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LETTERE
Uno
spazio aperto al dialogo, alle domande, alle risposte e (perché
no?) anche ad uno scambio d'opinioni in amicizia.
lorologio@argoeditore.net
Un
Corum ben assistito

Sono diventato un appassionato di orologi meccanici alcuni anni or sono,
quando nell'attesa per l'imbarco di un volo all'aeroporto
di Fiumicino acquistai, più che altro per curiosità, un
numero de l'Orologio esposto in edicola. Fui da subito coinvolto
anche emotivamente da questo mondo fatto di bilancieri, leveraggi e
intricati ruotismi.
La passione si è trasformata successivamente nell'esigenza
di possedere macchine del tempo e adesso ho una discreta collezione.
Nel mese di Agosto dello scorso anno, feci l'ultimo acquisto,
un Corum Bubble GMT, presso il concessionario autorizzato Remo Frisina
a Reggio Calabria, città dove risiedo.
L'esigenza di avere anche il secondo fuso orario deriva dal fatto
che spesso mi reco all'estero per motivi professionali. Ahimé!
La funzione GMT non dava la precisione che mi aspettavo, tanto che al
mio ritorno dal Canada contattai il rivenditore, il quale mi rassicurò
che il problema sarebbe stato risolto dal centro assistenza Corum di
Milano. Dopo circa un mese il mio bellissimo GMT ritornò dal
Concessionario riparato.
Putroppo il problema si ripresentò dopo qualche settimana e con
mio sommo dispiacere e disagio, mi recai nuovamente dal rivenditore
il quale si fece carico di inviare nuovamente, in tempi brevi, l'orologio
presso la sede di Milano. Per non di lungarmi oltre, la Corum, prendendo
atto del ripetersi del problema, si determinava nel sostituire integralmente
l'orologio, dimostrando serietà professionale, grande senso
di responsabilità e ripagando pienamente le mie aspettative.
Ritengo che tali comportamenti non facciano che del bene a quanti che,
come me, condividono la passione per questo mondo affascinante.
I miei più vivi rinfraziamenti al Dott. Remo Frisina, Concessionario
Corum di Reggio Emilia e al Sig. Alessandro Baiardo, responsabile del
Centro Assistenza di Milano.
G.Bresolin - Reggio Calabria - e-mail
Caro Bresolin, come vede, non ci preoccupiamo solo di chi ha da risolvere
dei problemi. Ogni tanto, testimonianze come la sua ci fa sicuramente
piacere pubblicarle".
Detto questo e complimentatici con il concessionario e l'assistenza
Corum per aver voluto e saputo risolvere il problema, rimangono comunque
due o tre cose da dire.
La prima è che ci farebbe piacere capire meglio cosa intende
dire con la frase ""La funzione GMT non dava la precisione
che mi aspettavo"".
La funzione GMT dovrebbe avere la stessa precisione della affissione
primaria. Non mi pare che ci riferiamo ad un secondo movimento. Forse
vuole dire che era difficilmente regolabile? O che si sganciava? Non
riesco ad immaginare esattamente quale potesse essere questo problema
di ""precisione"".
Ciò detto, mi pare che la Corum in questo caso abbia fatto con
molta professionalità "il dovere suo". O dobbiamo cominciare
a ritenere necessario ringraziare anche quando una garanzia viene rispettata?
Certo che la Casa non era tenuta alla sostituzione dell'intero orologio,
ma questa è avvenuta perché qualcuno non era riuscito
a ripararlo"
Peraltro, è purtroppo vero che sempre più spesso, in molti
settori, si sperimenta ormai una enorme difficoltà, proprio da
parte delle aziende più grandi, a dimostrare la giusta attenzione
al cliente e alla sua soddisfazione. Mentre la Corum ha dimostrato non
solo di tenere in massima considerazione la soddisfazione dei suoi clienti,
ma anche di saper stare "alle regole del gioco" con la giusta
professionalità, risolvendole completamente il problema.
Un orologio da vero Sub

Preg.ma Edizione de l'Orologio, mi chiamo Massimo Baglieri e risiedo
a Siracusa, in Sicilia. Vorrei rivolgervi alcune domande in merito ad
un orologio che ho acquistato da poco.
L'orologio è un Omega Seamaster Chronometer 300 m e vorrei
sapere che tipo di movimento adotta e quante alternanze ha nell'unità
di tempo; vorrei anche sapere se questo modello adotta lo scappamento
coassiale.
Ho acquistato un Omega perché volevo un orologio con movimento
meccanico, di ottima qualità e di comprovata attitudine alla
resistenza all'acqua del mare. Potete darmi conferma che il mio
orologio ha tutte queste qualità ?
Grazie.
Cordiali saluti.
Massimo Baglieri - e-mail
Gent.
Sig. Baglieri, cominciamo anzitutto ad eliminare completamente i suoi
residui dubbi: l'orologio che ha comprato è effettivamente più
che adatto ad essere impiegato anche per immersioni marine di tipo professionale:
non per nulla sul quadrante è riportata la scritta "Professional".
Il movimento è meccanico a carica automatica Omega 1120 (su base
ETA 2892A2), 23 rubini, 28.800 alternanze/ora, autonomia di 42 ore,
bilanciere in Glucydur, spirale piana Nivarox, certificato cronometro
dal C.O.S.C..
Quanto allo scappamento coassiale, non ci risulta che il Seamaster ne
sia stato dotato, se non nella versione Aqua Terra, che però
non è un "subacqueo" professionale (ad esempio, non
ha la lunetta girevole unidirezionale).
Un Panerai "limitato"?

