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EDITORIALE
Investire
L'uscita del primo numero
di AsSaa (l'Orologio in lingua araba), che verrà inizialmente
proposta ad un selezionato pubblico dei Paesi del Golfo Persico per
poi raggiungere tutti i suoi potenziali lettori, è un investimento.
Come tutti possono trarne facilmente, la idea che abbiamo in Argò
di investimento è molto, ma molto diversa da quella degli operatori
di borsa. Non ci sono mai piaciuti troppo certi giochi della finanza
e la speculazione fine a sé stessa, ovvero avente l'unico scopo
di un vantaggio economico più o meno veloce, e non lo ho mai
nascosto.
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In un recentissimo editoriale,
mi sono avventurato sull'infido terreno di alcune considerazioni imprenditoriali
riguardanti la più grande industria privata italiana, la Fiat.
Anche in quell'occasione, la prospettiva sotto la quale ho affrontato
l'argomento non è stata certo quella della valutazione del denaro
necessario per salvare il Gruppo, cosa peraltro importantissima, ma
non sufficiente a garantirgli un futuro autonomo. No, l'argomento che
mi interessava era quello che, stranamente, in questi giorni stanno
scoprendo in molti: se la Fiat, grazie ad un serio lavoro tecnicamente
innovativo, non ricomincerà a vendere le sue automobili in quantità
percentuale e assoluta maggiori, non ci saranno operazioni finanziare
che tengano, il suo destino sarà quello di essere assorbito dalla
General Motors o dalla Volkswagen.
D'altro canto, ma guarda un po', sembra che sia ormai chiaro anche a
molti "esperti" che se un imprenditore si trasforma in finanziere
la sua azienda non può che risentirne (non dico che gli azionisti
a breve non possano anche guadagnare di più, ma i prodotti e
chi materialmente li costruisce dovranno prima o poi subire le nefaste
conseguenze di una trasformazione dell'attività da industriale
a finanziaria).
I dipendenti, i collaboratori ed i prodotti dell'Argò questo
pericolo non lo corrono di certo, almeno fino a quando saranno i suoi
clienti ad essere finanziati, invece del contrario (cosa che, quantomeno,
permetterebbe alla Argò di scegliere).
Mettendo da parte argomenti che non è signorile evidenziare su
queste pagine, confermo in ogni caso la volontà della Argò
di fondare la sua attività esclusivamente sul massimo impegno
lavorativo nella sua attività editoriale, senza indulgere in
esagerate operazioni di marketing capaci di sfruttare oltremisura i
suoi marchi.
D'altro canto, quello che è buono per la Fiat non può
non esserlo anche per noi: proporre sul mercato nazionale ed internazionale
prodotti costruiti con la volontà di fare riferimento alla migliore
tradizione del vero Made in Italy di alta qualità.
E questa è anche la strategia adottata per la nuova nata AsSaa
che ho già presentato nell'editoriale dello scorso numero 115.
L'editore libanese Nabil Mourad, partner dell'Argò nell'impresa,
ha sposato con tale convinzione la nostra filosofia imprenditoriale
da chiedere che l'Orologio e l'Italia fossero ben evidenti in copertina
addirittura al di sopra della testata.
Tanta simpatia per il nostro Paese ha stimolato in me il desiderio di
conoscere meglio il paese di Nabil, ed ho quindi subito incaricato la
bravissima Flavia Farina di raccogliere informazioni sul Libano per
dedicargli un articolo della serie Orizzonti, che troverete su questo
stesso numero (un doveroso grazie anche a Joe Achcar, Redattore Capo
di AsSahraa, bella rivista di equitazione di Nabil, per il suo valido
aiuto).
"...AsSaa, ovvero
l'Orologio in lingua araba, che per il resto è del tutto simile
a l'Orologio, ha 164 pagine ed è bimestrale (il numero 1 è
uscito in contemporanea con il Salone dell'Orologeria di Basilea) e
contiene articoli tratti dai più recenti numeri de l'Orologio.
La distribuzione inizialmente comprende i seguenti paesi: Arabia Saudita,
Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait, Oman, Libano. La tiratura
complessiva è di 12.800 copie, un buon 20% delle quali viene
inviato per posta ad una mailing list di principi, sceicchi, uomini
d'affari e ministri. Una parte delle copie è distribuita in hotel
di lusso come ad esempio "Burj el Arab" di Dubai, l'unico
albergo al mondo ad essere accreditato di 7 stelle, mentre il rimanente
è venduto nelle edicole.
AsSaa, cui hanno già confermato la loro presenza pubblicitaria
diverse importanti Case orologiere e non, contiene la traduzione in
arabo anche di molte delle classiche rubriche de l'Orologio (come "la
Stima"), oltre agli articoli della serie "Orizzonti".
Come avvenne per la copertina del primo numero de l'Orologio, anche
AsSaa N.1 ha in copertina un Patek Philippe ed esattamente quello comparso
su l'Orologio N.95, ovvero lo Sky Moon Tourbillon...."
Cio' detto, non vi trattengo
oltre con argomentazioni che potrebbero avere un sapore un po' troppo
autocelebrativo e vi invito a tuffarvi senza indugi nella lettura di
quello che probabilmente è il miglior numero de l'Orologio da
molti mesi a questa parte, grazie anche alla 200 pagine ed all'impegno
di tutti i miei collaboratori, Dody in testa, che ringrazio di cuore
insieme a tutti voi che ci seguite con tanta attenzione.
