home >> l'Orologio >> archivio >> Sommario >> editoriale


EDITORIALE

Nuovo mercato

Finita l'era dei BOT, i risparmiatori italiani hanno dovuto imparare, loro malgrado, le complesse "regole" delle operazioni di borsa, intesa come luogo dove si comprano e si vendono le azioni delle società quotate. La maggior parte di loro, ovviamente, non sono affatto "esperti" del campo, né dispongono singolarmente dei capitali necessari a consentire quelle operazioni che, adottate con una certa continuità ed una notevole furbizia, sono tali da generare utili con un margine di rischio minimo. Molti addetti ai lavori, spesso gli stessi che, con le loro scelte spregiudicate, sono la causa prima della rovina dei piccoli risparmiatori, si affannano con molto altruismo a consigliare alle loro vittime preferite atteggiamenti cauti e mirati al lungo termine, ma i gestori dei risparmi dei piccoli, quelli in buona fede, non possono comunque fare miracoli. In borsa guadagna chi le regole, più che conoscerle, le fa... E poi le impone, e alla fine guadagna perché qualcun altro, nello stesso preciso istante, si sta rovinando. D'altronde, non si dice "giocare" in borsa, esattamente come ai tavoli di un casinò o al calcio dei recenti mondiali di Corea?


Ognuno degli argomenti affrontati su l'Orologio viene scelto e trattato tenendone presenti, in primo luogo, gli aspetti culturali. Comperare un orologio, nuovo o usato che sia, non è mai un atto esclusivamente "commerciale", e non dovrebbe quindi essere mai compiuto spinti da considerazioni esclusivamente economiche. I nostri lettori sanno bene qual'è la differenza fra un acquisto fatto per convenienza ed uno fatto per passione. In questo momento particolare dell'economia mondiale nel quale, ad una crisi perdurante delle motivazioni d'acquisto e dei consumi cui si possono fare risalire quasi tutti i nostri guai, si aggiunge la tragica sceneggiata che vede chi ha maggiori disponibilità di risorse imporre a tutti le scelte più adatte ad accrescere la propria forza e, in definitiva, il proprio benessere economico, siamo sempre più convinti che solo una rivalutazione mondiale del valore di un'intelligenza svincolata dall'interesse e ben distinta dalla furbizia imperante, possano fare ritrovare a tutti la voglia di far sacrifici per ideali più alti. In tutto ciò, l'amore per i valori culturali dell'orologio può giocare un ruolo piccolo ma non inutile e, comunque, nella giusta direzione. Esattamente come non credo sarebbe inutile stabilire per tutte le borse mondiali delle vere regole valide per tutti, in grado di ricondurle ad un genuino ruolo di guida per la compravendita con denari reali di azioni di società reali. Una compravendita che tenga conto esclusivamente dei cosiddetti "fondamentali" e di aspettative realistiche, evitando che l'intervento massiccio degli speculatori possa continuare ad alterarne sostanzialmente i contenuti. A questo proposito, mi piace sottolineare come l'Orologio abbia sempre tentato di fornire informazioni utili e corrette su un altro settore nel quale la compravendita può generare sia guadagni che perdite rilevanti: quello del collezionismo di orologi. Contrariamente alle azioni quotate in borsa, l'orologio che potete comperare ad un'asta è però dotato di una fisicità e di caratteristiche ben verificabili e le garanzie, sia per chi vende che per chi compera, sono di tutto rispetto. Inoltre, contrariamente alle statistiche della borsa, in particolar modo di quella parte che si occupa del cosiddetto "nuovo mercato", l'andamento delle quotazioni del collezionismo orologiero degli ultimi anni è sempre stato positivo e, in particolare, nell'ultimo anno, in media nessuno ha dovuto lamentare perdite. Ecco quindi ampiamente giustificato il mio appello a "tutte" le Case in grado di farlo perché si applichino con maggiore impegno, per aiutare il collezionismo degli orologi a svilupparsi come e quanto merita: comperare e collezionare orologi (sia antichi che nuovi) può essere un'ottima scelta sia per lo spirito che per le tasche.
Quanto al "nuovo mercato" di borsa, esso è composto da aziende che si occupano di tecnologia, intesa in gran parte come telematica ed informatica. Dopo avere partecipato per molti anni alla pubblicazione di una rivista come MC-Microcomputer, da una cui costola è nato l'ottimo provider Internet MC-Link , non aspettatevi che io possa mai dire nulla contro la telematica o l'informatica. Sono viceversa molto contrariato dal modo nel quale molti sedicenti esperti, a livello mondiale, hanno creduto di poter speculare su Internet utilizzandola come canale per la veicolazione della pubblicità. Non glielo aveva detto nessuno che cliccare sul mouse è più facile e veloce dello zapping su un telecomando televisivo? Nessuno mi potrà mai costringere a subire la pubblicità durante l'uso di una "tecnologia" interattiva per eccellenza, nella quale le mie scelte personali rischiano di pesare addirittura di più di quelle dei fornitori di informazione. In ogni caso, appena ha potuto, la Argò ha deciso che l'informatica, la telematica e Internet, lungi dall'essere quella terra dell'oro alla quale troppe sirene inneggiavano, avrebbero potuto comunque essere impiegate come utili strumenti di servizio anche per i lettori delle sue riviste. Il nostro sito Internet, con tutti i servizi annessi, ne è una prova ormai abbastanza collaudata. La posta elettronica (E-Mail) a disposizione dei lettori per scriverci lettere o votare per il Premio Argò, sono un altro esempio. Questo mese, con la collaborazione della Zenith, aggiungiamo un altro prodotto al nostro "nuovo mercato". Allegato a questo numero della vostra rivista avete trovato un CD-ROM prodotto appositamente per i lettori de l'Orologio. La particolarità di questo prodotto del "nuovo mercato" Argò è che, come di tutti gli altri che vi sono già stati proposti in passato, mentre il suo valore è non nullo, il costo per voi è esattamente pari a zero e non vi farà correre nessun rischio di alcun tipo.

Renato Giussani