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FAMIGLIA

L’avvento della democrazia

La famiglia italiana dall’Ottocento ad oggi ha subito profondi mutamenti al suo interno: dall’insieme di più unità coniugali si è passati al nucleo familiare composto da un’unica coppia con figli. Fino a tempi molto recenti l’elemento caratteristico di ogni relazione domestica fu il mantenimento della superiorità del potere e dell’autorità dell’uomo e del padre. Oggi, invece, dall’ultimo dopoguerra in poi ed in particolare con il fatidico ’68, i rapporti tra genitori e figli si basano sempre più su una forte complicità che ha indotto i giovani a restare a lungo in famiglia. Proprio a questo proposito è stato creato un nuovo termine che contraddistingue la situazione odierna: il giovane-adulto che incontra difficoltà ad abbandonare le mura domestiche, sia per paura delle responsabilità quotidiane che per l’assenza di politiche specifiche volte a creare le condizioni opportune per la sua uscita da casa e diventare adulto.

Dall’800 ad oggi le famiglie italiane sono passate da una media di 4,7 componenti a 2,6. Questi numeri esprimono sia la diminuita natalità che la tendenza nelle famiglie alla riduzione del numero dei conviventi, causato anche dal fenomeno di pronunciata urbanizzazione di fine ’800 – inizio ’900.

 

 

I giovani che pensano di provare ad avventurarsi fuori della casa dei genitori, sentono di abbandonare una situazione protetta che, oggi, non richiede di rinunciare se non in minima parte alla propria indipendenza.

 

 

Pianificare una propria famiglia, e la possibilità di avere dei figli, è diventato sempre più difficile. Soprattutto per cause prettamente economiche.

Rossella Palomba