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EDITORIALE

Tiriamo le somme...

Non mi vergogno a dire che, dopo avere ascoltato con molta attenzione molti giornali radio, avere guardato i telegiornali, avere ascoltato tutte le sere “Zapping” di Aldo Forbice su RAI 1, ed avere “perfino” letto qualcosa… Al di là delle interessanti notizie che giungono da Marte (dove peraltro Opportunity sembra aver “toccato con mano” qualcosa che si sapeva già…), non ho trovato praticamente nulla di interessante che non meritasse però anche alte grida di disapprovazione per come veniva presentata dai nostri ineffabili “intellettuali/politici”, di destra o di sinistra che fossero (dal mio personalissimo punto di vista, ovviamente…). Non volendo regalare la benché minima visibilità in più a personaggi che non la meritano, è maturata allora in me l’idea di offrire, in alternativa, un piccolo servigio a quei lettori, e sono tanti, che si sono avvicinati a l’Orologio negli ultimi due o tre mesi, ripresentando alcune frasi estratte da miei editoriali risalenti financo al “vecchissimo” n.112, del novembre 2002!

  Inflazione al 100%? l’Orologio N.123 - Dicembre 2003/Gennaio 2004  “…Ma perché allora ci appaiono così tanti i beni che “prima” costavano Tot. 1.000 Lire ed ora costano esattamente (o quasi) Tot. 1 Euro, ovvero il doppio ? Possibile che a noi sembrino così tanti e nel “paniere” dell’ISTAT non ce ne sia nemmeno uno (io ho letto quasi sempre di rincari “massimi” rilevati del 20/30%)? Quanto poi al fatto che non si possa considerare l’introduzione dell’Euro responsabile di tale incredibile aumento dell’“inflazione percepita”, perché in tutti gli altri Stati europei ciò non sarebbe avvenuto, io avrei non poco da obiettare. Anzitutto, come forse saprete, la Argò ha esteso la sua attività anche in Spagna e in Germania e vi posso assicurare che, a fronte di una “inflazione ufficiale” molto ridotta, anche lì la gente non ride! In recenti viaggi in Spagna (ma anche in Grecia, ad esempio…) abbiamo rilevato direttamente, sul fronte dei prezzi pre/post Euro, anche situazioni molto simili alle nostrane. D’altronde, anche gli altri governi europei, quando esaminano la situazione “come appare dalle carte”, in relazione all’Italia sono costretti a parlare di un’inflazione ad una sola cifra, più decimali… Dunque?…”

Specializzati l’Orologio N.121 - Ottobre 2003 “…noi della Argò non riteniamo giusto proporvi una rivista semplicemente "specializzata" nel senso di essere sì autorizzata a presentare (sia pure il meglio possibile...) gli argomenti, le notizie e gli approfondimenti dell'orologeria, ma senza poter cercare di circondarli con un adeguato contesto culturale. Insomma, non crediamo che chi compera l'Orologio per "leggere di orologi" non possa desiderare di vederli inseriti in un ambito che preveda anche altri argomenti culturalmente pregnanti e situazioni delle quali, in ogni caso, gli orologi si troveranno in definitiva a condividere molti aspetti quando saranno allacciati al nostro polso….”

Ripresa? l’Orologio N.120 - Agosto/Settembre 2003 “…Questo numero de l'Orologio, che noi stiamo finendo di scrivere a luglio, è contrassegnato dalla scritta in copertina "agosto/settembre" e accompagna tradizionalmente il passaggio dalla fase di ristagno del mercato che precede il periodo delle ferie estive a quella di ripresa autunnale che caratterizza da sempre l'andamento stagionale dell'economia italiana. Quest'anno, ancor più che negli anni passati, tutti noi stiamo sperando che questa ripresa stagionale possa costituire l'annuncio di quella ben più importante che il mondo intero attende da tempo …”.

Investire l’Orologio N.116 – Aprile 2003   “…D'altro canto, ma guarda un po', sembra che sia ormai chiaro anche a molti "esperti" che se un imprenditore si trasforma in finanziere la sua azienda non può che risentirne (non dico che gli azionisti a breve non possano anche guadagnare di più, ma i prodotti e chi materialmente li costruisce dovranno prima o poi subire le nefaste conseguenze di una trasformazione dell'attività da industriale a finanziaria)….”  

Nuovo Mercato l’Orologio N.112 - Novembre 2002 “…Finita l'era dei BOT, i risparmiatori italiani hanno dovuto imparare, loro malgrado, le complesse "regole" delle operazioni di borsa, intesa come luogo dove si comprano e si vendono le azioni delle società quotate. La maggior parte di loro, ovviamente, non sono affatto "esperti" del campo, né dispongono singolarmente dei capitali necessari a consentire quelle operazioni che, adottate con una certa continuità ed una notevole furbizia, sono tali da generare utili con un margine di rischio minimo. Molti addetti ai lavori, spesso gli stessi che, con le loro scelte spregiudicate, sono la causa prima della rovina dei piccoli risparmiatori, si affannano con molto altruismo a consigliare alle loro vittime preferite atteggiamenti cauti e mirati al lungo termine, ma i gestori dei risparmi dei piccoli, quelli in buona fede, non possono comunque fare miracoli. In borsa guadagna chi le regole, più che conoscerle, le fa… E poi le impone, e alla fine guadagna perché qualcun altro, nello stesso preciso istante, si sta rovinando. D'altronde, non si dice "giocare" in borsa, esattamente come ai tavoli di un casinò o al calcio dei recenti mondiali di Corea?…”

C.v.d. (Alla maniera delle mie sudate carte: “come volevasi dimostrare”).

Renato Giussani