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EDITORIALE

M!nd - Storie della conoscenza

M!ND vuole offrirsi a lettori interessati ad affrontare ogni volta nuovi argomenti, esposti in cinque complete monografie per ciascun fascicolo.
E gli argomenti che tratteremo non saranno confinati ad ambiti specialistici particolari, visto che saranno scelti con il contributo di tutti voi. Noi leggeremo infatti assolutamente tutte le lettere che
ci scriverete (su carta o in e-mail che siano) e ne trarremo importanti ed utili spunti per poter accontentare al meglio le vostre aspettative, su qualsiasi fronte vorranno condurci.
Veniamo quindi a M!ND.

È chiaro che il punto esclamativo “!” sostituisce una “i”. Il perché è presto detto: la parola Mind (che si legge “maind” = mente) è di uso comune, mentre la mente di cui ci vogliamo occupare noi tutto è fuorché comune.
Ed ecco allora il sottotitolo, mai come questa volta parte realmente integrante della testata, nel quale leggiamo conoscenza al posto del più abusato scienza. Non vogliamo infatti lanciare un messaggio troppo technologically oriented né troppo facilmente confrontabile con la divulgazione scientifica che, sulla falsariga delle necessità mediatiche, va oggi per la maggiore: troppi argomenti, trattati in modo spesso incompleto. Ciò non toglie che il rigore della Scienza con la S maiuscola, quella che ci ha consegnato Galileo, è e rimarrà il nostro riferimento costante sia quando vi presenteremo gli ultimi sviluppi delle tecnologie digitali, sia quando l’oggetto della nostra attenzione saranno, ad esempio, i traguardi raggiunti dalla moderna antropologia. Ma la conoscenza implica qualcosa di più della fredda e lucida scienza. A pensarci bene, è più o meno la differenza che passa oggi fra la qualifica di professore e quella di docente. Visto che sono sempre in maggior numero le persone che preferiscono essere chiamate docenti piuttosto che professori, un motivo dovrà pur esserci. Insomma, per insegnare non basta averne la scienza ma serve anche la coscienza, e si deve anche essere in grado di trasferire ad altri “tutto il pacchetto”, non solo “le equazioni”. E il termine conoscenza un poco di più lo esprime, questo concetto.
Poi abbiamo Storie. Che senso ha un termine tanto antico nella testata di una rivista così moderna…? Proprio a conferirle quell’apertura agli aspetti giustappunto storici, che sono alla base di ogni vera conoscenza, con un’attenzione particolare ai percorsi che gli scienziati, i ricercatori, i docenti tutti, hanno scelto e hanno realmente vissuto (e non solo seguito) per poter giungere ai
meravigliosi traguardi che ci pregieremo di illustrare. I sogni, le motivazioni, gli studi, il contesto culturale, l’impegno rigoroso, il genio, tutto quello che può aiutarci a capire i tanti perché della
differenza evidente che c’era fra A. Einstein e i suoi colleghi dell’ufficio brevetti di Berna dove lavorava. O fra il modo di intendere il lavoro di Federico Faggin (l’inventore del primo microprocessore) e quello dei suoi superiori alla Intel. O fra il Sig. Olivetti e certi campioni dell’imprenditoria finanziaria moderna. E non dimenticando magari anche la intrepida consorte di un certo Karl Benz, che mise su strada la prima vera automobile brevettata come tale (il 29 Gennaio 1886, con brevetto N° 37435) e la sperimentò, insieme ai due figlioletti, durante il primo, periglioso viaggio notturno da Mannheim a Pforzheim (approssimativamente 100 km) che la condusse a trovare sua madre (e, per inciso, è solo da quel momento che Benz cominciò finalmente a ricevere i primi ordini).
Non di solo pane vive l’uomo. Anche di companatico, diceva qualcuno. Noi preferiamo pensare che il complemento debba essere invece un poco di sano “pane” anche per la nostra umanissima mente…
Per cominciare, su questo numero troverete i contributi di cinque persone, che si sono applicate veramente molto per offrirvi cinque monografie su altrettanti argomenti particolarmente impegnativi.
La reazione che ha suscitato in loro la mia prima richiesta di dire tutto sul cinema, o tutto sui satelliti artificiali, solo per fare due esempi eclatanti, è stata di rigetto. “Impossibile” dire TUTTO in otto, nove o dieci pagine, mi è stato detto. Il fatto è che evidentemente io non pretendo che vi venga trasferito TUTTO in senso letterale, sarei un pazzo solo a pensarlo, altro che chiederlo e pretenderlo. Il primo ad avere capito senza indugio alcuno qual è la vera vocazione di M!ND è stato il mio amico Ing. Roberto Vacca, che si è offerto di scrivere la sua monografia sull’energia eolica prima di tutti gli altri. Così la nostra storia della conoscenza è iniziata con il piede giusto, ed ormai sono sicuro che anche gli argomenti già scelti per il secondo numero riceveranno la desiderata attenzione senza sollevare commenti increduli e stupiti. L’avevo detto fin dall’inizio che M!ND
vuole essere diversa…
Ora non ci rimane che attendere i vostri graditissimi e necessari commenti, che ci consentiranno di scegliere la rotta migliore per poter scrivere una storia della conoscenza importante e coinvolgente, una volta tanto, “insieme”…

Renato Giussani