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Waiting for BaselWorld

Un anno non è poi uno spazio temporale così grande. Se andiamo a controllare con attenzione, non è intercorso un intero anno tra la pubblicazione de l’Orologio – Annuario 2008 e quella del fascicolo che state leggendo. A causa della diversa collocazione del Salone di Basilea, cui l’uscita dell’Annuario è tradizionalmente legata, questa volta abbiamo dovuto anticipare il nostro lavoro di una buona decina di giorni. BaselWorld iniziò lo scorso anno il 3 aprile, mentre quest’anno l’apertura della kermesse è prevista per il 26 marzo. Un cambiamento senz’altro piccolo rispetto alla grande novità del 2009, che ha visto la separazione tra la manifestazione ospitata dalla città renana e il SIHH di Ginevra. E piccolissimo rispetto all’enormità di quanto accaduto (e disgraziatamente sta ancora accadendo, con somma preoccupazione planetaria) in campo economico-finanziario. In questo caso, poi, almeno per quanto riguarda il nostro Paese, si parla solo di pochi mesi, visto che alla fine dell’estate scorsa i più ancora ballavano e cantavano spensieratamente (si fa per dire)... A Ginevra ci siamo stati, sperando di ricavarne qualche segnale di speranza e, nonostante l’affluenza in calo (meno 20% secondo gli stessi organizzatori), per fortuna l’abbiamo avuto. Durante i cinque giorni in riva al Lemano (19-23 gennaio), dove com’è noto molte altre esibizioni si affiancano al SIHH (A. Dunhill, A. Lange & Söhne, Audemars Piguet, Baume & Mercier, Cartier, Girard-Perregaux, IWC, Jaeger-LeCoultre, JeanRichard, Montblanc, Panerai, Parmigiani Fleurier, Piaget, Roger Dubuis, Vacheron Constantin, Van Cleef & Arpels e, da quest’anno, Ralph Lauren) e al WPHH (Franck Muller, Backes & Strauss, Pierre Kunz, le neonate creazioni del grande Pierre Michel Golay e molto altro), si è potuta respirare un’atmosfera di cauto ottimismo, specie per quanto riguarda l’Alta Gamma. La parola decisiva arriverà però da Basilea, dove il ventaglio delle Case presenti è molto più ampio, non solo numericamente, ma anche per quanto riguarda la reale rappresentatività dell’intero mercato orologiero. Se è vero che l’Alta Orologeria mantiene le sue posizioni, il resto del panorama orologiero è in grande agitazione. A BaselWorld 2009 si guarda con grandi speranze, contando senz’altro su ulteriori conferme dell’ottima vena creativa mostrata da alcune delle Maison a Ginevra. Per il resto, in senso più generale, le risposte sono altrove...

Maurizio Favot