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Patek Philippe

In viaggio tra le stelle

La sua presentazione è avvenuta naturalmente solo pochi giorni fa, durante il Salone di Basilea, ma immediatamente gli amanti della bella orologeria ne hanno percepito le incredibili doti tecniche e le innegabili potenzialità culturali. Nel Cielo-Luna di Patek Philippe vengono per certi versi "abbandonate" tutte le complicazioni tradizionali (perpetui, ripetizioni...), mettendo invece al centro della "scena" la mappa stellare. E' una scelta di rottura con il passato, ma anche di massima valorizzazione estetica, che rende il Cielo-Luna assolutamente unico ed al tempo stesso affascinante.

 

La cassa è realizzata interamente in oro bianco a 18 carati, con uno spessore di soli 9,78 millimetri, mentre il diametro è di 43,1 millimetri. Decisamente ben dimensionate anche le anse, le quali, una volta indossato l'orologio al polso, donano all'insieme una presenza discreta ma decisa.

 

 

Cuore dell'insieme è il movimento a carica automatica, che utilizza una base calibro 240, con microrotore decentrato in oro e bilanciere Gyromax a 21.600 alternanze/ora. Su di esso è inserito il modulo delle funzioni astronomiche. L'insieme è costituito da ben 301 componenti individuali, rifiniti ed assemblati a mano, e contraddistinto dal Punzone di Ginevra, il più alto riconoscimento ufficiale di qualità in orologeria.

 

 

La carrure presenta lungo tutto il suo perimetro esterno un decoro a rilievo raffigurante la Croce di Calatrava. Lo stesso disegno continua anche sulle anse, e sembra voler riaffermare l'abilità esecutiva della Casa non solo a livello della meccanica, ma anche della modellazione dei metalli preziosi. Inoltre, il Cielo-Luna presenta nella parte destra della carrure due distinte corone di rimessa: una per caricare l'orologio e metterlo all'ora; l'altra per correggere le indicazioni astronomiche.

di Paolo Gobbi