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EDITORIALE

MAYBACH

Chi era costui?
Io stesso, appassionato di auto e motori non meno che di hi-fi, computer ed orologi, fino a pochi giorni fa, oltre al fatto che era stato socio di Gottlieb Daimler per produrre auto Mercedes, non ne sapevo quasi nulla.
Poi, l'occasione della presentazione di due nuovi modelli top di gamma DaimlerChrysler contrassegnati dallo storico marchio, mi ha consentito di colmare una grave lacuna. E così ora so che Wilhelm Maybach sta alla Mercedes come Ferdinand Porsche alla marca che porta il suo nome, o se preferite, come Abraham Louis Breguet alla Breguet stessa.

L'avvenimento non era certo di quelli che possono esser presi, come si dice, sottogamba. Un piccolo gruppo di giornalisti italiani viene invitato, insieme a ben selezionati rappresentanti della stampa di altri paesi europei, a partecipare alla presentazione mondiale di quelle auto che, nelle intenzioni della DaimlerChrysler, daranno parecchio filo da torcere nientepopodimenoché alla Rolls Royce (ormai entrata definitivamente nell'orbita Volkswagen). Di gruppi di giornalisti così assortiti, per tutto il mondo, se ne prevedono non più di cinque. Il che ci consente di annoverare i dirigenti DaimlerChrysler fra gli "illuminati" che hanno deciso di considerare proprio i lettori de l'Orologio fra le persone più sensibili al fascino della massima tecnologia e del bello in assoluto.
Perché una cosa deve esser chiara da subito: l'invitato ero io ma, ovviamente, in rappresentanza di tutti voi. Visto, poi, che il viaggio è stato ottimo ed appagante sotto tutti i punti di vista (compresa la possibilità di guidare una magnifica roadster SL 55 AMG da 476 CV lungo 200 Km di autostrade tedesche...non so se mi spiego...) mi sento quasi obbligato a riportarvi almeno un pallido riflesso delle inebrianti sensazioni che ho potuto provare. Fra queste, da non dimenticare la visita guidata al museo dei dirigibili Zeppelin, con annessa cena a base dello stesso menù offerto durante il volo ai fortunati passeggeri dei mitici aeromobili. E già, perché Carl Maybach (figlio di Wilhelm), tanto per non rimanere con le mani in mano, oltre a progettare a suo nome splendide limousine dotate di motori e di tecnica d'avanguardia, all'epoca (anni '30) forniva anche i motori al Conte Von Zeppelin, oltre che alle migliori motrici delle ferrovie tedesche. Dunque, Wilhelm Maybach è il vero "padre" della prima Mercedes, progettata come modello da corsa nel 1900 per soddisfare le pressanti richieste del migliore concessionario Daimler, ovvero di quel Sig. Emil Jellinek che, oltre ad avere per clienti i più ricchi e fortunati abitanti della costa azzurra, aveva anche una figlia di dieci anni di nome Mercedes, appunto, e dato che comprava veramente molto, ottenne di battezzare le auto che vendeva con il suo nome (cui si aggiunse Benz a partire dalla fusione Daimler/Benz del 1924). Ma, di che auto stiamo parlando oggi? Quali saranno i nuovi modelli che porteranno il mitico nome Maybach? Se volete saperne di più, oltre che una visitina all'ottimo sito Internet www.maybach-manufaktur.com, vi suggerisco di non perdere il prossimo numero de l'Orologio, dove troverete un ampio approfondimento. Ma quanto costeranno, questi mostri di tecnica e lusso? Non molto in verità: solo 360.000 euro appena per la più costosa delle due (il modello 62), circa la metà di un Patek Philippe Sky Moon Tourbillon ma, come quest'ultimo, con tanta, tanta storia dentro e il massimo della tecnologia automobilistica odierna in aggiunta, quale gentile omaggio...

Renato Giussani