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EDITORIALE

Ragione e sentimento

In ordine alfabetico, in italiano. Ma l’ordine sarebbe stato lo stesso anche se avessi scritto il titolo nella sua forma originale inglese “Sense and Sensibility”, anche se stabilirlo sarebbe stato molto meno immediato: l’autrice dell’omonimo romanzo del 1811, Jane Austen, doveva avere ben presente il fatto che le due parole che compongono il titolo suo romanzo, pur nella estrema contrapposizione dei significati, nella sua lingua avevano una radice identica fino alla quarta lettera...

A chi si chiedesse quali possano essere le connessioni fra la precedente introduzione letteraria (che si riferisce per di più ad un romanzo abbastanza datato, anche se la sua trasposizione in film è solo del 1995) ed il mondo dell’orologio, è facile rispondere che la contrapposizione fra fede e ragione, istinto e logica, pragmatismo e passionalità, senno e sentimento… È da sempre al centro di discussioni più che accanite fra filosofi e pensatori protagonisti di tutta l'evoluzione intellettuale dell’uomo, praticamente da sempre. Da molto prima. ad esempio, del famoso “Comprendere per credere, credere per comprendere” di Sant’Agostino. Non si vede quindi come le modalità scelte dagli uomini del XXI secolo per rapportarsi ai valori dell’orologeria non possano non essere influenzate anch’esse da considerazioni di questa specie.
Il problema, potrebbe eventualmente essere quello di riuscire a mantenersi liberi dai condizionamenti del mercato, mentre si prende atto delle diverse modalità con le quali possono presentarsi nell'orologeria i due contrapposti aspetti, e quando sia più naturale e gratificante lasciarsi guidare delle ragioni dell’uno piuttosto che dell’altro.
Nessuno di noi può negare di avere sempre tentato più di una considerazione di ordine freddamente economico quando, posseduto da una pulsione di ordine prettamente passionale, avrebbe voluto correre ad acquistare, libero da qualsiasi freno inibitorio, l’ultima creazione della sua Casa preferita. Di solito, si comincia chiedendosi se quell’acquisto si potrà rivelare anche un investimento accorto, o non invece soldi buttati al vento. Questi timori ci assalgono in maggior misura quanto più forte sentiamo la spinta emozionale e temiamo quindi di aver abbassato troppo il livello di guardia. Tutto ciò avrebbe molto maggior senso, se ad essere colpiti da improvviso pentimento fossero quelli fra i lettori de l’Orologio che godono di minori disponibilità economiche. Quello che invece sta accadendo abbastanza spesso, è che persone dalle disponibilità evidentemente rilevanti, ci contattino con una certa frequenza per avere da noi consigli sulla validità “finanziaria” di un certo importantissimo acquisto.
Ora, tutto ciò sarebbe comunque maggiormente comprensibile se tale acquisto fosse “quello delle vita”, sia pure per chi tale acquisto lo può in tutta evidenza affiancare abbastanza agevolmente ad altri di simile o addirittura maggiore entità in settori diversi. Meno comprensibile è invece una preoccupazione così pressante, tale da spingere gli interessati a chiederci un consiglio ripetuto, da parte di lettori che tale problema si trovano ad affrontarlo con una cadenza quasi mensile...
Oltre ad augurare a tali appassionati di continuare ad avere simili dubbi, eventualmente, anche ogni settimana, vorremmo però consigliar loro di tentare di affrancarsi dalla ossessione della ragione sempre e comunque. Quando vogliono decidere se comperare o meno l’orologio oggetto dei loro sogni, proprio come la maggior parte dei più comuni mortali, dovrebbero attribuire secondo noi una importanza ben maggiore al sentimento.
Vista la fortissima propensione alla razionalità più spinta, potrebbero eventualmente convincersi ad intraprendere la nuova ed inconsueta strada, partendo da queste tre ragionevoli e semplicissime domande:

- Questo orologio, mi piace?

- Desidero possederlo, per ammirarlo ed indossarlo?

- Posso permettermi tale acquisto, senza dover fare eccessivi sacrifici?

Ove le risposte fossero tutte e tre positive, non vediamo perché il logico, naturale e piacevole processo istintivo che comporterebbe di appagare una passione debba rischiare di essere compromesso dall’innaturale e farraginosa  procedura di chieder consiglio all’esperto di turno...
E ciò dichiarandoci, ovviamente, più che disponibili ad elargire disinteressati consigli a chiunque fra i nostri lettori, ne abbia una reale necessità...

Renato Giussani