Gentile redazione de l'Orologio, un paio di anni fa ho acquistato
un Panerai Luminor Power Reserve, che riporta sul fondello la dicitura
D33/55.
Ho sempre pensato che questa indicazione si riferisse a una edizione
limitata (n°33 di 55 esemplari).
Nell'ultimo numero della Vostra rivista in edicola, all'interno
del servizio dedicato alla Panerai, pubblicate una tabella con tutte
le edizioni limitate della Casa; non avendo trovato l'orologio
in mio possesso Vi chiedo quale di queste ipotesi sia quella corretta:
1) Mi hanno tirato un bidone e il mio orologio è falso.
2) La Vostra tabella non è esaustiva di tutte edizioni limitate
prodotte dalla Panerai.
3) L'indicazione sul fondello non si riferisce ad una edizione
limitata, ma indica il numero di scarpe della moglie (33) e del figlio
(55) del presidente della Panerai.
Vi allego le fotografie (spero chiare) del mio orologio.
Grato se Voleste darmi qualche indicazione in merito, sorvolo sui complimenti
per la rivista e Vi saluto cordialmente.
Carelli Gianpaolo - Cremona
Risponde Paolo Gobbi:
Non c'è
che dire, il nostro lettore Gianpaolo Carelli ha il gusto dell'ironia
e questo mi piace, in quanto rispecchia anche parte del mio essere.
Sinceramente sono notevolmente spaventato, pur essendo uno che di scarpe
porta il 47 (ma una volta ho acquistato anche un modello sportivo che
segnava il 48 e 3/4), dall'idea di trovarmi davanti qualcuno che
indossi un 55, e soprattutto non vorrei mai invitarlo a pranzo. Sarei
altrettanto dispiaciuto sapendo che qualcuno le ha potuto rifilare un
bidone. Di conseguenza opto senza dubbio per la seconda opzione, ma
con un'ottima scusante. Dopo non facili ricerche e grazie all'aiuto
di Ferretti, uno dei massimi cultori della Panerai in Italia, ho scoperto
che la celebre Casa fiorentina ha realizzato anche delle serie limitate
che non sono state "pubblicizzate", ovvero della cui esistenza
noi media non siamo stati per così dire informati (e non si trovano
neanche nelle onniscenti pubblicazioni giapponesi). Una di queste è
legata proprio al suo Panerai Luminor Power Reserve, con referenza OP6538,
rimasto regolarmente in produzione qualche anno, senza numerazioni di
sorta sul fondello. Sembra, infatti, che alla fine della sua vita, gli
ultimi 55 pezzi messi in vendita siano stati "arbitrariamente"
numerati seguendo proprio la dizione Dxx/55. Di conseguenza, anche se
totalmente sconosciuto ai più, il suo non solo è un modello
in edizione limitata, ma anche una vera "chicca" da appassionati,
da tenere gelosamente custodita, in attesa che il mercato collezionistico
Panerai divenga completamente adulto e possa pagarla la cifra che vale.
Un Rolex molto Precision

Spett.le redazione de l'Orologio, sul vostro magnifico Cd sui
Rolex che avete pubblicato, non ho trovato il corrispettivo del mio.
L'ho ereditato dal mio prozio morto nel 1959.
Ha le seguenti caratteristiche:
cassa Oyster acciaio/oro rosso; solo tempo; porta la scritta Precision;
calibro 5025; un tempo aveva il bracciale acciaio e oro.
Vi allego tre immagini. Gradirei sapere di che modello si tratta e quanto
può valere. Anni addietro, al centro Rolex di Cagliari, si sono
rifiutati di ripararlo, in quanto qualche orologiaio pellegrino aveva
sostituito la corona originale con un'altra, limando la filettatura
della cassa.
Attendo la vostra risposta, ringraziandovi anticipatamente.
Franco Scasseddu - Elmas (CA)
Risponde Paolo Gobbi:
Gentile signor Franco,
l'orologio del quale lei ci ha inviato le foto è un classico
Precision degli anni '50 della Rolex, che probabilmente non ha
trovato descritto negli articoli storici sia perché, rispetto
ad altri, ha svolto un ruolo di "spalla" nella produzione
della Casa ginevrina e sia perché non ci siamo mai occupati in
profondità dei solotempo Oyster. Il suo valore oggi si aggira,
se in buone condizioni, sui 1.000 euro, e risente di una richiesta abbastanza
flebile del mercato. Inoltre, il Precision a carica manuale, proprio
per il fatto di dover svitare tutti i giorni la corona per caricarlo,
ha sempre sofferto per dei problemi di usura del canotto della corona,
che è poi il difetto riscontrato sul suo orologio. Tutto comunque
si può riparare e ripristinare, con il solo dilemma da dirimere
se valga la pena o meno di spendere una cifra fortemente elevata per
un pezzo di non grande valore. A lei la scelta, anche se noi, per cultura
e per tradizione, siamo sempre dalla parte dei segnatempo e l'idea
che tornino agli antichi splendori ci riempie di soddisfazione.
Colonne e teflon...

