EDITORIALE
Specializzati
La rivista l'Orologio dovrebbe appartenere
alla categoria detta degli "specializzati", sottinteso "periodici"
o più spesso "media", che in inglese si pronuncia
"midia", mentre in latino, come è più corretto,
proprio "media", ossia, in italiano, "mezzi"...
Di comunicazione. In realtà, credo che vi sarete accorti tutti
ormai, che noi della Argò non riteniamo giusto proporvi una
rivista semplicemente "specializzata" nel senso di essere
sì autorizzata a presentare (sia pure il meglio possibile...)
gli argomenti, le notizie e gli approfondimenti dell'orologeria, ma
senza poter cercare di circondarli con un adeguato contesto culturale.
Insomma, non crediamo che chi compera l'Orologio per "leggere
di orologi" non possa desiderare di vederli inseriti in un ambito
che preveda anche altri argomenti culturalmente pregnanti e situazioni
delle quali, in ogni caso, gli orologi si troveranno in definitiva
a condividere molti aspetti quando saranno allacciati al nostro polso.

Trattare argomenti diversi da quello
più direttamente correlato alla propria "specializzazione"
è sempre stato un enorme tabù per tutti gli editori
di periodici specializzati.
Da sempre, le pagine che presentano le località turistiche
non sono certo le più gettonate sulle riviste di auto da "gran
turismo"...
Noi, però abbiamo la presunzione di ritenere che gli "appassionati
di orologeria appartengano ad una "tipologia" diversa da
tutte le altre, che prevedano anch'esse una connotazione di base di
tipo tecnologico. Insomma, i lettori de l'Orologio sono sì
interessatissimi a conoscere le particolarità tecniche dei
segnatempo nei quali questo aspetto assume caratteristiche preminenti,
ma sono disposti anche a valutare con la dovuta attenzione tutti quegli
aspetti storici e culturalmente significativi che contribuiscono al
valore intrinseco di ogni marchio e modello che venga presentato.
Un esempio per tutti, senza voler scomodare un'ennesima volta la Rolex,
l'Omega o la Patek Philippe, è fornito dall'estremo favore
che avete riservato all'articolo dedicato al "ritorno" di
Cuervo y Sobrinos, sul numero 118, piuttosto che a quello che ha presentato
il Breitling for Bentley Motors sul numero 119.
Ma anche la rubrica "Il tempo e l'uomo" dell'Ing. Roberto
Vacca, come pure "Tempo d'autore" o le interviste a personaggi
di rilievo del nostro tempo, hanno fatto ormai "scuola"
e portato la vostra rivista a sovrapporre la sua informazione a quella
di pubblicazioni ben più "generaliste", la cui filosofia
di approccio agli argomenti culturalmente più importanti è
spesso viziata da una eccessiva dipendenza dall'attualità e
dalle mode.
L'approccio di una rivista specializzata, invece, quando esteso ad
altri ambiti, può riuscire a captare quei particolari significanti che ne
costituiscono quasi sempre il valore più profondo delle cose.
Tutto ciò, ovviamente, non per incensarci ma, al contrario,
proprio per ringraziare voi, che ci avete dato modo di affrontare
e sconfiggere uno dei più forti limiti dell'editoria specializzata,
inventando insieme un nuovo modo di condividere interessi diversi,
tutti ben coordinati dalla nostra cultura dell'orologio.
E a questo proposito, ritengo importante portare alla vostra attenzione,
fin da queste prime pagine della rivista, alcuni degli articoli "collaterali"
di questo numero. Ne siamo particolarmente fieri, proprio perché
nessuno di loro è frutto di semplice riciclaggio di comunicati
d'agenzia o cartelle stampa, esattamente come non lo è anche
tutto il resto di questa rivista... Ecco a voi, dunque, i nostri "incontri
ravvicinati" con il Prof. Giuseppe Longo (Ordinario di Teoria
dell'Informazione alla Facoltà di Ingegneria Elettronica dell'Università
di Trieste), con le attrazioni turistiche di Les 2 Alpes (e i 3.600
metri del ghiacciaio più grande d'Europa...) e, perché
no, con la monografia della Penguin Books Limited di Harmondsworth
sulla storia dell'arte orologiera del Regno Unito. Il tutto, da gustarsi
con contorno di A.Lange & Söhne Luna Mundi, Audemars Piguet
Royal Oak OffShore Schwarzenegger, una ricca Vetrina dedicata ai pluricomplicati,
nonché tutto quello che vi lascerò scoprire tranquillamente
da soli, sfogliando le prossime 180 pagine...
Renato
Giussani