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LINGUE
ROMANZE
Il latino del terzo millennio Attualmente nel mondo ben 641 milioni di persone parlano una lingua romanza, ossia una lingua che trova le sue radici nel latino, per questo appaiono di grande attualità i progetti rivolti a rilanciare l’adozione di metodi d’intercomprensione tra le varie lingue romanze, che potrebbero così acquisire uno status di centralità a fianco dell’inglese.
Dante Alighieri (1265-1321), il cui nome è una abbreviazione di Durante, è considerato il primo grande poeta della lingua italiana. Ebbe una vita per molti versi travagliata e morì quando si trovava esiliato dalla sua città natale. L’italiano, che appartiene al gruppo delle lingue romanze, della famiglia delle lingue indoeuropee, deriva dal toscano parlato a Firenze, che era la lingua nella quale scrissero Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, considerati tra i massimi scrittori italiani.
Il Babelfish è una invenzione di Douglas Adams (1952-2001), celebre scrittore britannico, autore della “Guida galattica per gli autostoppisti”. Nel suo romanzo Adams descrive il Babelfish (che oggi contraddistingue il servizio di traduzione automatica on-line www.altavista.com) come un piccolo pesciolino giallo che, inserito nell’orecchio, sarebbe in grado di tradurre simultaneamente, rendendole comprensibili, tutte le lingue dell’universo.
Vista laterale disegnata al computer di un cervello umano. Il cervello è mostrato diviso in quattro regioni: lobo frontale (rosso), lobo temporale (blu), lobo parietale (arancio), lobo occipitale (verde scuro), in basso si trovano cervelletto (verde chiaro) e ipotalamo (rosa). Le due aree chiare sono i centri del linguaggio, dove i messaggi vengono letti o uditi e capiti e le frasi vengono composte. Barbara Urbani |
