EDITORIALE
Gottlieb
Daimler
und Karl Benz-Stiftung
Cari
amici de l'Orologio,
a costo di farmi considerare 'venduto' alla DaimlerChrysler,
che questo mese ha deciso di investire non poco in una operazione
promozionale che vede come partner privilegiato la nostra rivista,
ho pensato di dedicare questa mia pagina di apertura proprio alla
grande Casa di Stuttgart (Stoccarda, in Germania).

Anzitutto,
mi piace ricordare che l'uomo cui viene universalmente attribuita
l'invenzione dell'automobile è Karl Benz, il cui nome ha tutt'ora
un'ottima visibilità in tutto il mondo attraverso il marchio
Mercedes-Benz, il più importante fra tutti quelli di proprietà
del Gruppo DaimlerChrysler. Come spero sarà più chiaro
alla fine della lettura, la mia scelta non è stata affatto
determinata dalla voglia di blandire un partner così importante,
anche perché, se così fosse, cosa dovrei scrivere qui
ogni mese per "ringraziare" tutte le Case di orologeria
che ci sostengono con un impegno molto maggiore da più di dieci
anni? Ciò che ha fatto scattare in me questa molla è
in verità la conoscenza della filosofia imprenditoriale che
sottende buona parte dell'attività della DaimlerChrysler e
che ho voluto sintetizzare nel titolo di questo editoriale, che significa:
Fondazione
Gottlieb Daimler e Karl Benz (il cui sito Internet è http://www.daimler-benz-
stiftung.de/home/en/start.html).
Tanto per chiarire subito con quale realtà abbiamo a che fare,
prendiamo atto che si tratta della Casa automobilistica che produce
automobili con i marchi Maybach, Mercedes-Benz, Chrysler, Jeep®,
Dodge e Smart, oltre a veicoli commerciali con i marchi Mercedes-Benz,
Freightliner, Sterling, Western Star e Setra. La DaimlerChrysler ha
365.600 dipendenti e nel 2002 ha totalizzato un fatturato di 149,6
miliardi di euro. Gli investimenti per lo sviluppo della DaimlerChrysler,
previsti per il triennio 2003-2005, ammontano a 42 miliardi di euro.
Nel 2002 le automobili per uso passeggeri vendute ammontano a 4,05
milioni di unità, mentre i veicoli commerciali venduti sono
stati 485.400. La Casa possiede fabbriche in 37 diversi Paesi, che
producono per un mercato esteso a 200 nazioni.
Questa presentazione dovrebbe essere senz'altro sufficiente a prendere
atto che ci si trova di fronte ad un colosso di rilevanza mondiale
enorme, ma nulla dice sulle filosofie aziendali alla base di una attività
di tali dimensioni. L'immagine che i prodotti della Mercedes-Benz
a noi più noti hanno saputo guadagnarsi in tanti anni di presenza
sul mercato, non è stata ottenuta "solo" grazie alle
numerosissime innovazioni tecnologiche originali sviluppate e introdotte
da questa Casa (divenute il più delle volte degli standard
mondiali molto importanti: basterà ricordare lo sviluppo dell'ABS
e la sua prima applicazione su un'auto Mercedes nel 1970). Questa
immagine, che li proietta ai vertici della qualità totale nella
mente di milioni di utenti e di appassionati (aiutati anche dal più
recente impegno nella Formula 1, che ha portato la DaimlerChrysler
ad acquisire nel 2000 il 40% del Gruppo McLaren), deriva molto probabilmente
anche dalle ingenti risorse che il Gruppo continua ad investire nello
studio delle problematiche connesse alla "convivenza" fra
tecnologia e ambiente (ricordate i nostri articoli sull'auto a idrogeno?).
A questo riguardo, la Fondazione Gottlieb Daimler e Karl Benz, ad
esempio, è stata fondata nel 1986 dalla Daimler-Benz AG (ora
DaimlerChrysler AG), quale fondazione indipendente con lo scopo di
promuovere la scienza e la ricerca, con particolare riguardo alle
relazioni fra l'uomo, l'ambiente e la tecnologia, ed è votata
al supporto di un approccio interdisciplinare a questo compito.
I programmi di ricerca condotti recentemente a termine nell'ambito
della Fondazione G.Daimler e K.Benz (che hanno una durata variabile
fra i tre e i cinque anni) hanno dei titoli molto significativi, che
preferisco non tradurre per non alterarne minimamente il significato:
- Group Interaction in High Risk Work Environments.
- Living in a Smart Environment - Effects of Ubiquitous Computing.
- Interim City: Perspectives on Life in Suburbia.
- Organizational Learning in Various Environmental Conditions.
In conclusione,
a me è sembrato che la volontà della DaimlerChrysler
di stabilire un contatto con i lettori de l'Orologio, che andasse
oltre la 'banale' proposizione di pagine pubblicitarie,
potesse senz'altro dimostrare l'attenzione che questa azienda ha per
l'uomo e le sue aspirazioni più profonde, che non possono ridursi
semplicemente al desiderio di possedere un buon prodotto, ma possono
e devono estendersi, quando possibile, ai valori della tradizione
e del lavoro che tale prodotto è in grado di veicolare e in
qualche modo promuovere e ricordare.
Valori che sono alla base dell'esistenza stessa dell'orologeria meccanica,
fatta di storia e di passione, e ben noti a tutti coloro che condividono
con noi l'amore per le "macchine del tempo". E, evidentemente,
questo alla DaimlerChrysler lo hanno capito bene.
Renato
Giussani