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CINEMATOGRAFO

Quadri che si muovono

Se il Cinématographe dei fratelli Lumière si era limitato a registrare la realtà senza supporre interventi creativi ma creando solo un’illusione di movimento sul pubblico, è con Méliès che sul grande schermo prende vita la fantasia, con mondi e viaggi fantastici che sorprendono lo spettatore, senza il ricorso ad effetti speciali particolari.
Con Griffith, invece, si comincia a sperimentare la suddivisione dello spazio in segmenti mostrati in successione così da gestire più piani narrativi contemporaneamente.
Infine, con il perfezionamento delle tecnologie, si passerà dall’introduzione di nuovi moduli espressivi, in grado di evitare la ricezione passiva dello spettatore, all’abbinamento al film di una colonna sonora sincronizzata che rivoluziona l’industria cinematografica mondiale e concorre al trionfo dell’audiovisivo.

Un proiettore dei Lumière in un’incisione dell’epoca. Decisi a sfruttare in proprio la loro invenzione, i Lumière rifiutano di vendere ad altri le loro macchine, e istruiscono i loro operatori che non abbandonino mai gli apparecchi, in modo da mantenere la segretezza sul loro funzionamento.

 

 

Una celeberrima immagine dal Voyage dans la lune (1902) di Georges Méliès. Illusionista e prestigiatore, a lui si deve il distacco del cinema dalla missione documentaristica, e la nascita della sua vocazione fantastica e affabulatoria.

 

 

La famosa immagine che campeggia sulla locandina de Il cantante di Jazz (1927) di Alan Crosland. Interpretato dal popolare entertainer Al Jolson, è passato alla storia come il primo lungometraggio parlato della storia del cinema. Il successo del film, prodotto dalla Warner Bros., scatenò la corsa al sonoro di tutte le Case concorrenti.

Alberto Farina