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EDITORIALE
Inflazione
100%?
Il
tempo, secondo la nostra personale percezione di uomini (in verità,
mi scuso, ma non riesco proprio ad immaginare come venga percepito da
una farfalla…), ci appare come un grande flusso nel quale scorrono tutti
gli eventi che, direttamente o indirettamente riusciamo a percepire.
Il nostro orologio ci consente di “misurarlo” in modo più o meno preciso,
confermandoci l’imperfezione delle nostre sensazioni, che attribuiscono
spesso ad intervalli misurati uguali delle durate assolutamente differenti.
Tipico esempio che si sente fare molto spesso in questi casi è quello
di un’ora passata su un banco di scuola paragonata ad un’ora (gli stessi
60 minuti…) trascorsi a guardare una partita di calcio o a fare l’amore…
Questo è solo uno dei casi che si possono portare a sostegno del fatto
che, definire i rapporti fra diverse quantità oggettive, basandosi sulle
nostre sensazioni soggettive, può essere altamente fuorviante.

Un
altro di questi esempi, abbastanza classico è quello che fa appello
alla memoria dei nostri sensi, tale che l’acqua a 10 gradi centigradi
può apparirci calda, se vi immergiamo una mano precedentemente tenuta
a lungo immersa in una bacinella contenente acqua a 4 gradi… Così come
viaggiare a 90 chilometri orari può sembrare un moto molto lento, se
fino ad un attimo prima stavamo guidando a 130 km/h, mentre sembrerà
un moto velocissimo se prima ci eravamo mossi a lungo a 30 km/h. Cosa
pensare allora della “inflazione percepita”, della quale stanno disquisendo
da diverso tempo sia i nostri ineffabili uomini politici, che giornalisti
ed esperti di tutte le estrazioni possibili? Da parte mia, non posso
che sorridere di questo maldestro tentativo di mascherare con un aggettivo
così “soggettivo”, quello che noi verifichiamo tutti i giorni nelle
“oggettive” difficoltà della nostra vita, lavorativa e non.
Insomma, sarà pur vero che per definire in modo univoco ed incontestabile
(?) l’inflazione reale che ci è piombata addosso dopo l’introduzione
dell’Euro, è assolutamente necessario scegliere un “paniere” di riferimento.
Ma perché allora ci appaiono così tanti i beni che “prima” costavano
Tot. 1.000 Lire ed ora costano esattamente (o quasi) Tot. Euro, ovvero
il doppio ?Possibile che a noi sembrino così tanti e nel “paniere” dell’ISTAT
non ce ne sia nemmeno uno (io ho letto quasi sempre di rincari “massimi”
rilevati del 20/30%)? Quanto poi al fatto che non si possa considerare
l’introduzione dell’Euro responsabile di tale incredibile aumento dell’“inflazione
percepita”, perché in tutti gli altri Stati europei ciò non sarebbe
avvenuto, io avrei non poco da obiettare.
Anzitutto, come forse saprete, la Argò ha esteso la sua attività anche
in Spagna e in Germania e vi posso assicurare che, a fronte di una “inflazione
ufficiale” molto ridotta, anche lì la gente non ride! In recenti viaggi
in Spagna (ma anche in Grecia, ad esempio…) abbiamo rilevato direttamente,
sul fronte dei prezzi pre/post Euro, anche situazioni molto simili alle
nostrane. D’altronde, anche gli altri governi europei, quando esaminano
la situazione “come appare dalle carte”, in relazione all’Italia sono
costretti a parlare di un’inflazione ad una sola cifra, più decimali…
Dunque? E poi, l’inflazione “percepita” non è proprio quella con la
quale hanno a che fare tutte le persone che devono fare i loro normalissimi
acquisti e che sta rapidamente erodendo i loro risparmi di una percentuale
che, evidentemente, non può essere che strettamente correlata con l’effettivo
aumento delle loro uscite e che mi risulta che si attesti su almeno
“due” cifre… Per passare ad argomenti più allegri, proviamo allora,
anche quando ci apprestiamo all’acquisto di un bell’orologio, a seguire
il consiglio degli esperti: per ottenere che la nostra personalissima
“inflazione percepita” si abbassi il più possibile, fino a tentare un
sia pur difficile avvicinamento a quella ISTAT, prendiamo in considerazione
solo le Case che con l’avvento dell’Euro non hanno rapidamente aumentato
i loro listini o, se lo hanno fatto, abbiano quantomeno delle ragionevoli
motivazioni da sottoporre alla nostra personalissima valutazione…
O no?
Renato
Giussani
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