EDITORIALE
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Sempre
più insistentemente vengono presentate, in particolare sui palcoscenici
dei media a più ampia diffusione, opinioni contrastanti sul ruolo
della Scienza nello sviluppo del progresso umano. Da un lato gli scienziati,
convinti della possibilità della ragione di svelare i più
reconditi segreti della natura, con finalità ampiamente condivisibili
da chiunque. Dall’altro gli appartenenti al coro
dei “non allineati”, che a suon di scoperte rivoluzionarie,
oroscopi, divinazioni bibliche ed argomentazioni ideologiche più
o meno relativiste e/o scettiche (basate per lo più troppo spesso
su una eccezionale incapacità di approfondimento ed autocritica)
di schierano in ordine sparso contro il potere della scienza “ufficiale”,
ipotizzato quasi sempre come braccio armato del potere economico, in
ogni campo.

A noi, che vorremmo tanto cercare di capire sia le ragioni di Carlo
Rubbia che quelle di Alfonso Pecoraro Scanio, traendo fuori anche da
quelle di quest’ultimo le parti “buone” normalmente
disperse nel magma di ideologie politicamente e mediaticamente paganti
su cui in massima parte si fondano, risulta sempre più difficile
rimanere completamente asettici. In un mondo nel quale trovano ascolto
e credito istituzionale perfino le ragioni dell’astrologia, come
potremmo assumere posizioni assolutamente “fuori dei giochi”?
Perfino dichiarazioni scettiche rispetto ai medicinali costituiti al
100% di acqua fresca che ci vengono propinati dall’omeopatia rischierebbero
di essere utilizzate per tacciarci di voler portare una ben diversa
acqua al mulino delle multinazionali del farmaco.
Certi signori non lo capiranno mai che quando si discute di qualcosa,
qualunque cosa, si dovrebbe prima avere studiato e capito bene almeno
le basi, dell’argomento del contendere. Non lo capiranno mai perché
non è nel loro interesse. è molto più facile (e
non solo in Italia) guadagnare ampi consensi facendo proprie le regole
della religione dominante o dei movimenti di maggior successo popolare
del momento, che cercare di spiegare ai propri potenziali sostenitori
la realtà del difficile mondo nel quale noi tutti viviamo, governato
dalle complicate leggi fisiche della relatività Einsteniana,
e non dagli slogan di piazza (nemmeno quando la piazza è il salotto
del Bruno Vespa di turno). La difficoltà cui mi riferisco è
quella che la maggior parte degli uomini “normali” (fra
i quali sono felice di annoverarmi) non potranno mai indagare tanto
da consentir loro di sostenere senza paura la presenza inquietante della
enorme massa di concetti astrusi e complicati che son dentro al funzionamento
dei nostri computer, delle centrali nucleari, o del nostro stesso corpo.
Dove voglio arrivare, vi chiederete? Qual è lo scopo politico,
o magari solo commerciale, nascosto in questo editoriale che porta in
fondo la mia firma?
Ecco: il solo immaginare lo sgomento dei (spero pochi) “dietrologi”
che mi stanno leggendo, il momento in cui scopriranno che non ho nessuno
scopo nascosto da confessare, potrebbe perfino farmi sorridere di compiacimento.
A maggior ragione perché so che si guarderanno bene dal contestare
alcunché, rischiando di accreditarci come controparte degna di
attenzione, e così facendo ci consentiranno di proseguire senza
intoppi nella ricerca di un modo sempre più nuovo e davvero indipendente
di promuovere (grazie a bravi collaboratori degni del massimo rispetto),
non soltanto la scienza, ma proprio la Conoscenza, quella vera. è
chiaro, ora, perché sulla copertina di questo fascicolo di M!ND
c’è il tempio islamico Cupola della Roccia che si trova
sulla spianata delle moschee? E perchè l’articolo cui si
riferisce questa illustrazione, che si intitola “Islàm,
religione e civiltà”, è stato scritto dal Prof.
Sergio Noja Noseda (cioè il più grande islamista europeo,
accreditato perfino presso i più influenti musulmani del mondo
arabo)? La vocazione di questa rivista non è né religiosa
né politica, e neppure di supporto a questo o quel potentato
economico più o meno influente. Noi siamo convinti che, per farsi
un’idea il più possibile corretta del mondo che ci circonda,
sia indispensabile ricercarne ed indagarne i multiformi aspetti con
tutti gli strumenti di conoscenza possibili, fra quelli che Galileo
avrebbe approvato. E fra questi non vi è solo la sia pur benemerita
fisica, come tutti coloro che hanno a cuore la vera cultura ben sanno…
Renato
Giussani