilancio di una orologeria Swiss Made di massima qualità, consentito dalla macchina rimessa in moto dal “Sig. Swatch”, che oggi gli orologi svizzeri riescono a totalizzare circa l'80% del fatturato mondiale di settore pur rappresentando solo circa il 20% in numero di pezzi prodotti... Ecco, il Dott. Montezemolo, se il suo progetto di polo del lusso Made in Italy dovesse avere il successo che merita, potrebbe rivelarsi, sia pure con sue peculiarità assolutamente differenti, una specie di “nostro Hayek”.

L'iniziativa di cui trattasi è un fondo di investimento privato (non quotato in Borsa) denominato “Charme” e costituito con il contributo di  Italiani importanti come Diego della Valle, Vittorio Merloni, Andrea Pininfarina...  E l'appoggio di realtà finanziarie come la Deutsche Bank, l'Uncredit e il Monte dei Paschi di Siena. La prima acquisizione operata riguarda il 30% della storica azienda Poltrona Frau SpA, che è fornitrice, fra l'altro, delle sedute alla Ferrari, alla Maserati, alla Lancia, alla BMW, al Gruppo Volkswagen ed è stata la prima a fornire poltrone in pelle ad importanti compagnie aeree, come la Japan Airlines, come pure ad avere realizzato, solo a titolo di esempio, le poltrone per il Parlamento Europeo a Strasburgo, il British Museum a Londra,  il Planetario situato a bordo della Queen Mary II, la Walt Disney Concert Hall a Los Angeles, il Guggenheim Museum a Bilbao nonché la nuova boutique Cartier a Parigi, le showroom Prada, Rolls-Royce e, ovviamente, Ferrari... Poltrona Frau di Franco Moschini, frattanto, non se ne è rimasta certo con le mani in mano ed ha prontamente trovato un modo per “affiliarsi” una delle aziende più importanti dell'arredamento di design Made in Italy, Cappellini, nonché acquistare lo storico marchio austriaco Gebruder Thonet Vienna.
Il fondo Charme è attualmente affidato alla guida del figlio di Luca di Montezemolo, ovvero il ventiseienne Matteo, al quale non possiamo che fare il nostro migliore augurio di firmare presto un ulteriore importante successo della famiglia Montezemolo, che sono sicuro potrebbe aiutare non poco anche tutti noi...

Renato Giussani