Gentilissima redazione, vorrei prima di tutto porvi i miei sentiti complimenti
per la vostra pubblicazione, che reputo di altissimo livello in ogni
sua caratteristica (foto, servizi, rubriche, consigli tecnici, ecc").
Sono un entusiasta possessore di un Omega Speedmaster Professional e
vi sarei molto grato se poteste fornirmi dei chiarimenti sul movimento
che equipaggia il mio amato segnatempo, il cal. 1861.
E' un movimento di manifattura oppure no?
Quale è il grado e il tipo di finitura? (Ho sempre trovato foto
ed informazioni del cal. 863!).
Il fatto che abbia i componenti rodiati, anziché dorati, come
il calibro 861 è un vantaggio o uno svantaggio?
Il bilanciere e la spirale di che tipo e materiale sono?
Il fatto che il freno della funzione cronografica sia in Teflon "svilisce"
veramente il prestigio di un movimento?
Vorrei inoltre approfittare ancora un attimo della vostra professionalità
e competenza per un chiarimento di tipo tecnico.
Spesso ho avuto la netta sensazione che i movimenti cronografici con
smistamento a camme (o navette) vengano considerati "inferiori"
o comunque di minor qualità rispetto a movimenti con ruota a
colonne. Sembrerebbe quasi che la presenza di quest'ultima caratteristica
sia condizione imprescindibile per determinare se un cronografo sia
di alta qualità o meno.
Eppure, leggendo un articolo del grande F.P. Journe, ho avuto modo di
comprendere che nella realtà in un cronografo moderno con due
pulsanti (uno per la partenza e l'arresto della funzione cronografica,
l'altro per l'azzeramento) l'impiego di una ruota
a colonne sia assolutamente superfluo, dato che ogni leva ha un suo
percorso autonomo.
In passato, con cronografi ad un solo pulsante, la ruota a colonne rappresentava
realmente un salto di qualità, ma oggi questa importante soluzione
tecnica non si sta tramutando sempre di più in una "strategia
di marketing"?
Scusandomi per essermi dilungato vi porgo i miei più cordiali
saluti e vi ringrazio anticipatamente.
Simone S. - e-mail
Risponde
Paolo Gobbi:
Gentile Simone, intanto
complimenti per il suo Speedmaster, che è senza dubbio uno degli
orologi più interessanti dell'orologeria moderna. Ma passiamo
alle risposte:
1 - Il calibro 1861 era ed è realizzato dalla Nouvelle Lemania
(che lo chiama 1873), ditta fabbricante movimenti da sempre legata a
doppio filo con la Omega ed oggi assieme a quest'ultima nello
Swatch Group. Ciò nonostante non possiamo affermare che si tratti
di un calibro di manifattura, in quanto, sebbene vicine, le due Case
non sono un'unica cosa. Tuttavia, un movimento deve essere fatto
bene, non deve essere per forza "fatto in casa".
2 - Per quanto riguarda la rodiatura, il discorso è totalmente
diverso e non implica in nessuna maniera la qualità della meccanica.
Il suo calibro fino al 1995 ha avuto la denominazione 861, con finitura
rosé (e non dorata, che è completamente differente). Da
quell'anno in poi è stato chiamato 1861, con l'unica
differenziazione proprio nella nuova finitura rodiata. In realtà
storicamente i calibri da polso della Omega erano, per una semplice
scelta estetica, tutti con finitura rosé. Poi, proprio dalla
metà degli anni '90, questa curiosa tradizione è
stata abbandonata, in maniera tale da favorire l'intercambiabilità
e l'approvvigionamento dei pezzi di ricambio.
3 - Il bilanciere adottato dovrebbe essere liscio a 4 bracci in Glucydur,
mentre la spirale è piana Nivarox I.
4 - Assolutamente no. I puristi arriccieranno il naso, ma un orologio,
anzi per meglio dire una meccanica, deve prima di tutto funzionare bene,
e non essere "solo" bella. Nulla vieta quindi (se non un
esagerato rispetto della "tradizione") di usare anche delle
parti in teflon. Naturalmente: "ove sia realmente utile".
Per quanto riguarda la sua ultima considerazione non posso che essere
assolutamente d'accordo con lei e con Journe.
Devo però ammettere che, ogni volta che vedo un cronografo Ref.
130 della Patek Philippe aperto, con tutte le sue leve lucidate e l'inconfondibile
ruota a colonne celata alla vista da un coperchietto lucido, vengo preso
da un groppo allo stomaco, e mi riprometto che non scriverò mai
più nulla se non su di esso.
Generalmente poi arriva Giussani e mi ricorda che devo ancora finire
Fuoricampo"
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