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Esempi di tecnica Il Tourbillon Questo mese dedichiamo la copertina ad una delle complicazioni orologiere più sofisticate e prestigiose, di quelle che contribuiscono in maniera più che significativa ad alimentare il fascino dell'orologeria meccanica: il tourbillon. E non un tourbillon qualunque, trattandosi del primo tourbillon regolatore, ovvero con indicazione di ore, minuti e secondi separate ed allineate sul quadrante (dal dodici al sei). L'utilità del tourbillon oggi non è più evidente come due secoli fa. Standard qualitativi elevati, affinamento delle tecniche di equilibratura, sviluppo di nuovi materiali hanno migliorato enormemente le qualità dei bilancieri-spirale di odierna produzione. Tuttavia, il progetto e la realizzazione di un proprio tourbillon rappresenta una vera sfida tecnica per ogni Casa di orologeria, poiché si tratta di una complicazione estremamente difficile da mettere a punto e da produrre, sia pure in piccolissima serie, e che si richiama strettamente alla tradizione: un particolare tenuto in massimo conto dalle Case di orologeria.
Il Tourbillon a Regolateur della Chronoswiss, che ospitiamo questo mese in copertina. Si tratta di un tourbillon molto particolare, visto l'abbinamento della complicazione di Breguet all'indicazione in linea del regolatore. Per ottenere questa singolare disposizione delle lancette (ore al dodici, minuti al centro e secondi al sei) tutto il movimento deve essere progettato in funzione delle diverse posizioni assunte dalle lancette. Si delinea la disposizione delle ruote sulla platina un po' come si disegnerebbe un quadrante, e in effetti, mani come in questo caso le due attività sono estremamente collegate.
Il calibro C.361 della Chronoswiss, realizzato su base Progress Watch Cal.6361.101, con dispositivo di tourbillon volante al minuto. In questo tipo di tourbillon la gabbia (al sei) non è dotata di un ponte sovrastante, ma è imperniata unicamente nella platina, per mezzo di un cuscinetto a sfere.
La vista di tre quarti mette in evidenza la pulizia della finitura a perlage del movimento e la leggera sporgenza della gabbia del tourbillon rispetto al piano dei ponti, possibile grazie all'impiego di un tourbillon volante, che non necessita di un ponte dal lato quadrante. di Dody Giussani |
