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Esempi di tecnica

L'orologio meccanico
(seconda parte)

Sullo scorso numero abbiamo affrontato l'analisi del funzionamento dell'orologio meccanico nelle sue componenti di base, escludendo la sola funzione della minuteria, ovvero quel ruotismo che provvede a realizzare il moto delle lancette sul quadrante attorno a uno stesso asse.
Questo mese partiamo proprio da questo meccanismo, per poi analizzare le possibili evoluzioni del movimento meccanico di base, attuate per mezzo di piccole complicazioni. Si tratterà di un rapido excursus che approfondirà principalmente l'aspetto funzionale dei diversi meccanismi, più che la descrizione tecnica dettagliata delle loro componenti.


Il meccanismo della minuteria del calibro IWC 79091, che equipaggia la Grande Complication di IWC. Il treno del tempo di questo calibro non comprende una ruota dei minuti, poiché il primo ingranaggio del ruotismo principale del movimento compie un giro in soli 50 minuti (invece di 60), prendendo perciò il nome di ruota di centro.

 

 

Altro elemento comune a molti movimenti meccanici è il datario a finestrella. Questa piccola complicazione ha subito ultimamente numerose rivisitazioni, a tutto a vantaggio della leggibilità, con l'elaborazione di meccanismi strutturati sull'affissione a due finestrelle affiancate. Per la realizzazione di questo tipo di meccanismi vengono impiegati due dischi del datario, anziché uno, affiancati, concentrici o sovrapposti, in modo da avere uno spazio doppio per la visualizzazione della data del giorno sul quadrante.

 

 

Un'indicazione molto utile negli orologi meccanici, soprattutto a carica manuale e con molti giorni di autonomia, è la riserva di carica, la quale avverte quando l'energia di riserva dell'orologio sta per esaurirsi e occorre agire sulla corona di carica per "dare corda" al nostro segnatempo meccanico.

 

di Dody Giussani