Grazie.
La sortie du premier
numéro de AsSaa (l'Orologio en langue arabe), proposée
au début à un public selectioné des pays du Golf
Persique pour ensuite joindre les potentiels lecteurs est un investissement.
Il est bien entendu que l'idée que nous avons à l'Argò
sur l'investissement est très , très différente
de celle des opérateurs de bourse. Nous n'avons jamais trop aimé
les jeux de finances ainsi que la spéculation, c'est à
dire, ayant come unique but d'avoir un gain plus ou moins rapide, et
ceci, je ne l'ai jamais caché.
Dans un éditorial très récent, je me suis aventuré
sur un terrain perfide sur certaines considérations concernant
la plus grande industrie privée italienne, la Fiat. Aussi pour
cette occasion, la considération de cet argument n'a pas été
certaiment sur la valeur de l'argent nécessaire pour sauver le
Group, chose très importante, mais pas suffisante à garantir
un futur autonome. Non, l'argument qui m'intérêssait était
ce qui étrangement, en ces jours sont entrain de découvrir
en plusieurs: si la Fiat, grâce à un travail sérieux
et tecniquement innovatif, recomencera à vendre ses automobiles
en quantité plus importante, il n'y aura pas d'opérations
financières qui tiennent, son destin sera celui d'être
absorbé par la General Motors ou par la Wolkswagen. Entre autre,
il est désormais clair que si un entrepreneur se transforme en
financier, sa société peut en resentir (je ne dit pas
que les actionneurs à bref ne peuvent avoir plus de profits,
mais les produits ainsi que ceux qui les construisent matériellement
devront d'abord et après subir les néfastes conséquences
d'une transformation de l'activité de industrielle à financière).
Les employés, les collaborateurs et les produits de mon entreprise
Argò ne courrent certainement pas ce risque, au moins jusqu'à
quand se sera ses clients à être financés, au lieu
du contraire (chose qui, aumoins permettrai à Argò de
choisir). Mettons de coté ces thèmes qu'il n'est pas le
cas de traiter sur ces pages, je confirme dans tous les cas la volonté
de Argò de faire le maximum pour son activité d'éditions,
sans faire recours des opérations exagérées de
marketing capables d'exploiter outre mesure ses marques.
D'autre part, ce qui est bon pour la Fiat est aussi bon pour nous: proposer
sur le marché national et international produits construits avec
la volonté de se fié à la meilleure tradition du
vrai Made in Italy de haute qualité. C'est aussi la stratégie
adoptée pour la nouvelle née AsSa que j'ai déjà
présentée dans mon article du numéro 115. L'éditeur
libanais Nabil Mourad, partner de Argò, a accepté avec
un tel enthousiasme notre philosophie d'entreprise qu'il a demandé
que notre revue l'Orologio
ainsi qu l'Italie soient mis en évidence sur la couverture, carrément
au dessus de l'entête. La simpatie que j'ai pour mon pays, a stimulé
en moi le désir de mieux connaître le pays de Nabil, et
j'ai donc tout de suite demandé à notre habile Flavia
Farina de réunir toutes les informations sur le Liban pour lui
dédier un article de la série Orizzonti, que vous trouverez
sur ce même numéro (un remerciement spécial aussi
a Joe Achcar, redacteur en chef de Assahraa, revue sur l'équitation
de Nabil, pour son aide précieuse).
"...AsSaa, c'est à dire l'Orologio
en langue arabe, identique à l'Orologio,
a 164 pages et est un bimensuel (le numéro 1 est sorti en même
temps que le Salon de Bâle) et contient des articles des plus
récents numéros de l'Orologio.
La distribution initiale comprend les pays suivants: Arabie Saoudite,
Emirats Arabes Unis, Quatar, Bahrein, Kuwait, Oman, Liban. Le tirage
est d'environ 12.800 copies, un bon 20% desquels seront expédiés
par poste à une mailing list de princes, scheiks, hommes d'affaires
et ministres. Une partie des copies est distribuée dans les hôtels
de luxe come par exemple "Burj el Arab" de Dubai, l'unique
hôtel au monde avec 7 étoiles, tandis que le reste des
copies seront vendues dans les kiosques à journaux. AsSaa, ayant
la présence publicitaire de plusieurs Maisons horlogères,
a aussi la traduction en arabe de nos rubriques les plus classiques
(come "la Stima"), ainsi que les articles de la série
"Orizzonti". Comme pour la couverture du premier numéro
de l'Orologio, aussi AsSa
N.1 a un Patek Philippe et exactement celui paru sur l'Orologio
N. 95, c'est à dire le Sky Moon Tourbillon..." Ceci dit,
je ne vous retiens plus avec ces argumentations qui pourraient être
trop pleines de louanges et vous invite à lire ce qui est probablement
le meilleur numéro de l'Orologio
de ces derniers mois, grâce aussi aux 200 pages et au travail
de tous mes collaborateurs, Dody en tête, que je remercie de tout
coeur ainsi qu'à vous qui me suivez avec tant d'attention. Merci.
Renato
Giussani
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